Alla presentazione di Artefiera 49 vi è stato l’intervento della Sottosegretaria di Stato al Ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni. La Sottosegretaria ha voluto sottolineare come nel sistema sanitario italiano, negli ultimi anni si è assistito a una crescente attenzione verso l’integrazione tra il settore sanitario e quello culturale. In particolare, si sta lavorando alla definizione di un protocollo volto a introdurre gradualmente le cosiddette prescrizioni sociali, ovvero prescrizioni di cultura, già ampiamente adottate in paesi come il Regno Unito e il Canada da oltre vent’anni. Lo scopo principale di queste prescrizioni è quello di promuovere la cultura come strumento terapeutico, soprattutto per affrontare malattie neurodegenerative, diverse patologie e per supportare i giovani che soffrono di depressione. L’importanza di tale iniziativa risiede nel potenziale impatto positivo sulla salute mentale e sul benessere generale dei cittadini. Secondo quanto affermato dalla Senatrice Borgonzoni, era paradossale che l’Italia, paese ricco di patrimonio culturale, non avesse ancora introdotto un sistema simile, soprattutto se si considera che altre nazioni con minori risorse culturali hanno già adottato queste pratiche. Il protocollo rappresenta dunque un passo fondamentale affinché l’Italia possa colmare questo divario e diventare un modello di riferimento. Il protocollo sarà firmato a breve, dopo il passaggio presso la Conferenza Stato-Regioni. Si auspica che Bologna, l’Emilia-Romagna e altre realtà possano diventare esempi virtuosi di questa nuova sinergia tra salute e cultura. Inoltre, quest’anno segna una doppia novità: è la prima edizione sotto la guida del nuovo direttore artistico Davide Ferri e, per la prima volta, si registra la presenza del Ministero della Cultura, a testimonianza dell’importanza crescente attribuita a questa iniziativa, infatti il Ministero della Cultura ha uno stand, a dimostrazione di quanto credano nell’importanza di questa fiera. L’evento riveste un ruolo centrale non solo a livello nazionale ed europeo, ma anche internazionale, perché mette in risalto il valore dell’arte italiana nel mondo e la ricchezza della sua narrazione, spesso sottovalutata o appropriata da altri paesi. In molti mercati esteri, infatti, l’arte italiana viene raccontata e venduta in maniera diversa da come dovrebbe essere. Artefiera, invece, rappresenta un’opportunità per riportare la narrazione dell’arte italiana nelle mani degli italiani, valorizzandola e presentandola nella sua autentica essenza. Un esempio storico di questo fenomeno è stato il futurismo, che per molto tempo è stato interpretato dagli americani, prima che l’Italia ne riacquisisse la piena proprietà culturale. Per tutto questo, la Sottosegretaria ha desiderato esprimere un sincero ringraziamento a chi ha reso possibile il successo di Artefiera, anche nei momenti più complessi. “Grazie alla resilienza e all’impegno di tutti – ha dichiarato la Sottosegretaria – oggi la fiera è diventata un vero e proprio fiore all’occhiello per il Paese e motivo di orgoglio nazionale, con la convinzione che il lavoro svolto finora e quello futuro continueranno a portare risultati importanti”.
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