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“Amiche o rivali? La verità sulle relazioni tra donne” 

Il tema della solidarietà femminile, soprattutto in ambito lavorativo, è spesso dato per scontato o idealizzato.
Tuttavia, la realtà quotidiana racconta una storia più complessa, fatta di competizione, aspettative sociali e pressioni che gravano sulle donne sia nella sfera privata che professionale.
L’articolo della Psicologa Psicoterapeuta dott.ssa Augusta Gatto, amica di Nonsolomodanews, affronta con sincerità e lucidità la domanda: esiste davvero l’amicizia tra donne?
Attraverso riflessioni personali e osservazioni sul mondo della moda e dei social media, l’autrice mette in luce le difficoltà, ma anche le potenzialità, delle relazioni tra donne, invitando a non lasciarsi scoraggiare dalla competizione e a cercare invece alleanze autentiche, capaci di far “brillare” ciascuna senza spegnere le altre.

Si parla tanto di sorellanza tra donne, di come sia importante che le donne si difendano e sostengano a vicenda, soprattutto in una società definita “patriarcale”, “maschilista”.
Nel mondo del lavoro, poi, l’alleanza tra donne viene quasi data per scontata, essendo spesso molto netta la gerarchia lavorativa, dove sono gli uomini ad imporsi per numero, ruolo e responsabilità.
Ma esiste davvero questa solidarietà femminile? Si può lavorare all’interno dello stesso ambiente senza sgomitare o, addirittura, calpestare un’altra persona? In questo caso, un’altra donna, magari con un vissuto diverso dal nostro, ma biologicamente simile a noi?
In definitiva, esiste davvero l’amicizia tra donne?
Noi donne, in fondo, condividiamo tanto: dai dolori del ciclo, alla pressione sociale, dove ci viene imposto di essere sempre belle, curate, eleganti, e al contempo, perfette nel nostro ruolo di mogli e madri.
Dobbiamo essere brave nei lavori domestici, attente e presenti con i figli, efficienti sul lavoro e comunque sempre impeccabili nel nostro aspetto fisico: perfino invecchiare non ci è concesso più!
Con queste premesse, sarebbe quasi ovvio che le donne, almeno tra di loro, non si comportassero in modo subdolo o meschino. Purtroppo, non è così! Non sempre, almeno.
Posso dirlo per quello che osservo intorno a me, ma anche per esperienze vissute sulla mia pelle.
Le donne sanno essere competitive come e più degli uomini e, a differenza di quest’ultimi, nella competizione sanno usare tutte le armi peggiori: “mi fingo tua amica, ma il mio obiettivo è prendere il tuo posto”; “fingo di apprezzarti ed elogiarti, ma in realtà sono solo quella pedina sulla scacchiera che non vede l’ora di mangiarti”; “mi insinuo nel tuo mondo, come un serpente nella tana di un roditore, solo per infangarti, in fondo, perchè tu devi avere successo ed io no?”
Chiamatela “competizione”, “invidia”, o semplicemente “bisogno di compiacere per insicurezza”, la verità è che proprio delle donne, delle nostre “sorelle donne”, molte volte non ci si può fidare.
Forse per quel bisogno di piacere a tutti i costi, di sentirsi “le più belle e amate” agli occhi giudicanti degli uomini, le donne sono capaci davvero di fare male.
Per chi, come me, lavora nell’ambito della moda e gestisce delle pagine social abbastanza grandi, è tutto molto più evidente.
La competizione sana e la voglia di osservare e imparare con umiltà, si trasformano spesso in un tentativo volgare di imitazione.
E per le ragazze più giovani, prive della necessaria esperienza e maturità, il mondo dei social può davvero minare la propria autostima e fiducia negli altri.
Cosa fare dunque? Nulla, se non continuare a brillare. Perché “luce attira luce”, “bellezza attira bellezza”, e se al mondo ci sono tante donne pronte a farsi la guerra, ce ne sono anche altre che la pensano come te, e sono pronte a brillare al tuo fianco, senza spegnerti.

Dott.ssa Augusta Gatto

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