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Josè Lombardi: Moda e unicità sul palco di Sanremo 2026 con Denny Mendez e Antonella Salvucci

Denny Mendez (sx) e Antonella Salvucci (Dx) con creazioni della Maison Lombardi.

Jose Lombardi, della Maison Lombardi: Moda e unicità sul palco di Sanremo 2026 con Denny Mendez e Antonella Salvucci. Mentre a Milano va in scena la Fashion week, a Sanremo, durante il festival della canzone due artiste del calibro di Denny Mendez e Antonella Salvucci sfilano con bellissimi abiti appositamente creati dallo stilista romano. 

 

Sanremo: oltre il palco
A volte un palco non è soltanto una struttura su cui esibirsi, ma diventa molto di più. Sanremo 2026, per Jose Lombardi, ha rappresentato una dichiarazione silenziosa di identità, una conferma profonda e personale, una tappa che percepissce come cucita sulla sua pelle, indissolubilmente legata al suo percorso.

Ma facciamo parlare direttamente Josè Lombardi, il creatore di questi due abiti indossati dalla Mendez e dalla Salvucci.

La fiducia e la responsabilità
Quando Denny Mendez, Miss Italia 1996, e Antonella Salvucci hanno scelto di affidarsi a me, ho sentito il peso e l’onore di quella fiducia. Non si tratta solo di indossare un abito: è una scelta di visione, di linguaggio, un impegno che significa mettere il proprio nome dentro un progetto nato dalle mani di qualcun altro. Questa responsabilità non la prendo mai alla leggera, perché ogni gesto, ogni dettaglio, diventa parte di un racconto condiviso.

Credit: Jose Lombardi

La creazione: unicità per due donne
Per Denny ho immaginato un abito nero, profondo e materico, realizzato in velluto intenso capace di assorbire la luce e restituirla in eleganza pura. Ho scelto linee essenziali, un corpetto deciso e trasparenze ricamate che si arrampicano sulla pelle come rami sottili. Ogni dettaglio è stato studiato con la consapevolezza che non esisterà mai una copia: tutte le mie creazioni sono pezzi unici, sempre.

Credit: Jose Lombardi

Per Antonella, invece, ho voluto raccontare un’altra energia: un azzurro profondo e luminoso, che evocasse il mare quando diventa seta. Il corpetto brillante cattura la luce senza invaderla, la linea morbida scivola lungo il corpo e la coda leggera accompagna il passo lasciando una scia elegante. Il retro scoperto, il drappeggio che scende dalla schiena, il movimento calibrato di ogni piega: nulla è stato lasciato al caso.

Filosofia e intimità creativa
Due donne, due personalità, due visioni diverse, un’unica filosofia. Sanremo è esposizione, è fotografia che resta, è sguardo pubblico. Ma dietro quelle immagini c’è il tempo, lo studio, la ricerca dei tessuti, prove infinite, millimetri spostati che cambiano un equilibrio, la mano che disegna prima ancora dell’ago che cuce. C’è il mio tempo, la mia passione: ci sono io.

L’abito e la persona: sintonia perfetta
Vederle attraversare quegli spazi, con sicurezza e presenza scenica, è stato come osservare un’idea prendere forma definitiva. Un abito vive davvero solo quando incontra la persona giusta e, in quei momenti, ho capito che la sintonia era reale.

Unicità: il cuore della moda
Non realizzo collezioni replicate in serie. Non creo copie. Ogni abito nasce per una donna, per un evento, per una storia precisa. È questo il mio modo di intendere la moda: un dialogo intimo tra chi crea e chi indossa. Un’opera che esiste una sola volta.

Il valore dell’artigianalità
Sanremo 2026 resterà per me la conferma che l’artigianalità, la cura e l’unicità hanno ancora un valore enorme. Due protagoniste, due abiti, due pezzi unici ed una certezza che porto con me: quando si crea con autenticità, il palco diventa solo il luogo in cui la verità prende luce.

Bierregi

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