Comunicato Stampa

Un’Altra Idea di Mondo Assemblea Nazionale dei soci di Slow Food Italia

Un momento significativo nella vita dell’associazione: espressione di partecipazione e inclusività, genererà la dichiarazione d’amore di Slow Food Italia per il futuro e per le nuove generazioni

Palazzo della FAO, Roma – 11 e 12 luglio 2025

L’assemblea nazionale è un’occasione fondamentale per rafforzare la democrazia; un luogo in cui i soci discutono e si confrontano per delineare la strada che Slow Food Italia seguirà nei prossimi anni. Un momento corale in cui seicento delegati da tutta Italia si riuniscono non solo per rinnovare le cariche, ma per dialogare e condividere pensieri e visioni. All’Assemblea partecipano anche molti amici di Slow Food (accademici, economisti, attivisti, musicisti) per disegnare insieme un’Altra Idea di Mondo.

«In un’epoca di disinteresse e disimpegno civile e politico – sottolinea Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia -, abbiamo rimesso al centro l’importanza della partecipazione, della rappresentanza democratica, della delega per adesione a un sistema valoriale, della collettività come soggetto politico. D’altronde, rappresentare la voce di migliaia di persone che credono in noi e nel diritto al cibo “buono, pulito e giusto per tutti” determina il valore etico di ciò che facciamo. Il dialogo costante con i territori, con compagne e compagni di viaggio, ci restituisce suggestioni e prospettive che guardano al futuro e ci permette di evolvere, di accogliere la complessità del cibo e del sistema alimentare. Ci permette di elaborare contenuti, renderli organici e calarli nell’attualità, metterli a terra tramite progettualità concrete di comunità e di filiera, tramite attività a tutela della biodiversità e percorsi di educazione e formazione».

Oggi il cibo, dalla produzione al consumo, è sempre più centrale nella nostra vita, non solo per le implicazioni nutrizionali – come ricorda sempre il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini “quello che mangiamo diventa noi” -, ma anche ambientali e sociali. Il cibo svolge un ruolo cruciale nelle dinamiche geopolitiche (influenzando le relazioni internazionali e i conflitti) ed economiche.

Slow Food Italia è l’associazione che, da quasi quarant’anni, attraverso il cibo e il suo portato valoriale e identitario, fa politica e cultura, battendosi per uscire da una logica basata sul profitto e per dirigersi verso un modello di società incardinata sulla vita e sulla sua diversità:

«Lavoriamo – prosegue Barbara Nappini – per garantire a tutti il diritto a un cibo di qualità, prodotto nel rispetto della terra, del lavoro e dalla nostra salute ed è per questo che migliaia e migliaia di persone in Italia ci danno forza e fiducia diventando soci Slow Food ed entrando in una rete globale che conta nel mondo più di un milione di attivisti! Siamo in un percorso che ricerca il punto di equilibrio tra attività umane ed ecosistemi, che pone al centro il governo del limite, la pace come obiettivo esistenziale e la giustizia come necessaria premessa».

Per Slow Food Italia poter contare sull’apporto operativo e intellettuale di un vasto gruppo di soci, presenti su territori che conoscono bene, che hanno un dialogo con i produttori, ristoratori, persone, scuole e istituzioni, è fondamentale. Per questo l’incontro alla FAO di Roma assume un significato particolare: «L’assemblea 2025 genererà idee, pensiero, strategie, grazie a quel patrimonio di saperi ancestrali, pratiche virtuose, biodiversità, che, insieme alla ricerca scientifica, insieme alle competenze tecniche e tecnologiche, possono generare un sistema alimentare buono, giusto, equilibrato, sostenibile e resiliente. Un sistema da cui nessuno è escluso. L’assemblea 2025 genererà la nostra dichiarazione d’amore per il futuro e per le nuove generazioni».

Slow Food e la FAO

La scelta della prestigiosa sede della FAO a Roma non è casuale: Slow Food collabora con la FAO da tanti anni, anche attraverso partenariati ufficiali, come quello rinnovato nel 2022 per lo sviluppo sostenibile delle regioni montane. Portare i lavori dell’Assemblea dei soci nella casa dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura è un modo per consolidare un rapporto e ribadire una sintonia valoriale.

Il programma

Il via ai lavori è fissato per venerdì 11 luglio, alle ore 14. Tra gli interventi Maurizio Martina, vicedirettore generale FAO; Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste; Edie Mukiibi, presidente di Slow Food. La giornata dei lavori si chiude con le riflessioni di Stefano Bartolini, economista e docente all’Università di Siena, autore, tra gli altri, del Manifesto per la felicità Come passare dalla società del ben-avere a quella del ben-essere.

Il sabato, l’apertura dell’assemblea (ore 10,45) è affidata a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, a seguire, dopo alcuni interventi dei delegati, la parola passa a Luciana Castellina, politica, giornalista, scrittrice e attivista. I lavori proseguono sino alle ore 14,15, quando è previsto l’intervento di Gaetano Giunta, fisico teorico, esperto di economia sociale e segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina. Seguono le elezioni dei vari organi statutari e l’intervento di Andrea Satta, cantautore, scrittore, pediatra e fondatore della band Tetes de Bois. Tra gli interventi del mondo dell’associazionismo, Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, e Stefano Ciafani, presidente Legambiente.

I lavori si concluderanno con l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo di Slow Food Italia, che avrà il compito di guidare l’associazione per i prossimi 4 anni.

I delegati presenti riceveranno, tra i vari materiali per l’Assemblea, il volume Arca del Gusto in Lazio: prodotti e storie del patrimonio gastronomico, voluto dalla Regione Lazio e redatto da Slow Food e dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, per far conoscere le ricchezze dell’agricoltura e dell’artigianato alimentare di questa regione.

L’Assemblea Nazionale dei soci di Slow Food Italia è realizzata in collaborazione con Regione Lazio, Arsial, Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale. Partner ufficiali Maggiore e AmicoBlu, PEFC e Tucano. Si ringraziano Promozeta, Empresa, Pastificio Di Martino, Berlucchi Franciacorta e Acqua San Bernardo.

 

Slow Food Italia guarda al futuro partendo dalla sua rete e dai territori

Alcuni passi del documento programmatico del Consiglio Direttivo candidato

L’assemblea è un momento di confronto fondamentale per ribadire i temi, i valori di riferimento, le sfide e i progetti strategici dell’associazione, delineando insieme il percorso dei prossimi anni.

Il documento programmatico, dal titolo emblematico Un’Altra Idea di Mondo, evidenzia come “un gioioso slancio rivoluzionario che coniughi responsabilità e diritto al piacere sia la cifra che fa di Slow Food un movimento unico e originale nel panorama nazionale e internazionale”.

Segnaliamo alcuni dei passaggi più salienti.

Orizzonte culturale – “Slow Food mette insieme salvaguardia della memoria e dei saperi locali e apertura verso le culture di tutto il mondo, conoscenze tradizionali, innovazione scientifica e creatività. Il cibo diventa così la lingua che consente di conoscere il mondo in profondità, dialogare, scambiare idee, provare curiosità ed empatia per la diversità, sperimentare nuove strade. Diventa il principale antidoto alla miope esaltazione della tradizione, che trasforma le radici culturali in barriere e muri. Siamo certi che solo la dimensione collettiva possa salvarci: essere un movimento, rappresentare “il movimento del cibo” è il nostro principale obiettivo, ma anche un dovere profondamente sentito: semplicemente perché, se non c’è la Rete, non c’è Slow Food”.

Nuove geografie – “Gli ecosistemi sostituiscono i confini nazionali e amministrativi: si ragiona

di montagna, di coste, di città, quindi di reti. Si comincia ad analizzare la realtà con lenti nuove e si mette al centro la rigenerazione: della biodiversità, della fertilità del suolo, dei prati, dei centri urbani, ma anche del pensiero, del linguaggio, delle relazioni sociali, delle relazioni fra esseri umani, terra, piante e animali, fra comunità. Una rigenerazione che può avvenire solo a partire da un nuovo punto di vista, interno alla Natura”. Il cibo può consentirci di fare questa rivoluzione gentile, perché è l’elemento che ci ri-conduce alla terra, al suolo, all’acqua, ma è anche cultura, condivisione, piacere. È lo strumento più efficace per la transizione ecologica. Cibo, responsabilità, educazione, conoscenza, consapevolezza, cura, piacere, bellezza, connessione, dialogo, rigenerazione, rispetto, umiltà, equità, natura, biodiversità. Ecco la cassetta degli attrezzi per i prossimi anni, per procedere verso l’orizzonte ambizioso di un nuovo umanesimo che ci chiede di essere umili e consapevoli”.

Giovani e futuro – “L’apertura di Slow Food verso le culture di tutto il mondo attraverso

l’intelligenza affettiva sprigionata dalla rete di Terra Madre non può non essere accompagnata da una pari sensibilità e apertura verso tutte le generazioni. La capacità di evolversi, adattarsi, rispondere alle esigenze del mondo contemporaneo, e dunque sopravvivere e prosperare, anche nel caso di Slow Food, come di qualunque organismo sociale, dipende dalla disponibilità ad accogliere nuove idee, di rigenerare la propria linfa vitale”.

Biodiversità – “Il valore cruciale della biodiversità e il suo stretto legame con il cibo è stato riconosciuto dalle più autorevoli istituzioni internazionali. Nonostante questa crescente consapevolezza, il processo di erosione della biodiversità non si è fermato, anzi, è sempre più grave: monocolture e allevamenti industriali si moltiplicano, il controllo sulle risorse genetiche è sempre più concentrato nelle mani di poche multinazionali, la deforestazione avanza, il consumo di suolo non accenna a rallentare, pesca industriale e acquacoltura devastano gli

 

ecosistemi marini. Per questo, manteniamo ben salda la convinzione che la biodiversità debba rappresentare il faro che guida ogni nostra azione, ogni progetto, ogni campagna”.

Agroecologia – “In questa fase di profonda crisi del settore agricolo, alle prese con crisi climatica, aumento dei costi di produzione, burocrazia, concorrenza sleale, prezzi schiacciati verso il basso dalla grande distribuzione e forti contraddizioni interne crediamo con crescente fermezza che l’unica strada capace di condurci verso un sistema di produzione che garantisca cibo buono, pulito e giusto per tutti, senza compromettere l’ambiente e i territori, sia l’agroecologia.

L’agroecologia promuove un modello di sviluppo equo, basato sulla redistribuzione delle risorse e sul diritto delle comunità di avere accesso ai propri mezzi di sussistenza. Continueremo a chiedere alle istituzioni (europee, nazionali e regionali) di accompagnare e sostenere le aziende che producono secondo pratiche agroecologiche e di rafforzare l’impegno per contrastare la desertificazione, interrompendo la cementificazione, impedendo speculazioni e urbanizzazione selvaggia, riconoscendo gli effetti devastanti dell’uso eccessivo di chimica di sintesi. Lavoreremo per promuovere l’impiego di pratiche agroecologiche”.

Terre Alte – “Quando parliamo di montagna usiamo definizioni come aree interne, marginali, e dimentichiamo che l’Italia è un paese circondato dal mare, ma costituito per oltre il 70% da colline e montagne. In Italia, lo sviluppo del territorio si è però concentrato sulle città e sulle coste, marginalizzando la maggior parte del territorio. Questo processo di sviluppo squilibrato ha acuito disuguaglianze sociali e ha creato gravi problemi di gestione territoriale anche nelle aree a valle. Sulle terre alte, però, ci sono risorse essenziali per l’umanità che scarseggiano in altre aree: acqua e aria pulita, spazio, silenzio. C’è un immenso patrimonio di saperi, biodiversità, prodotti. C’è l’energia di chi decide di restare per rigenerare quei territori. Serve una strategia che parta da queste risorse e trasformi i vincoli in opportunità. Slow Food Italia, da qualche anno, ha iniziato a raccogliere e approfondire riflessioni e idee sul futuro delle terre alte, con l’obiettivo di costruire – insieme a molti altri compagni di strada – una strategia per rimettere la montagna al centro”.

Città e politiche locali del cibo – “In Italia il 50% della popolazione vive in centri con più di

20.000 abitanti. La trasformazione del sistema alimentare urbano, di conseguenza, ha un’importanza decisiva. La perdita del legame con la terra e la nascita di filiere alimentari lunghissime e complicate ha marginalizzato gli agricoltori e ha reso i consumatori sempre meno consapevoli di come si produce il cibo, e quindi del suo valore, con conseguenze negative sulla salute, sull’ambiente e sull’economia (obesità, disturbi alimentari, spreco alimentare). Per queste ragioni ci siamo impegnati a portare la voce di Slow Food sui tavoli in cui si discute di relazione fra cibo e tessuto urbano e periurbano. L’impegno è di stimolare ancora di più i territori a proporre e sostenere politiche locali del cibo”.

Formazione ed educazione permanente – “L’educazione alimentare è uno dei pilastri dell’azione di Slow Food: i temi politici e i contenuti che comunichiamo hanno bisogno di essere sostenuti da attività educative che ne facilitino la comprensione e che ne traducano i principi in atti concreti e quotidiani, per fornire ai cittadini tutti gli strumenti per fare scelte alimentari sane e consapevoli. Per questo è fondamentale fare educazione in maniera capillare e diffusa, includendo nei processi educativi destinatari eterogenei. L’educazione è, inoltre, centrale per l’azione associativa sui territori ed è quindi necessario aggiornare costantemente competenze e conoscenze della nostra rete e ancor più degli attivisti che fanno divulgazione sui territori.

Alleanze, attivismo – “Crediamo molto nel lavoro con le altre organizzazioni e con le istituzioni, puntando su ciò che unisce per fare pezzi di strada insieme, senza mai cedere a compromessi e senza deroghe sui valori e sulla coerenza delle nostre azioni. Per questo continueremo a promuovere un approccio basato sulla collaborazione e non su competizione a antagonismo. In questi anni il nostro impegno si è focalizzato su molti temi chiave: la tutela delle risorse naturali e dei beni comuni (il suolo, la biodiversità, l’acqua), la battaglia contro la standardizzazione e la concentrazione del potere nelle mani di poche multinazionali (che ha come espressione gli Ogm, vecchi e nuovi, l’allevamento industriale, il gigantismo dei mezzi di produzione e di distribuzione), l’impegno per la pace e l’avversione a tutte le guerre (quelle fra i popoli e quella ingaggiata dal genere umano contro la natura), la difesa dei diritti (dei lavoratori, delle donne, dei migranti, dei produttori di piccola scala, di chi abita le aree interne, di tutti i consumatori)”.

Le candidature al Consiglio Direttivo di Slow Food Italia

Barbara Nappini

proposta alla carica di Presidenza

Nata a Firenze, vive nella campagna della bella Valdambra, tra Valdarno di Sopra, Siena e Arezzo. Dopo anni in una multinazionale nel mondo della moda, nel 2010 si trasferisce in un casale in campagna e si appassiona alla permacultura ed in generale alle tecniche agricolturali sperimentali, si misura con l’autoproduzione e fonda l’associazione Il Grano e le Rose. Nel 2012 incontra Slow Food Colli Superiori del Valdarno e scopre “Terra Madre-Salone del Gusto”: da quel momento non sarà più la stessa.

Nella Condotta del Valdarno Superiore si occupa di progetti educativi e attività per adulti finché, nel 2014, col Congresso di Riva Del Garda, diventa membro del Comitato Esecutivo Toscana e del Consiglio Nazionale fino al 2018. Partecipa come delegata a Terra Madre Giovani durante Expo 2015, partecipa al Congresso Internazionale di Slow Food in Cina, dal 2016 collabora con l’ufficio educazione come docente nell’ambito del progetto “Orto In Condotta” e “Pensa che Mensa”; è uno dei leader del progetto Slow Food In Azione nel periodo 2019-2020. Da luglio 2021 è Presidente di Slow Food Italia. È autrice de La natura bella delle cose (Slow Food Editore, 2024).

Federico Varazi

proposto alla carica di Vicepresidente

Nato ad Amelia, vive a Orvieto (TR) con la compagna Stefania e il figlio Amos. Si laurea in Geologia nel 1996 con una tesi sperimentale sulla geodinamica dell’Appennino. Collabora con i più importanti enti pubblici, università e istituti di ricerca italiani e lavora per diversi anni al fianco di Paco Lanciano alla realizzazione di mostre scientifiche, exhibit interattivi e contenuti per la trasmissione Superquark. Nel 2010 assume la direzione scientifica del Museo dell’Energia di Ripi (FR).

Il percorso con Slow Food comincia nel 2008 come formatore e autore per le guide Osterie d’Italia e Slow Wine in Umbria, e poi con il ruolo di responsabile regionale della comunicazione. Nel 2019 partecipa al corso nazionale “Slow Food in Azione: le comunità protagoniste del cambiamento” e da lì nasce il progetto “Transameria” che segna un ulteriore consolidamento del legame con l’Associazione. Nel 2021 viene nominato vicepresidente vicario di Slow Food Italia APS e membro del Consiglio di Amministrazione di Slow Food Editore. A maggio 2024 assume la presidenza della Banca del Vino di Pollenzo.

Luca Martinotti

Nato a Vercelli nel 1994, trascorre gli anni della formazione nella città natale. Dopo il percorso dell’obbligo e 3 anni di Economia Aziendale all’Università del Piemonte Orientale, viene ammesso al corso magistrale in Gestione del Patrimonio Gastronomico e Turistico dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

L’esperienza olistica promossa dall’ateneo di Pollenzo alimenta la sua passione per il settore dell’enogastronomia e segna indelebilmente il suo percorso post formativo.

Dopo due anni nel settore della ristorazione milanese, con il ruolo di junior manager e incarichi relativi alla gestione integrata di quattro locali, torna a Pollenzo, entrando nel team dell’ufficio di presidenza di Carlo Petrini. Oggi, dopo oltre 4 anni, ricopre il ruolo di responsabile dello stesso ufficio portando avanti progettualità e relazioni in continua connessione tra l’università di Pollenzo e Slow Food. La vicinanza con l’associazione, oltre alle dinamiche lavorative, diventa sempre più forte, tanto da ricoprire i ruoli di collaboratore, prima, e coordinatore regionale Piemonte e Valle d’Aosta, dopo, per la Guida Osterie d’Italia.

Francesco Sottile

Francesco è laureato in Agraria, docente di Biodiversity in agrosystems e di Tutela e valorizzazione del paesaggio rurale nel Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, con una attività di ricerca sui temi dei sistemi agricoli di piccola scala, dell’agroecologia e della conservazione delle risorse naturali testimoniata da oltre 100 lavori scientifici. È Direttore del Centro di Ricerca su Riutilizzo bio-based degli scarti da matrici agroalimentari, coordina le attività dei Centri di Conservazione della Biodiversità di Interesse Agrario del PO FESR 2007- 2013 ed è Presidente del Distretto Produttivo della Frutta Secca di Sicilia.

In atto è componente del Comitato Biodiversità di Interesse Agrario presso il Masaf e

dell’European Union Biodiversity Platform presso la DG Envi della Commissione Europea. In Slow Food ha vissuto molti capitoli associativi da oltre 20 anni, lavorando sui pilastri della biodiversità, dell’educazione e dell’advocacy. Ha sviluppato attività in Italia e all’estero, è stato membro del comitato esecutivo italiano dal 2018 al 2021 ed è attualmente componente del Board of Directors

della Fondazione Slow Food Ets su scala internazionale.

Raoul Tiraboschi

Nato a Seriate (Bg) dove vive con la moglie Emanuela e le due figlie Matilde di 12 anni e Rebecca di 8. Diplomato all’istituto agrario di Bergamo, si laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano in diritto del lavoro con una tesi dal titolo “Cittadini stranieri e diritto al lavoro: prospettive e sviluppi”. Successivamente studia in Spagna, presso l’Università Cattolica di Murcia facoltà di Giurisprudenza e presso l’Università di Bergamo per la specializzazione in “Mediazione Famigliare e comunitaria” e consegue il Master EU Projects design & management 2021-2027 presso la Europa Business School in Amsterdam. Esercita la professione di avvocato civilista.

Partecipa attivamente a molte associazioni, in particolar modo nell’Agesci, dove ha svolto attività

con i giovani dai 18 ai 21 anni e nei progetti in Israele/Palestina come responsabile. È stato consigliere di amministrazione della Cooperativa agricola sociale Aretè di Torre Boldone (Bg). Per il Comune di Bergamo svolge il ruolo di Coordinatore del Tavolo Food Policy. Nonostante il passare del tempo, anzi soprattutto con il passare del tempo, ama viaggiare con lo zaino e a piedi.

Tutte le parole dell’Assemblea di Slow Food Italia a Roma

Istituzioni, intellettuali, economisti e artisti, raccontano Un’Altra Idea di Mondo

Luciana Castellina

politica, giornalista, scrittrice e attivista

Siamo ormai in pochi a sapere che Slow Food nacque quasi come un gioco, un rito pasquale: “cantare le uova”, si chiamava, e consisteva nell’abitudine presa dai ragazzi di Bra e delle Langhe più vicine di passare in quei giorni di festa per le fattorie dei dintorni e farsi regalare i prodotti tradizionali per alimentare allegri pasti improvvisati nelle campagne. Allegria ma anche omaggio agli agricoltori di quelle terre piemontesi.

Col tempo fu proprio questo aspetto che finì per prevalere e a tradursi in richiamo al cibo sano e buono della tradizione, contro il crescente sviluppo degli alimenti industriali “finti” e dunque nocivi. All’inizio fu considerata una campagna di buongustai, poi, via via, sempre di più, Slow Food è diventato il nome di una crociata sacrosanta e indispensabile per far capire che la genuinità degli alimenti non era importante solo per dar soddisfazione a chi amava buoni piatti, ma per far luce sui danni che il cibo cattivo arreca. Alla salute della terra e degli umani, uno degli aspetti centrali della lotta contro la catastrofe ecologica.

Nata a Roma, laureata in giurisprudenza e dottorata ad honorem in diritti umani all’Università di Palermo, iscritta al PCI nel ’47, nel ’69 fra i fondatori de Il Manifesto. Giornalista e scrittrice (uno dei suoi libri – La scoperta del mondo – nella cinquina del Premio Strega). Deputata alla Camera e al Parlamento europeo (presidente della Commissione cultura e vice della delegazione per l’America latina). Presidente di “Italiacinema”. Attualmente presidente onorario dell’Arci, membro del CdA dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Gaetano Giunta

fisico teorico, esperto di economia sociale

Il futuro da ricercare è esprimibile con una parola “Eutopia”, che dice di un mondo più bello e possibile.

In un contesto globale in pieno mutamento climatico e dove le diseguaglianze hanno superato quella soglia di prossimità necessaria per qualunque forma di sviluppo umano e per lo stesso sviluppo economico, l’umanità deve riscoprirsi, ha ragione Edgar Morin, come una “comunità di destino”, per vivere una vera e propria “metamorfosi”.

La sfida comune sarà quella di trasformare:

  • i paradigmi della conoscenza, ricostruendo luoghi di ri-composizione dei saperi, in contesti in cui la conoscenza o è superficiale o è sempre più specialistica e spesso incapace di costruire connessioni multidisciplinari;
  • i paradigmi economici, per diffondere approcci capaci di porre quali vincoli esterni alla logica di massimizzazione del profitto la progressiva espansione delle libertà delle persone più fragili, la costruzione di capitale e coesione sociale, la sostenibilità ambientale e lo svelamento e creazione di “bellezza”;
  • i paradigmi tecnologici ed energetici, cercando e sperimentando concretamente nuove vie di sostenibilità;
  • i contesti locali, caratterizzati da una forte dissimmetria fra poteri finanziari e tecnologici accelerati e globali e le democrazie rimaste nazionali o locali, sperimentando pratiche partecipative capaci di attivare “metamorfosi”.

Fisico teorico, ha studiato presso l’Università di Pisa e l’Università di Messina dove si è laureato nel 1983 e ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1988.

Ha svolto e svolge attività di ricerca nei campi della meccanica statistica e dei sistemi complessi sociali ed economici attraverso metodi teorici e di simulazione al computer.

Oggi è Presidente della Fondazione Messina – Ente Filantropico; dell’Istituto di Microcredito MECC S.C. Impresa Sociale e di SEFEA Med S.C. Impresa Sociale, consorzio europeo delle banche etiche e cooperative.

Autore di oltre 50 pubblicazioni e saggi di livello nazionale e internazionale con elevato impact factor.

Edie Mukiibi presidente di Slow Food

Da 40 anni Slow Food coltiva un’altra idea di mondo che unisce milioni di persone determinate a proteggere l’ambiente, salvaguardare la biodiversità e promuovere la giustizia sociale. Abbiamo raggiunto traguardi importanti. Oggi siamo un movimento globale: una rete viva, pulsante e interconnessa di comunità, guidate da valori condivisi e che collaborano con dedizione e gioia.

Ma l’umanità si trova di fronte a una sfida cruciale. Le crescenti tensioni globali ci stanno spingendo verso un mondo diviso, antisociale, violento, dove ideologie sovraniste alimentano ingiustizie e minano i diritti fondamentali.

Eppure, noi possiamo – e dobbiamo – resistere. Possiamo continuare a costruire un futuro più giusto abbracciando la gioia della condivisione e della cura reciproca. Slow Food abbatte i muri e apre nuove strade con la sua filosofia. Solo la forza di migliaia di comunità locali, unite in una rete globale, può offrire una risposta concreta e duratura alle crisi del nostro tempo. Il momento è adesso!

Edward Mukiibi è un educatore alimentare e agricolo e un agronomo tropicale con titoli accademici conseguiti presso la Makerere University, in Uganda, e l’Università di Scienze Gastronomiche, in Italia. È nato in una famiglia di agricoltori ugandesi nel 1986, lo stesso anno in cui è nato il movimento Slow Food, e si è dedicato alla promozione dell’agricoltura agroecologica come strumento educativo per affrontare fame, povertà, malnutrizione e ingiustizia sociale. Dopo aver partecipato a Terra Madre nel 2008, Mukiibi ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo del progetto degli orti Slow Food in Uganda. Mukiibi fa parte del Consiglio di amministrazione di Slow Food dal 2012 ed è stato nominato presidente di Slow Food nel luglio 2022.

 

Stefano Bartolini

economista e docente all’Università di Siena

 

Partendo dagli studi sulla felicità degli ultimi decenni mostro come possiamo vivere in modo più felice e sostenibile. Condividere – specialmente le relazioni umane – rende felici e non inquina; possedere non rende felici e inquina. Ma invece di migliorare la condivisione, la nostra società punta alla crescita economica, cioè l’espansione del possesso. Il dilagare della solitudine, la perdita di senso di comunità, di solidarietà e di appartenenza, oltre al degrado degli ecosistemi, sono il prodotto di una società che desertifica le relazioni umane perché stimola ossessivamente il possesso e la competizione. Illustro i cambiamenti politici, sociali ed economici che sono possibili e necessari per smetterla di sfidare la natura, incluso quella umana. Il cibo può giocare un ruolo fondamentale: cambiare il modo in cui lo produciamo e consumiamo può significare comunità, cultura, appartenenza, territorio.

 

Stefano Bartolini è docente presso l’Università di Siena dove insegna Economia Politica e tiene l’unico corso di Economia della Felicità delle università italiane. È autore di numerosi articoli su prestigiose riviste accademiche internazionali e di saggi divulgativi tra cui il best-seller Manifesto per la Felicità, tradotto in 5 lingue, e il più recente Ecologia della Felicità, in corso di traduzione in inglese e giapponese. Ha collaborato con importanti istituzioni internazionali come la Banca Mondiale, l’OCSE e l’IPSP (International Panel on Social Progress) e ha pubblicato articoli su vari quotidiani.

 

Carlo Petrini

fondatore di Slow Food

 

Il mondo di cui abbiamo bisogno si compone di una collettività umana che sappia mettere sullo stesso piano le profonde crisi sociali, che partono dalle disuguaglianze, per arrivare fino agli orrori della guerra, e una drammatica crisi climatica i cui effetti, di anno in anno, si stanno sempre più intensificando e aggravando. A 10 anni dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco possiamo sostenere con convinzione che l’unica via di uscita da questa situazione ad alto pericolo passi per l’ecologia integrale da lui stesso promossa. Tutto è connesso, e noi dobbiamo avere consapevolezza che non lasceremo un mondo sano e vivibile alle future generazioni se non iniziamo ad attuare programmi, politiche e azioni concrete che sappiano essere risolutive sia in campo sociale sia in campo ambientale. In questo senso, attraverso l’impegno e l’attivismo, anche Slow Food potrà giocare un ruolo importante, perché da sempre promotore di scelte individuali buone, pulite e giuste.

Nato nel 1949 a Bra, Carlo Petrini è il fondatore di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Attraverso i molti progetti nati in seno a queste due realtà, ha elaborato una nuova idea di gastronomia, che guarda al cibo come risultato di processi culturali, storici, economici e ambientali, dando decisivo impulso anche alla nascita di Terra Madre, la rete di oltre 2000 comunità del cibo presente in oltre 160 Paesi. Nel 2004 gli viene attribuito il titolo di Eroe Europeo da parte della rivista Time Magazine. Nel 2008 compare, unico italiano, tra le «Cinquanta persone che potrebbero salvare il mondo», elenco redatto dal The Guardian. Nel 2013 riceve il premio delle Nazione Unite “Campioni della Terra” nella categoria “Creatività e Intraprendenza”. Mentre nel 2016 riceve l’incarico dal Presidente FAO, Graziano da Silva, come Ambasciatore Speciale della FAO in Europa per “Fame Zero”.

 

Andrea Satta

pediatra, cantante, attore

Se per alcuni di voi sono un artista, per un migliaio di mamme e di papà delle periferia est della mia città, Roma, sono un pediatra, il loro pediatra di base; senza tanti fronzoli, quello che puoi scegliere all’Asl.

Il mio ambulatorio è grande e colorato, ha libri e giocattoli che i bambini possono prendere liberamente e riportare quando ne sono stufi, oppure mai.

Non indosso il camice e mamme papà e bambini mi chiamano Andrea.

Non sono solo il pediatra dei bambini che stanno male, ma un amico che li aiuta a crescere.

Faccio parte della ACP (Associazione Culturale Pediatri), siamo un migliaio in Italia; in sintesi: prima il bambino e poi la malattia..

Ma c’è un momento magico che forse non tornerà, dove posso incidere negli stili di vita, soprattutto alimentari: chilometro zero, biologico, stagionalità dei prodotti. È lo svezzamento, bellezza. Li l’egoismo innamorato di mamma e papà, che vogliono proteggere il loro piccolo dagli insulti dell’industria e dalle contraffazioni, rende più facilmente recettivi nel cambiare strada. È il momento in cui molti sono disposti a farlo per il loro piccoletto, e a ragionarci per tutta la famiglia. E io lì, in quella faglia, lavoro.

 

Da trent’anni voce dei Tetes de Bois, Andrea Satta ha pubblicato il suo primo disco solista Niente di nuovo tranne te, un attraversamento nella quotidianità dove le vite delle persone sono viste e raccontate con una lente particolare, quella di un musicista ma anche pediatra nell’hinterland di una grande città, motivo per cui nel 2021 ha ricevuto la medaglia d’oro della Società Italiana di Pediatria. A partire dalla sua passione per la bicicletta, ha messo a punto il primo eco-spettacolo al mondo sulle due ruote alimentato a pedali, il “Palco a Pedali”. È in teatro con “La fisarmonica verde”, un libro per ragazzi dagli 11 ai 111 anni e uno spettacolo sulla storia di suo padre, tornato da un campo di concentramento nazista a cavalcioni dei respingenti di un treno merci grazie a una fisarmonica che sapeva suonare. È ideatore e direttore artistico di “Stradarolo” e di tanti altri eventi e festival.

 

Maurizio Martina

Direttore generale aggiunto della FAO

 

Un’altra idea di mondo? Giusto pensarci e poi cercare ostinatamente su questo pianeta di realizzare quei cambiamenti utili necessari per le persone e il pianeta. Sicuramente sogno un mondo dove la parola “interdipendenza” assuma il valore cruciale del destino comune. Dove “l’unità nella diversità” sia la premessa di ogni azione. Dove il cibo non sia mai un’arma di guerra come invece purtroppo ancora è. Dove la fatica di chi produce sia riconosciuta in modo equo con prezzi giusti, dove il lavoro sottopagato e tutte le forme di caporalato siano bandite sempre. Dove lo spreco non sia la regola. Dove la difesa della biodiversità sia sempre la premessa convinta di ogni idea di sviluppo. Ma per non aspettare il mondo che vorrei, vorrei concentrarmi sul mondo che c’è e che produce quotidianamente buone pratiche e valori positivi. Parlo di attività sociali, economiche, culturali, ambientali che generano equità, benessere diffuso, giustizia sociale, solidarietà, buona economia anche a partire dal cibo. Qual è la loro agenda del cambiamento? Di cosa hanno bisogno per fare di più e meglio? Voglio che la mia “altra idea di mondo” parta proprio da loro.

 

Francesco Lollobrigida

Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste

La nostra idea di mondo risiede nelle nostre tradizioni. Il Made in Italy si fonda sul cibo di qualità, sulle indicazioni geografiche, sulla cultura e sull’agricoltura legata al territorio: questi non sono solo tratti   distintivi, ma presidi di valore, di identità, di lavoro e di coesione sociale. È un modello che ha radici  profonde proprio perché capace di sviluppare benessere nel futuro. Stiamo investendo per valorizzare la tradizione e il meglio dell’innovazione, coinvolgendo le nuove generazioni e rendere più efficiente il nostro sistema produttivo senza mai dimenticare che l’agricoltore è il primo custode delle risorse naturali. Oggi più che mai siamo chiamati a investire nella sostenibilità concreta, che tuteli al contempo l’economia, l’ambiente e le comunità.

 

2021-2025: rileggere la realtà con gli occhi della Chiocciola

 

L’ultimo congresso di Slow Food Italia (luglio 2021, Genova) raccoglie l’eredità politica degli anni precedenti, in particolare la sollecitazione a cambiare paradigma, immaginando nuove geografie e ridisegnando il pianeta per comprenderne meglio la complessità e le interdipendenze, rilanciando l’appello urgente all’azione collettiva. I quattro anni successivi sono un cammino, che ripercorriamo ora tappa dopo tappa, attraverso i progetti legati alla biodiversità e all’educazione, le campagne di Slow Food e le azioni collettive messe in atto per dare sostanza a un’altra idea di mondo, una chiocciolina alla volta.

 

Il congresso di Genova segna anche un momento fondamentale nella storia dell’associazione: in quell’occasione, Slow Food Italia decide di diventare Ente del Terzo Settore, avviando un percorso di adeguamento alla Riforma, e di assumere la qualifica di Rete Associativa mantenendo, al contempo, anche la qualifica di Aps. In quell’occasione, Barbara Nappini è nominata presidente dell’Associazione, diventando la prima donna a ricoprire questo ruolo.

 

Il 2021

 

Nel 2021, l’Alleanza Slow Food dei cuochi si apre agli istituti alberghieri e alla ristorazione collettiva, con l’obiettivo di avvicinare i più giovani a una buona alimentazione e di formare ragazze e ragazzi che un domani lavoreranno nelle filiere alimentari. A Torino invece prende vita una iniziativa unica: il liceo linguistico Madre Mazzarello attiva la curvatura artistico-enogastronomica con un percorso di studi sulle materie prime alimentari. Tra le attività di advocacy a livello internazionale, da segnalare il successo di due Iniziative dei cittadini europei a cui Slow Food ha contribuito: Salviamo le api e gli agricoltori, che ha superato 1.500.000 firme raccolte, e End the Cage Age con 1.400.000 cittadini coinvolti.

E ancora, le attività di sensibilizzazione verso i decisori politici e l’opinione pubblica sui temi cardine per Slow Food, con il position paper Se la biodiversità vive, vive il Pianeta, presentato in occasione della Giornata mondiale della Biodiversità del 22 maggio e promosso anche durante le giornate della Conferenza internazionale delle Nazioni Unite sulla Biodiversità (UNCBD). Sempre al 2021 risale l’avvio del progetto Slow Food Travel, che oggi conta 16 itinerari di turismo lento, a cui se ne aggiungono molti altri in via di realizzazione; la nascita della rete dei castanicoltori, cui aderiscono comunità di tutta Italia, un tassello importante nella strategia slow per la rigenerazione delle Terre Alte, frutto di un percorso avviato in Emilia-Romagna, con l’evento Oltreterra; l’avvio della Slow Wine Coalition e della Slow Food Coffee Coalition, due esempi di come tutti gli attori di una filiera, dal produttore agli appassionati, possono unirsi per difendere la cultura di un prodotto.

Con la fine di aprile si chiude anche la maratona di Terra Madre Salone del Gusto (avviata a ottobre

2020), che per otto mesi ha scandito, con conferenze e seminari teorico-pratici, il programma dell’edizione speciale, rivoluzionata a causa della pandemia di Covid 19. Il 2021 è anche l’anno del ritorno degli eventi in presenza e del piacere di incontrarsi grazie al congresso di Genova, a Slow Fish, e poi Cheese, a settembre: giorni carichi di entusiasmo e di gioia, che per molti produttori sono stati la prima manifestazione in presenza e un’occasione per uscire dall’isolamento.

 

Il 2022

 

L’anno successivo, il 2022, inaugura alcune grandi novità che caratterizzano ancora oggi le progettualità dell’Associazione. Parte la prima edizione della Food to Action Academy, la formazione online per i soci Slow Food, un percorso di appuntamenti settimanali che racconta progetti e grandi temi, con i protagonisti della rete nei territori.

L’8 febbraio 2022 segna una svolta epocale: la biodiversità entra nella Costituzione dello Stato italiano. Una conquista ascrivibile anche all’impegno di Slow Food, che si occupa di biodiversità dagli anni

 

Novanta, denunciando il dominio di poche multinazionali che controllano oltre il 60% dei semi e proteggendo varietà vegetali, razze animali ma anche saperi e culture.

Sempre nel 2022 esce il position paper Oltre il benessere animale. Gli animali meritano rispetto con il quale Slow Food sviluppa una riflessione originale sul rapporto fra esseri umani e animali, fra mondo selvatico e mondo domestico, fra cibo e salute (nostra, degli animali, del pianeta, secondo i principi One Welfare) per promuovere un sistema di allevare più equo e sostenibile. Altro tassello fondamentale nella concezione che lega il benessere del pianeta a quello delle persone è la pubblicazione del Position Paper Il nostro cibo è la nostra salute. Solo con la biodiversità vive il pianeta, frutto del lavoro di un team internazionale di esperti e presentato in occasione della Giornata mondiale della salute.

Grazie al coinvolgimento dei cuochi dell’Alleanza, Slow Food celebra la rete Slow Beans, facendo di Aggiungi un legume a tavola un appuntamento ricorrente, che nella prima decade di febbraio festeggia la Giornata mondiale dei legumi, con centinaia di locali aderenti e piatti che esaltano le proteine vegetali a ogni latitudine dello Stivale.

A fine febbraio si brinda alla prima edizione della Slow Wine Fair, che vede l’Associazione impegnata in un nuovo sodalizio con BolognaFiere per una manifestazione che unisce produttori, buyer e appassionati intorno al manifesto per il vino buono, pulito e giusto. Insieme a enti pubblici, associazioni e soggetti privati che operano nell’ambito dell’accoglienza di minori stranieri non accompagnati (MSNA), nel 2022 parte il progetto Youth&Food – Il cibo veicolo di inclusione, che in 3 anni, fino al 2024, permette di accogliere e seguire il percorso di 60 ragazzi ad Agrigento e Torino, verso l’autonomia e l’inserimento lavorativo attraverso la formazione in ambito agricolo e gastronomico.

Tra le novità del 2022, la nascita ufficiale di Slow Fiber: rete di realtà imprenditoriali che vogliono promuovere la scelta di prodotti tessili belli, sani, puliti, giusti e durevoli, e che diventa anche un Sostenitore ufficiale di Slow Food Italia.

Il 2022 è soprattutto l’anno di Terra Madre Salone del Gusto, che ritorna in grande stile a Parco Dora, una grande area verde di Torino rigenerata e restituita alla comunità dopo essere stata sede di un sito industriale. Nei giorni di Terra Madre Salone del Gusto – al grido di RegenerAction – prende il via il progetto Salviamo i prati stabili e i pascoli. Frutto concreto di questo progetto è il Presidio Slow Food dei prati stabili e dei pascoli che oggi coinvolge oltre 40 casari e che al prossimo Cheese – a settembre 2025

– presenterà i primi 15 apicoltori aderenti. Sempre in tema di rigenerazione, il 2022 vede la nascita di un Presidio che non è solo un prodotto, ma il riscatto di un’intera città: la cozza nera di Taranto. Insieme alla cozza, la primavera ci dà la possibilità di celebrare l’allargamento del progetto di tutela dei mieli di alta montagna, che oggi comprende tutto l’arco alpino con decine di apicoltori coinvolti.

Il 2022 è segnato anche dall’invasione russa dell’Ucraina. Ancora una volta, la rete internazionale di Slow Food si mostra unita e solidale, sostenendo gli amici ucraini con aiuti economici e accoglienza. Dal 2023 a oggi un’altra ferita si aggiunge alle tante causate dalle guerre che insanguinano il mondo: a ottobre, dopo il terribile attacco terroristico di Hamas, cominciamo ad assistere – impotenti – al genocidio che Israele continua a perpetrare nei confronti del popolo palestinese. Slow Food Italia interviene più volte e si unisce a chi scrive e manifesta per chiedere la pace e il cessate il fuoco, a cominciare dalla Fondazione PerugiAssisi per la cultura della pace.

 

Il 2023

 

Il 2023 si apre con un nuovo impulso sul fronte educativo: la rete degli Orti Slow Food cresce, coinvolgendo 117 scuole e 538 classi in più in tutta Italia. Oggi decine di migliaia di studenti partecipano al progetto che ambisce a rendere l’amore per la terra e i suoi frutti un innesco per cambiare le abitudini quotidiane. Ancora sul fronte dei progetti, nel 2023 nasce il nuovo Presidio degli Olivi secolari o meglio, questo nome sostituisce quello dell’Olio Extravergine Italiano. Un cambio non solo di parole ma di sostanza, per andare oltre la qualità del prodotto e dare più valore a questo comparto dell’agricoltura fondamentale per l’Italia, la sua economia e il suo paesaggio.

A giugno dello stesso anno, Slow Food insieme ad altre centinaia di associazioni in tutta Europa esulta per l’approvazione della Nature Restoration Law, definita come “la più grande occasione per rigenerare la natura e garantire sostenibilità, futuro e benessere ai suoi cittadini”. La primavera ci vede impegnati

 

con una raccolta fondi a sostegno delle comunità devastate dall’alluvione in Emilia-Romagna: Slow Food ha deciso di destinare la somma raccolta a due associazioni di apicoltori, che si occupano del ripopolamento delle famiglie di api in tutto il territorio regionale.

Il 2023 è anche l’anno in cui, agli storici Slow Fish a Genova e Cheese a Bra, si affiancano altre due Chiocciole sulla mappa degli eventi Slow Food in Italia, a Taranto con Mediterraneo Slow e a Messina con Mangia&Cambia, festa della cultura agroalimentare che è anche una tappa importante della Messina Food Policy.

L’anno termina con un traguardo a cui tutti i nodi dell’Associazione hanno lavorato per due anni: Slow Food Italia diventa ufficialmente Rete, riconosciuta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che, con il Decreto n. 398 del 15 dicembre 2023, iscrive la nostra Associazione nella sezione Reti del Registro Unico Nazionale del Terzo settore.

 

Il 2024

 

Lo scorso anno, il 2024, Terra Madre Salone del Gusto torna al Parco Dora di Torino, con centinaia di appuntamenti e spazi dove imparare, gustare, incontrare. In quell’occasione, è Papa Francesco, legato al fondatore Carlo Petrini da un rapporto intellettuale e di amicizia, a rivolgersi ai delegati di Terra Madre sottolineando “la necessità di intraprendere tutti, nessuno escluso, un percorso comune che mira verso un’ecologia integrale ed una conversione ecologica secondo cui tutto è intimamente connesso”. Ma è anche l’anno di alcuni progetti speciali, che vedono l’impegno di Slow Food e della sua rete. In Piemonte celebriamo il femminile nel cibo con il Premio Donne che salvano la terra, per dare valore e voce a chi, spesso nell’ombra, lavora per custodire la terra, produrre cibo buono, pulito e giusto, cambiare il futuro. Donne che possono diventare fonte di ispirazione per le ragazze e i ragazzi che stanno compiendo il loro percorso di formazione scolastico e personale. Sempre guardando al futuro, lavoriamo a un progetto di promozione della partecipazione attiva per favorire un sistema alimentare più sostenibile – In Cibo Civitas: Empowerment, Azioni, Territorio per una cittadinanza che nutre il futuro – con attività di aggiornamento per gli insegnanti, laboratori e visite in azienda, challenge digitali e una campagna di comunicazione per divulgare sette buone pratiche per il clima. Visite in azienda previste anche con I mestieri che vogliono bene alla terra, il format sperimentato nell’anno scolastico 2021/2022 che nel corso del 2024 è diventato una proposta strutturata per le scuole medie di primo grado. Ancora in tema di giovani e di abitudini di consumo, Slow Food Italia e Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo lanciano l’Appello al Governo italiano per inserire l’educazione alimentare come insegnamento obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado. Novità anche riguardo ai progetti, a cominciare dall’allargamento degli Orti Slow Food alle comunità, per creare una rete di orti realizzati nelle biblioteche, nelle carceri, nei quartieri e ovunque un gruppo di persone abbia voglia di riunirsi per coltivare insieme la propria idea di mondo. Dopo la Puglia (che già l’aveva avviato nel 2022), anche la Calabria attiva il progetto che ha come obiettivo la segnalazione di diversi prodotti per l’Arca del Gusto e la nascita di molte nuove comunità di Presìdi Slow Food: parliamo di Presidiamo la Puglia e Presidiamo la Calabria. Altre regioni seguiranno le loro orme nei prossimi mesi, mappando la biodiversità di interi territori. Novità anche sul fronte dei cuochi dell’Alleanza che, oltre a essere coinvolti nelle attività di formazione specifica pensate da Slow Food, prendono parte a tre campagne tematiche, divenute appuntamenti con cadenza annuale: si comincia a febbraio con Aggiungi un legume a tavola, per proseguire a giugno con Allevare rispettando gli animali e la terra si può e terminare con Tutta farina del nostro sacco a fine anno. Il 2024 è anche l’anno delle elezioni europee e del G7 in Italia: ai decisori politici italiani e ai ministri dell’agricoltura riuniti a Siracusa, Slow Food presenta una serie proposte per un cambiamento nel modello agroalimentare e per mettere il cibo al centro delle politiche, promuovendo un’agricoltura più giusta e sostenibile. In occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione, la rete Slow Grains getta un altro seme e nasce il Manifesto del pane Slow, che ha l’obiettivo di riunire tutta la filiera soprattutto nelle aree interne, dove i grani tradizionali prodotti con pratiche agroecologiche possono rappresentare una leva di sviluppo importante.

 

Anche a livello internazionale si agisce sul piano dell’advocacy: Slow Food Italia partecipa a un progetto europeo per chiedere l’attivazione di clausole specchio sui prodotti alimentari importati da Paesi esterni all’Unione europea, per far sì che si applichi lo stesso quadro di tutele e di possibilità per le materie prime europee ed estere in termini di uso di pesticidi in agricoltura e in termini di standard di benessere animale in allevamento). Tra il 2024 e il 2025 Slow Food Italia pubblica due dossier, analizzando le storture relative alle importazioni ed esportazioni dei prodotti di cinque filiere: grano, mais, riso, soia e carne bovina.

Infine, a maggio 2024 a Roma, per la prima volta, si svolge Anteprima Terra Madre, in concomitanza con la Festa del Bio organizzata da FederBio, a cui partecipano 200 giovani in rappresentanza di molti soggetti della società civile italiana riuniti per disegnare un percorso sostenibile intorno al tema “Cibo, clima e bellezza futura”.

 

Il 2025

 

Ed eccoci ai primi mesi del 2025: agli appuntamenti ormai consolidati – Slow Wine Fair, Slow Fish e Mediterraneo Slow – Slow Food affianca un nuovo evento: a Cagli (Pesaro Urbino), a fine aprile, si tiene Distinti Salumi. Obiettivo, fare divulgazione e sensibilizzare i cittadini attraverso il piacere del gusto sul tema del consumo di carne, del benessere animale e dell’allevamento slow. Grazie al lavoro con i veterinari e gli esperti che sostengono i produttori dei Presìdi, Slow Food Italia, insieme a decine di altre organizzazioni e al Comune di Cagli, promuove l’Appello di Cagli, per chiedere al Governo di sostenere i piccoli allevatori e di preservare le razze autoctone e l’allevamento estensivo, un patrimonio che rischia di scomparire a causa della gestione delle peste suina.

Un altro tema di stretta attualità in questi mesi riguarda il latte crudo, sul quale incombe un clima di allarmismo, fomentato da una comunicazione frettolosa e imprecisa che rischia di mettere in ginocchio un intero settore. Così, dopo quasi 30 anni dalla prima edizione, a Cheese Slow Food si pone nuovamente controcorrente, in difesa dei più deboli, elencando con forza tutti i motivi per cui il latte crudo è un valore che deve essere difeso e i formaggi fatti con il latte crudo un manifesto della tutela di territori, mestieri, biodiversità che rischia di scomparire.

Proprio a testimonianza del valore che ha questo settore, per il futuro delle aree interne e delle terre alte in particolare, Slow Food lancia proprio in queste settimane la scuola di pastorizia estensiva a Calascio, nel cuore dell’Abruzzo: 8 masterclass per formare i pastori del futuro.

 

Slow Food Italia: ecco chi siamo!

 

17 associazioni regionali 243 associazioni territoriali 250 comunità Slow Food

393 Presìdi Slow Food 2000 produttori coinvolti

1204 prodotti segnalati sull’Arca del Gusto 50 Mercati della Terra

435 membri dell’Alleanza Slow Food dei cuochi 16 destinazioni Slow Food Travel attive

415 scuole coinvolte nel progetto degli Orti Slow Food a scuola, in 18 regioni 35 mila alunni coinvolti

 

Scopri di più attraverso il Bilancio sociale 2024 di Slow Food Italia

Comunicato Stampa

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