Davide Ferri è il nuovo direttore artistico di Artefiera 49. Una eredità importante quella che il nuovo direttore riceve da Simone Menegoi. Alla presenza della Sottosegretaria di Stato al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni, del presidente di Bologna Fiere, Gianpiero Calzolari e dell’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Daniele Del Pozzo, il neo direttore ha presentato la “sua” Artefiera nel primo incontro pubblico con il nuovo incarico. Dobbiamo ricordare ai lettori che Davide Ferri non è un neofita della manifestazione essendo stato in passato curatore di una nuova sezione come Pittura 21.
Un caloroso benvenuto apre il discorso del nuovo direttore artistico di Artefiera, Davide Ferri, che condivide le emozioni vissute durante la sua prima conferenza stampa in questo ruolo. L’entusiasmo che lo accompagna fin dall’inizio della preparazione per questa edizione è palpabile e costante. L’incarico di dirigere una manifestazione di tale rilievo significa immergersi in una storia lunga e tangibile, percepibile ogni giorno negli spazi che la ospitano. Fondata nel 1974, Artefiera si svolge in sedi storiche come le torri di Kenzo Tanghe e l’ex Galleria Nazionale d’Arte Moderna, offrendo un patrimonio che affonda le sue radici negli anni Settanta. Nonostante la residenza a Roma e le origini forlivesi, il direttore artistico ha sempre nutrito un legame speciale con Artefiera, la prima fiera d’arte contemporanea frequentata in gioventù. Questo senso di familiarità e affetto è condiviso anche dai visitatori, dalle gallerie e dai collezionisti, che trasmettono un calore unico a chi oggi guida la manifestazione. Secondo il direttore, tale atmosfera rappresenta un tratto distintivo di Artefiera, un elemento di cui andare fieri.
La direzione di Artefiera comporta il confronto con una storia che può generare timore per il suo peso, ma che al tempo stesso suscita entusiasmo, soprattutto in una fase di evidente miglioramento riconosciuta da molti. Questo progresso si deve in larga parte all’eccellente lavoro dei predecessori, in particolare Simone Menegoi e il direttore operativo Enea Righi, il cui supporto continua a essere prezioso.
Negli ultimi sei anni, durante i quali il direttore artistico ha curato nuove sezioni della fiera (come Pittura 21), ha avuto modo di osservare da vicino il ritorno delle gallerie più prestigiose e il rafforzamento della scena artistica italiana. Per questi motivi, la sua direzione si ispira alla continuità, mantenendo il focus sull’arte italiana e sulle gallerie capaci di rappresentare sia il panorama nazionale che quello internazionale.
Spesso si definisce Artefiera come una “festa”, desiderando che sia una vera celebrazione delle gallerie italiane. L’edizione attuale è arricchita da ritorni prestigiosi, nuovi ingressi e una scena di gallerie di recente fondazione che ampliano l’offerta all’insegna della ricerca e dell’innovazione.
Pur condividendo tutte le scelte con lo staff, il direttore artistico ha voluto portare in fiera parte della propria esperienza maturata nelle sezioni curate. In questa edizione, la disposizione delle sezioni è stata ripensata: il percorso parte dal padiglione 26, dedicato al “moderno”, con la nuova sezione “Ventesimo più” curata da Alberto Salvadori, che riflette la versatilità e la libertà del collezionismo contemporaneo.
La sezione “Multipli”, ora affidata a Lorenzo Gigotti, rappresenta un punto di riferimento per il nuovo collezionismo, avvicinando grafica d’arte, libri d’artista, oggetti di design e offrendo nuova vitalità all’insieme. Nel padiglione 25, Marta Papini cura la sezione “Fotografia e dintorni”, concepita quasi come una mostra, mentre Michele d’Aurizio prosegue per il secondo anno con la sezione “Prospettiva”, dedicata alle gallerie di recente fondazione. La sezione “Pittura 21”, inaugurata dal direttore stesso, è ora affidata a Ilaria Gianni, e rappresenta un’importante sfida nel contesto dell’attuale attenzione verso la pittura.
All’ingresso della fiera accoglie i visitatori l’installazione “Preludio” di Marcello Maloberti. Prosegue anche la collaborazione con Fondazione Furla: la performance, curata quest’anno da Bruno Roccasalba, vede protagonista l’artista francese di origini iraniane Shalise Namani nel padiglione dell’Esprit Nouveau.
Un ulteriore elemento distintivo della fiera è la sezione editoria, che accoglie i visitatori con il “Book Talk”, spazio dedicato al dialogo sui libri d’arte insieme ad autori e artisti. Importante è anche la novità del Fondo Bologna Fiere, pensato come ulteriore strumento di valorizzazione.
L’accoglienza è un aspetto particolarmente caro al direttore artistico: la fiera deve risultare sempre più calda, coinvolgente e, se possibile, anche simpatica, non solo interessante. Il percorso interno ed esterno è stato pensato proprio per coinvolgere il pubblico a 360 gradi.
Nel presentare Artefiera, il direttore conclude richiamando il titolo scelto: “Cosa sarà”. Un titolo che richiama la celebre canzone di Lucio Dalla del 1979, ma che qui vuole simboleggiare l’inizio di un nuovo ciclo e invitare a interrogarsi sul futuro delle fiere d’arte. Nonostante le sfide di un’epoca complessa come quella attuale, ritiene fondamentale continuare a innovare e a migliorare, senza mai dare nulla per scontato.
Il direttore artistico esprime gratitudine verso tutti coloro che hanno sostenuto la Commissione d’Artista, in particolare Marcello Maloberti. Un ringraziamento speciale va al main sponsor Bper, che anche quest’anno affianca Artefiera, confermando un concreto impegno a favore della cultura. Al termine, passa la parola a Sabrina Bianchi, responsabile del brand e del patrimonio culturale di Bper.
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