IDENTITÀ DA DECOSTRUIRE, ALTERITÀ DA ACCOGLIERE, LINGUAGGI DA REIMMAGINARE, FUTURI DA COSTRUIRE: TORNA A BOLOGNA DANZA URBANA In programma dal 3 al 7 settembre la 29ma edizione del primo festival italiano dedicato al rapporto tra danza e spazi urbani.
Grandi nomi – Salvo Lombardo, Fabrizio Favale, Panzetti/Ticconi – e Nuovi Sguardi nella sezione dedicata ai talenti emergenti della coreografia internazionale contemporanea, come Ofelia Balogun e Nagga Giona Baldina. Tra ex chiese, parchi, piazze la danza invade la città.
La danza come filo di congiunzione tra umano e non umano, tra presenza e altrove; la danza come atto di riconoscimento dell’altro da sé o disvelamento di un’identità cruda, spogliata da sovrastrutture storiche ed etichette imposte; la danza come spazio di immaginazione di un futuro carico di paure o speranza, come apertura di uno sguardo altro sullo spazio urbano e naturale, come indagine sui dispositivi contemporanei di relazione con la realtà. Sono le trame che compongono la 29ma edizione di Danza Urbana, la prima rassegna italiana che porta la danza nello spazio cittadino e pubblico, nata nel 1997 da un’idea di Massimo Carosi e Luca Nava – rispettivamente Direttore artistico e Direttore organizzativo della manifestazione – insieme ad altri studenti del primo anno di corso di Storia della Danza di Eugenia Casini Ropa al DAMS di Bologna, per costruire un dialogo creativo tra danza, performance contemporanea e ambiente metropolitano.
Appuntamento da mercoledì 3 a domenica 7 settembre con un ricco calendario diffuso nella città, in cui piazze, parchi, ex chiese, musei dal centro alla periferia si trasformano in altrettanti palcoscenici, rinnovandosi allo sguardo degli spettatori, ospitando le performance e gli spettacoli di artisti, artiste e compagnie selezionati tra i protagonisti e i talenti emergenti della nuova danza d’autore e della coreografia italiana ed internazionale: 30 appuntamenti, con 14 spettacoli, un’anteprima, un’esclusiva e 7 prime assolute compongono il programma dell’edizione 2025.
“In un tempo in cui forze centrifughe sembrano erodere la coesione sociale, limitare gli spazi di libertà e dissenso, minare le democrazie liberali, questa edizione di Danza Urbana guarda alla complessità del presente rifuggendo dalle semplificazioni, dalle narrazioni prevaricanti, attraverso opere prime, anteprime, studi che spingono oltre i linguaggi della danza codificati, che tentano di aprire brecce nei ripiegamenti della storia con visionarietà, sperimentazioni, ricerca – dice il Direttore artistico Massimo Carosi. – Emerge con forza, in molte delle opere, il tema dell’ambiente, questione centrale nelle sue molteplici declinazioni – ecologiche, sociali, culturali. Dalla crisi ecologica alla predazione delle risorse, dalla gentrificazione al greenwashing, dal lavoro agricolo contemporaneo all’eredità coloniale, fino ai temi delle migrazioni e dell’eteronormatività, il programma del Festival si articola in una pluralità di eventi e iniziative che restituiscono un’immagine caleidoscopica della complessità del presente, disegnando al contempo possibili traiettorie di attraversamento e di sguardo”.
Tra gli highlits spiccano presenze importanti, come quella di Salvo Lombardo, che apre il cartellone di Danza Urbana con l’anteprima di Birdsong assieme al Premio Ubu Marta Ciappina e Daria Greco (mercoledì 3 settembre, ex Chiesa di San Mattia): lo spettacolo, presentato in una versione site specific in collaborazione con ATER Fondazione, si ispira alla suggestione dei codici sonori del richiamo degli uccelli – birdsong – legati alla tradizione e alla pratica venatoria, tentando di rovesciarne la funzione predatoria e maschile per convertirla, attraverso la danza e la voce, a una forma di evocazione di un altrove invisibile. E ancora Fabrizio Favale con The Nothing Island (prototype for a new work), creazione site specific realizzata in esclusiva appositamente per gli spazi della ex Chiesa di San Mattia grazie al sostegno di Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna, esperimento che affianca presenze e attività di diversa natura – dalla coreografia al suono, dalla costruzione di manufatti ad accadimenti quotidiani, e ancora piante e animali rari – ciascuna tesa al proprio compimento e accomunata alle altre dalla presenza nello stesso spazio e tempo: un’isola, uno spazio artificiale in cui qualcosa può accadere o non accadere, in cui l’occasione di scorgere connessioni è affidata al caso, alle varianti prospettiche degli elementi in gioco (sabato 6 e domenica 7 settembre). Al duo Panzetti/Ticconi Danza Urbana dedica Vedute a Piombo, monografica a cura di Stagione Agorà – Associazione Liberty, Danza Urbana ETS, Casa della Cultura Italo Calvino – Cronopios nell’ambito di E’BAL – Palcoscenici per la danza contemporanea, con il sostegno di ATER Fondazione: in programma lo spettacolo Cry Violet (giovedì 4 e venerdì 5 settembre, Serra Madre), creazione disegnata su composizione sonora di Teho Teardo. Utilizzando un codice gestuale che ritrae espressioni di dolore e vergogna ispirate all’iconografia del peccato originale, viene messo in luce l’espediente umano di espiare il proprio senso di colpa attraverso pratiche che tentano di recuperare l’avvenuto danno ambientale o, in altro modo, di celarlo. Una riflessione sul greenwashing e sui danni, senza soluzione, causati dall’uomo all’ambiente, in cui i performer rievocano il reiterato e fallace gesto di Lady Macbeth di nettarsi le mani dai segni della colpa, in un limbo tra tentativo reale e di facciata di porre rimedio al danno, tra estetizzazione della colpa e l’atto di risolverla o celarla. Sempre di Panzetti/Ticconi è la video installazione DIE WANDERER visibile giovedì 4 e venerdì 5 settembre a Serra Madre, frutto di un viaggio di dieci giorni da Lipsia a Tivoli sulle tracce dei paesaggi della pittura romantica: partendo dalla bassa Sassonia, passando per le alpi tirolesi, fino ad arrivare alle campagne romane, i viandanti Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi si inseriscono nel paesaggio con fare lontano dal sentimento di meraviglia e coinvolgimento spirituale con il quale la figura umana è inscritta nel paesaggio naturale romantico, ma lo “abitano” con fare dispotico, e con atteggiamento proprio al turista collezionano panorami, inserendosi con sicurezza ottusa nel quadro.
Prima assoluta per il film Porpora che cammina (mercoledì 3 settembre, Cinema Lumière) realizzata dal collettivo STRIAZ a partire dal secondo capitolo del progetto performativo di DOM- attorno al “Teatro di paesaggio” a cura di Leonardo Delogu e Valerio Sirna, cominciato nel 2015 con L’uomo che cammina (in differenti versioni Terni, Perugia, Rimini, Cagliari, Marsiglia, Roma, Milano), proseguito nel 2023 con Porpora che cammina a Bologna con Porpora Marcasciano, co-prodotto da Danza Urbana e, nello stesso anno, con La città che cammina a Cagliari. DOM- e STRIAZ sono anche gli ideatori e autori della videoinstallazione Con gli occhi aperti in un ruggito, tre video che raccontano i tre capitoli del progetto di DOM-, che sarà visibile in prima assoluta da giovedì 4 a domenica 7 settembre nella magnifica ex Chiesa di San Barbaziano, di recente riaperta al pubblico.
Kit /Spazi di futuro è lo spettacolo di Micce / Francesca Penzo & Mariagiulia Serantoni che verrà presentato, sempre in prima assoluta, sabato 6 settembre nel foyer del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, frutto di un percorso assieme alle studentesse e agli studenti del Liceo Artistico Arcangeli di Bologna. Un progetto che guarda al mondo dell’adolescenza chiedendo loro quali valori, ideali, pratiche e sentimenti potrebbero comporre un ipotetico kit di sopravvivenza per il futuro, e se questa sopravvivenza possa diventare una pratica di resistenza, rivoluzione e cambiamento.
Proseguendo nel programma, 8 Km a Mula è lo spettacolo di Alvaro Murillo (sabato 6 settembre, Parco 11 Settembre) presentato in collaborazione con Red Acieloabierto – rete spagnola che unisce 25 festival di danza nel paesaggio urbano – e Festival Ammutinamenti, cronaca flamenca dell’opera Bodas de sangre di Garcìa Lorca, una versione flamenca della storia d’amore maledetto ispirata a un fatto di cronaca. A Danza Urbana anche Nicola Galli, dal 2014 artista in quota TIR Danza, con COSMORAMA (domenica 7 settembre) nel Parco di Villa Ghigi, magnifica area verde nelle prime colline della città: un universo gestuale che si dischiude in un percorso itinerante e diffuso, guidato da due corpi danzanti impegnati nella generazione di una danza invisibile e mimetica per divenire crocevia tra le pieghe, i rilievi e gli elementi naturali e artificiali del paesaggio.
Novità di questa edizione 2025 di Danza Urbana, da sempre attenta allo scouting e alla valorizzazione dei talenti emergenti, è la sezione Nuovi Sguardi, focus dedicato a opere di giovanissimi artiste e artisti: come Fragmentation di Christophe Al Haber e Ancestral Echoes di Samer Zaher (giovedì 4 settembre, Piazza San Francesco), artisti libanesi presentati in collaborazione con la rete Solidarity in Motion, programma di sostegno rivolto ad artiste e artisti provenienti da Paesi coinvolti in emergenze sociali e in guerra per costruire una rete di solidarietà e scambio culturale grazie al partenariato con l’organizzazione libanese Beirut Physical Lab. E ancora Figlie della terra di Mezzo di Ofelia Balogun, artista di origini siculo-nigeriane e Yours (tuo/vostro) di Nagga Giona Baldina, classe 2003, di origini etiopi, entrambi in programma venerdì 5 settembre in Piazza Santo Stefano, grazie alla collaborazione con la Rete Yekatit 12-19 febbraio / Bologna, rete fluida e informale, espressione di una pluralità di soggetti singoli e collettivi che da anni si interessano alla storia coloniale italiana e alle sue complesse eredità per promuovere un processo di rilettura critica della storia moderna.
Guardando ai nuovi talenti, in programma all’interno della rassegna le creazioni vincitrici di Danza Urbana XL – azione del Network Anticorpi XL, la rete italiana dedicata alla giovane danza d’autore per promuovere le nuove generazioni di danzatori e danzatrici italiani supportandoli nel loro percorso formativo e di crescita. Giovedì 4 settembre in Piazza San Francesco GOOD VIBES ONLY (beta test) di Francesca Santamaria, creazione selezionata per la Vetrina della giovane danza d’autore eXtra 2025 – Network Anticorpi XL e vincitrice di Danza Urbana XL 2025 – azione del Network Anticorpi XL: si tratta del primo capitolo del macroprogetto GOOD VIBES ONLY, indagine sull’atto dello scrolling, gesto singolo, ripetitivo, ossessivo, che l’essere umano del ventunesimo secolo esegue in media almeno 100 volte al giorno. Un’azione che permette di viaggiare potenzialmente all’infinito tra innumerevoli contenuti e che nella sua semplicità e nella sua ridotta ampiezza fisica, apre una voragine di interrogativi esistenziali, politici, sociologici, etici sul mondo contemporaneo. Venerdì 5 settembre in Piazza Santo Stefano Paesaggi con figure del gruppo di ricerca Operabianco, creazione vincitrice di BODYSCAPE nell’ambito di DANCESCAPES 2023 azione di Danza Urbana ETS: una performance che abita con la danza uno spazio pubblico ad alta densità come una piazza, in cui i danzatori si mimetizzano e confondono nelle regole sociali dello spazio fino a rivelarsi in piccoli e delicati gesti estranei ai comportamenti abituali dei passanti. Sabato 6 settembre nel Parco 11 Settembre Compagnia Bellanda presenta L’incontro, creazione vincitrice Danza Urbana XL 2023 – azione del Network Anticorpi XL, riflessione sulla prossimità tra esseri umani che si gioca nel volto e nello sguardo, luogo dell’incontro in cui si giocano tutte le dinamiche dell’essere umano. Domenica 7 settembre Filippo Porro, fondatore con Silvia Dezulian di AZIONIfuoriPOSTO, presenta Sogni al campo_ un attraversamento (studio per Villa Ghigi), progetto di creazione vincitore di BODYSCAPE nell’ambito di DANCESCAPES 2024, azione di Danza Urbana ETS: una performance site-specific nel Parco di Villa Ghigi in cui l’azione collettiva del camminare, la scrittura coreografica e il suono conducono il pubblico ad attraversare il paesaggio agricolo del parco e a riflettere sul campo in quanto luogo generativo per il futuro.
Accanto agli spettacoli e alle performance, i talk di approfondimento, come quello in programma giovedì 4 settembre (Dipartimento delle arti di UNIBO – Palazzo Marescotti Brazzetti, Sala Secci) dedicato a DOM- e al suo Teatro di Paesaggio, pratica artistica ibrida che mette in relazione corpo, spazio e sguardo collettivo a partire dal progetto decennale L’uomo che cammina del collettivo. Sabato 6 settembre nella Sala Conferenze del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna l’incontro con Massimo Carosi che sancisce il lancio di Area Pubblica, rete italiana dei festival e delle attività di danza e arti performative nello spazio pubblico, nel paesaggio e in relazione con le comunità, promossa e coordinata da Danza Urbana che riunisce 32 realtà eterogenee attive su tutto il territorio nazionale per promuovere la creazione contemporanea in contesti non convenzionali, favorire lo scambio tra operatori, sostenere la circuitazione artistica e rappresentare questo specifico ambito della scena presso istituzioni e opinione pubblica.
Il programma completo è disponibile sul sito www.danzaurbana.eu, dove saranno anche indicate le modalità di accesso ai singoli spettacoli. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito a esclusione di Birdsong, e Cry Violet. Le prenotazioni agli spettacoli, ove indicato, sono effettuabili tramite la mail danzaurbana.prenotazioni@gmail.com.
Per informazioni: a partire dal 1° settembre sarà attivo il numero (+ 39) 375 7032791 (chiamate, whatsapp, sms) tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 18.00.
Danza Urbana 2025 è realizzato con il contributo di MiC Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna e fa parte di Bologna Estate 2025, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna – Modena, con il sostegno di Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna in collaborazione con ATER Fondazione.
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In un tempo in cui forze centrifughe sembrano erodere la coesione sociale, limitare gli spazi di libertà e dissenso, minare le democrazie liberali, la ventinovesima edizione del Festival Danza Urbana guarda alla complessità del presente resistendo alle semplificazioni, alle narrazioni prevaricanti, al ritorno all’ordine, dando corpo e voce alle molteplici diversità di cui si compone la nostra società.
Attraverso la visionarietà degli artisti, le sperimentazioni, la loro ricerca, il Festival riafferma la necessità di non restare passivi davanti ai ripiegamenti della storia, ma di cercare varchi, aprire brecce. Per questo, accogliamo opere prime, creazioni in anteprima o in prima assoluta, studi e processi che esplorano radicamenti o spingono i linguaggi della danza oltre i confini codificati dando spazio a nuovi autori, sostenendo visioni emergenti che interrogano il presente con urgenza e profondità.
Non ci rivolgiamo a un’élite, ma alla cittadinanza, nelle sue pluralità e diversità, con eventi per lo più gratuiti negli spazi pubblici, perché crediamo che l’arte debba essere un bene comune, un territorio condiviso in cui pratiche, emozioni e domande possano essere esperite insieme. In un momento storico che tende a ridurre la complessità a slogan, Danza Urbana continua a scommettere sulla capacità dell’arte di nutrire lo sguardo, ampliare il pensiero, interrogare il presente, immaginare il domani. Per questo desideriamo dare valore al processo, all’elaborazione, prima ancora che al suo potenziale risultato.
I pubblici, ragione e forza di ogni festival, sapranno accompagnare questo percorso accogliendo anche ciò che è fragile, incerto, ancora in trasformazione. In quelle forme in divenire si possono intravvedere i segni di un possibile futuro, le gemme di nuove visioni.
Un filo rosso lega fra loro molte delle proposte di questa edizione: l’ambiente. Affrontato da prospettive politiche e artistiche diverse, emerge come questione centrale nelle sue molteplici declinazioni – ecologiche, sociali, culturali. Dalla crisi ecologica alla predazione delle risorse, dalla gentrificazione al greenwashing, dal lavoro agricolo contemporaneo all’eredità coloniale, fino ai temi delle migrazioni e dell’eteronormatività, il programma del Festival si articola in una pluralità di eventi e iniziative che restituiscono un’immagine caleidoscopica della complessità del presente, disegnando al contempo possibili traiettorie di attraversamento e di sguardo.
Danza Urbana lo fa mettendo in relazione i corpi – dei performer e degli spettatori – con il contesto ambientale e sociale in cui ogni evento si inserisce, configurandosi come un laboratorio di pratiche e visioni in cui l’ambiente diventa fondamento stesso dell’esperienza estetica.
Massimo Carosi
Direttore Artistico Danza Urbana
CALENDARIO
MERCOLEDÌ 3 SETTEMBRE
ore 19 e ore 21.30
Birdsong
Salvo Lombardo
Ex Chiesa di San Mattia
durata 45’, ingresso a pagamento
ANTEPRIMA
ore 20.15
PORPORA CHE CAMMINA
DOM-/ STRIAZ
proiezione
Cinema Lumière – Sala Scorsese
durata 31’, ingresso gratuito
PRIMA ASSOLUTA
GIOVEDÌ 4 SETTEMBRE
ore 16
I Teatri di Paesaggio di DOM-
talk
con Leonardo Delogu, Porpora Marcasciano, Rossella Mazzagglia, Valerio Sirna, Emanuele Regi e STRIAZ
Dipartimento delle Arti di UNIBO – Palazzo Marescotti Brazzetti – Sala Secci
durata 60’, ingresso libero
dalle ore 17.30 alle ore 22
Con gli occhi aperti in un ruggito
DOM-/STRIAZ
video installazione
Ex Chiesa di San Barbaziano
durata 90’ (in loop), ingresso libero
PRIMA ASSOLUTA
ore 18
Fragmentation
Christophe Al Haber
Piazza San Francesco
durata 15’, ingresso libero
PRIMA ASSOLUTA
Sezione NUOVI SGUARDI
a seguire
Ancestral Echoes
Samer Zaher
durata 20’, ingresso libero
PRIMA ASSOLUTA
Sezione NUOVI SGUARDI
a seguire
Good Vibes Only (beta test)
Francesca Santamaria
durata 20’, ingresso libero
dalle ore 18.30 alle ore 22.30
DIE WANDERER
Panzetti/Ticconi
video installazione
Serra Madre
durata 23′ circa (in loop), ingresso libero
ore 21
CRY VIOLET
Panzetti/Ticconi
Serra Madre
durata 30’, ingresso a pagamento
VENERDÌ 5 SETTEMBRE
dalle ore 17.30 alle ore 22
Con gli occhi aperti in un ruggito
DOM-/STRIAZ
video installazione
Ex Chiesa di San Barbaziano
durata 90’ (in loop), ingresso libero
ore 17.30
Paesaggi con figure
OPERABIANCO
durational performance
Piazza Santo Stefano
durata 90’, ingresso libero
ore 19
Figlie della Terra di Mezzo
Ofelia Balogun
Piazza Santo Stefano
durata 10’, ingresso libero
PRIMA ASSOLUTA
Sezione NUOVI SGUARDI
a seguire
Yours (tuo/vostro)
Nagga Giona Baldina & Geremia Cappagli
durata 15’, ingresso libero
PRIMA ASSOLUTA
Sezione NUOVI SGUARDI
dalle ore 18.30 alle ore 22.30
DIE WANDERER
Panzetti/Ticconi
video installazione
Serra Madre
durata 23′ circa (in loop), ingresso libero
ore 21
CRY VIOLET
Panzetti/Ticconi
Serra Madre
durata 30’, ingresso a pagamento
SABATO 6 SETTEMBRE
ore 10.30
AREA PUBBLICA
talk
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Sala conferenze
durata 90’, ingresso libero
dalle ore 17.30 alle ore 22
Con gli occhi aperti in un ruggito
DOM-/STRIAZ
video installazione
Ex Chiesa di San Barbaziano
durata 90’ (in loop), ingresso libero
ore 17 e ore 18
Kit / Spazi di futuro
Micce / Francesca Penzo & Mariagiulia Serantoni
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Foyer
durata 30’, ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria a danzaurbana.prenotazioni@gmail.com
PRIMA ASSOLUTA
ore 18.30
8 Km a Mula
Alvaro Murillo
Parco 11 settembre 2001
durata 20’, ingresso libero
a seguire
L’incontro
Compagnia Bellanda
durata 15’, ingresso libero
ore 20.30 e ore 21
THE NOTHING ISLAND (prototype for a new work)
Fabrizio Favale & First Rose
Ex Chiesa di San Mattia
durata 30’, ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria a danzaurbana.prenotazioni@gmail.com
ESCLUSIVA
DOMENICA 7 SETTEMBRE
dalle ore 17.30 alle ore 22
Con gli occhi aperti in un ruggito
DOM-/STRIAZ
video installazione
Ex Chiesa di San Barbaziano
durata 90’ (in loop), ingresso libero
ore 17.15 e ore 18.45
Sogni al campo
un attraversamento (studio per Parco Villa Ghigi)
AZIONIfuoriPOSTO
Parco Villa Ghigi
durata 30’, ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria a danzaurbana.prenotazioni@gmail.com
ore 18
COSMORAMA
Nicola Galli
Parco Villa Ghigi
durata 40’, ingresso libero
ore 20.30 e ore 21
THE NOTHING ISLAND
(prototype for a new work)
Fabrizio Favale & First Rose
Ex Chiesa di San Mattia
durata 30’, ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria a danzaurbana.prenotazioni@gmail.com
ESCLUSIVA
Salvo Lombardo
Birdsong
ANTEPRIMA
di Salvo Lombardo
con Marta Ciappina, Daria Greco
e i canti di primavera di Camillo Prosdocimo
styling Ettore Lombardi
luci e spazio Maria Elena Fusacchia
disegno del suono Fabrizio Alviti
vocal coach Lucia Cammalleri
tecnica Isadora Giuntini
conversazioni Paola Granato, Carlo Lei, Paolo Ruffini, Mirko Stagnaro
management Giulia Vanni
amministrazione Cesare Benedetti
social Elisa Faletti
produzione Chiasma
coproduzione Oriente Occidente
con il sostegno di Lavanderia a Vapore, Teatro della Tosse, Marche Teatro, Teatro Stabile dell’Umbria, La MaMa Umbria, ATCL_Circuito multidisciplinare del Lazio
con il contributo di MiC – Ministero della cultura e Regione Lazio
Lo spettacolo è presentato in collaborazione con ATER Fondazione e MiC – Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna
Nel bacino del Mediterraneo si tramandano dall’antichità una serie di codici sonori utilizzati come richiamo degli uccelli, tra tradizione popolare e pratica venatoria. Questi richiami – tra cui il “chioccolo” – si sono evoluti nel tempo in tecniche di imitazione del canto degli uccelli migratori più comuni. Birdsong di Salvo Lombardo si ispira a questi canti per ri-mediare forme espressive di una lingua, i cui segni, celano una forma di comunicazione misteriosa e ignota, sospesa tra umano e non umano. La performance, in anteprima a Danza Urbana in una versione site specific, indaga il comportamento del corpo in una zona di confine tra danza e voce, tra presenza e assenza, con il desiderio di rovesciare la funzione predatoria, essenzialmente maschile, del richiamo, spingendolo verso forme di convocazione di un “invisibile” e di evocazione di un “altrove”.
Salvo Lombardo è un performer, coreografo, artista multimediale e curatore di progetti performativi. Dal 2016 è direttore artistico della Compagnia Chiasma. Attualmente è artista associato del Festival Oriente Occidente. Nel 2012-2015 è stato co-direttore e regista di Clinica Mammut. Ha collaborato come coreografo con Fabbrica Europa fino al 2020. Nel 2017-2018 è stato artista associato al Festival Oriente Occidente. Dal 2019 al 2021 è stato co-curatore di Resurface Festival (Roma). Dal 2020 è tra i soci fondatori di Ostudio a Roma. Dal 2021 è direttore artistico di Interazioni – Festival (Roma). Dal 2022 al 2024 è stato artista associato di MilanOltre Festival e della Lavanderia a Vapore, con la quale attualmente collabora nell’ambito del progetto di ricerca Iceberg. www.salvolombardo.org / www.chiasma.eu
DOM-/STRIAZ
PORPORA CHE CAMMINA
proiezione
PRIMA ASSOLUTA
ideato da DOM-
progetto filmico STRIAZ
produzione DOM-/4realtrue2, STRIAZ, SARDEGNA TEATRO
L’evento è realizzato in collaborazione con la Cineteca di Bologna
L’ampia progettualità di DOM- intorno al Teatro di paesaggio – cominciata nel 2015 al Ternifestival con la prima versione de L’uomo che cammina, approda oggi ad un ciclo filmico che ne racconta le trasformazioni attraverso tre versioni cruciali del progetto: la prima L’uomo che cammina/Milano 2019 con Antonio Moresco, la seconda Porpora che cammina/Bologna 2023 con Porpora Marcasciano e la terza La città che cammina/Cagliari 2023. Danza Urbana, dopo aver co-prodotto nel 2023 Porpora che cammina, ne presenta quest’anno al festival la versione filmica introdotta dagli autori Leonardo Delogu e Valerio Sirna, il collettivo STRIAZ che ha realizzato l’opera e Porpora Marcasciano protagonista dello spettacolo.
La proiezione sarà preceduta dalla presentazione del film.
DOM- è un progetto di ricerca artistica nato nel 2013 dalla collaborazione tra Leonardo Delogu e Valerio Sirna. Il collettivo lavora sul linguaggio delle arti performative esplorando il rapporto tra corpo e territorio ed intrecciando le pratiche delle Environmental Humanities alle ecologie femministe e queer. DOM- costruisce esperienze artistiche ibride che si declinano in performance, camminate, opere audiovisive, testi, feste e giardini temporanei. Tra i lavori più noti L’uomo che cammina / Porpora che cammina / La città che cammina, Darkness Picnic sono stati presentati in numerosi festival in Italia e all’estero. Nel 2019 DOM- ha ricevuto il Premio Rete Critica e con Oceano Indiano, progetto di produzione del Teatro India di Roma di cui ha fatto parte, vince il premio UBU come miglior progetto speciale nel 2022.
STRIAZ è un progetto di ricerca e produzione video nato all’interno di Studio Azzurro, lo storico collettivo milanese fondato nel 1982 da Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi che si occupa di realizzare videoambienti, ambienti sensibili, percorsi museali, performance teatrali e film.
DOM-/STRIAZ
Con gli occhi aperti in un ruggito
video installazione
PRIMA ASSOLUTA
ideato da DOM-
progetto filmico STRIAZ
produzione DOM-/4realtrue2 – STRIAZ-SARDEGNA TEATRO
L’installazione è presentata grazie alla collaborazione con MiC – Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna
Con gli occhi aperti in un ruggito è un’installazione audio/video per cinema e musei, che racchiude l’itinerario artistico del progetto di DOM- iniziato dieci anni fa con L’uomo che cammina (2015). L’installazione è composta da 3 video di circa 25 minuti ciascuno. I tre video raccontano tre versioni del medesimo progetto di ricerca ed esplorazione dei paesaggi urbani: L’uomo che cammina/Milano 2019 – Porpora che cammina/Bologna 2023 – La città che cammina/Cagliari 2022-23. Ogni ciclo filmico ha la durata complessiva di 90′ e può essere fruito liberamente negli orari indicati.
Christophe Al Haber
Fragmentation
PRIMA ASSOLUTA
concept e performance Christophe Al Haber
musiche originali Andy Khouloussy
produzione Beirut Physical Lab
Spettacolo presentato nell’ambito del progetto Solidarity in Motion
La domanda di partenza è: “Cosa c’è che non va in me?” La risposta a questa domanda sta in Fragmentation, un assolo che esamina la disconnessione e la riconnessione del corpo con se stesso e con lo spazio circostante mostrando le potenzialità del corpo di scomporsi e ricomporsi attraverso un lavoro sulla tensione muscolare, sulle dimensioni e l’orientamento spaziale in diversi schemi di movimento. Al Haber sperimenta le possibilità di movimento del corpo tra controllo e instabilità, attraverso azioni semplici e ripetute che a volte diventano imprevedibili: una danza tra staticità e movimento dinamico, selvatico. Opera prima dell’autore, la creazione è iniziata durante il programma intensivo Beiroot Bodies 3 del Beirut Physical Lab e si è ampliato attraverso una residenza al MACAM in Libano a fine 2024. Lo spettacolo debutta al Festival Danza Urbana nell’ambito della sezione NUOVI SGUARDI grazie alla collaborazione con i partner del neonato network Solidarity in Motion.
Christophe Al Haber è un artista cross disciplinare il cui lavoro si colloca all’intersezione tra fotografia, danza contemporanea e performance dal vivo. La sua pratica esamina come emozioni, memoria e identità vengano veicolate, rivelate e nascoste attraverso la stasi e il movimento. Con una formazione in teatro fisico e plasmato dalle esperienze vissute, Al Haber usa anche la fotografia non solo come metodo di documentazione visiva, ma anche come atto performativo: un modo per fermare il tempo, abitare lo spazio e incarnare stati dell’essere. Attualmente è un danzatore associato presso il Beirut Physical Lab, dove continua ad approfondire la sua ricerca sul movimento e le pratiche performative collaborative.
Samer Zaher
Ancestral Echoes
PRIMA ASSOLUTA
ideazione e danza Samer Zaher
musiche originali Andy Khouloussy
co-creazione Bassam Abu Diab
produzione Beirut Physical Lab
Spettacolo presentato nell’ambito del progetto Solidarity in Motion
Questa creazione emerge da un corpo inteso come archivio, luogo di memoria, di rottura. Non inizia con le risposte, bensì con l’assenza: un corpo orfano, una parola staccata dal suo significato, un volto letto attraverso la lente dell’alterità. Samer Zaher indaga il modo in cui i sistemi di potere cercano di definire, confinare e classificare l’identità: attraverso il genere, la nazionalità, la razza e il linguaggio. La sua pratica di movimento resiste a queste strutture ritornando alla cruda fisicità del corpo, che diventa spazio per re-immaginare l’identità al di là delle etichette imposte. Il lavoro attinge a un vocabolario ibrido di Dabke, Bollywood, Voguing, Baladi, Dancehall, danza contemporanea e teatro fisico. Queste forme non sono riprodotte come rappresentazioni culturali, ma piuttosto vengono decostruite e ricomposte, trattate come frammenti instabili attraverso i quali il corpo parla nei propri termini. Distorcendo queste tradizioni, Zaher interroga il pubblico su ciò che potrebbe vedere a prima vista, e mette in discussione l’idea stessa di autenticità e purezza culturale. Una performance che abbraccia la molteplicità, la frammentazione e la contraddizione, non come fonti di confusione, ma come luoghi di possibilità radicale.
Samer Zaher è un artista libanese che esplora il corpo come luogo e veicolo di memoria e resistenza. Formatosi presso il Beirut Physical Lab nell’ambito del programma Beiroot Bodies, si è esibito in Alteration, Imprints e Frame, collaborando con gli artisti associati della compagnia e coreografi ospiti internazionali. Mescolando Dabke, Bollywood, Voguing e improvvisazione, crea forme ibride che sfidano l’identità consolidata. Si esibisce a livello internazionale e conduce workshop su embodiment, movimento e appartenenza. Debutta in Italia al Festival Danza Urbana con la sua nuova creazione Ancestral Echoes nell’ambito della sezione Nuovi Sguardi, grazie alla collaborazione con i partner della rete Solidarity in Motion.
Francesca Santamaria
GOOD VIBES ONLY (beta test)
concept e performance Francesca Santamaria
collaborazione drammaturgica Pietro Angelini
sound design Ramingo
voce Michela De Rossi
movement coaching Beatrice Pozzi
occhio esterno Daniele Ninarello
collaborazione progettuale Rossella Piazzese
costume Elena Luca
software engineering Nazario Santamaria, Lorenzo Augelli
produzione esecutiva CodedUomo ETS
coproduzione FDE Festival Danza Estate, MILANoLTRE Festival, Festival Più che Danza
in collaborazione con TIR Danza
con il supporto di Porto Simpatica
sviluppata nel contesto di Incubatore per futur_ coreograf_ CIMD
Creazione vincitrice di Danza Urbana XL 2025 – azione del Network Anticorpi XL
Creazione selezionata per la Vetrina della giovane danza d’autore eXtra 2025 – Network Anticorpi XL
Selezione Teatri Riflessi 10 – International Short Performance Festival
GOOD VIBES ONLY (beta test) è il primo capitolo di GOOD VIBES ONLY, macroprogetto attualmente in via di sviluppo e ideato durante il percorso di ricerca triennale all’interno di Incubatore per futur_ coreograf_CIMD 2022/24. Il macroprogetto nasce da un’indagine sullo scrolling: un atto fisico semplice, veloce, immediato. Un gesto singolo, ripetitivo, ossessivo, che l’essere umano del ventunesimo secolo esegue in media almeno 100 volte al giorno. Un’azione che, dallo scorrere di un dito su uno schermo, permette di viaggiare, potenzialmente all’infinito, tra innumerevoli contenuti. Un’azione che nella sua semplicità e nella sua ridotta ampiezza fisica, apre una voragine di interrogativi esistenziali, politici, sociologici, etici sul mondo contemporaneo. Il lavoro si articola come un beta test, ovvero la prima fase di verifica di un software in condizioni di utilizzo reali da parte di utenti reali e, prendendo in prestito la struttura del free trial, arriva ad interrogarsi sul rapporto tra performatività e consumo.
Francesca Santamaria è un’artista attiva nell’ambito delle Performing Arts. La sua ricerca si concentra sulle logiche prestazionali contemporanee e, attraverso il corpo in movimento e i suoi limiti, riflette sul concetto di performante. I suoi lavori vengono presentati in numerosi contesti e festival nazionali e internazionali tra cui Vetrina della giovane danza d’autore 2023 e 2025, B.Motion – Operaestate, Romaeuropa, Bolzano Danza, Contemporanea, MILANoLTRE, Danza in Rete.
Panzetti/Ticconi
CRY VIOLET
coreografia, performance, costumi Ginevra Panzetti / Enrico Ticconi
composizione sonora Teho Teardo
illustrazione grafica Ginevra Panzetti
creazione originale realizzata nell’ambito di Esplorazioni un progetto di Triennale Milano in collaborazione con Volvo Italia
con il sostegno di Lavanderia a Vapore / Piemonte dal Vivo, Torino (IT); Rampe, Stuttgart (DE)
Lo spettacolo è inserito nel progetto Vedute a Piombo, una monografia dedicata al duo Panzetti/Ticconi a cura di Stagione Agorà, Danza Urbana ETS, Casa della Cultura Italo Calvino – Cronopios nell’ambito di E’BAL – Palcoscenici per la danza contemporanea, rete coordinata da ATER Fondazione
Spettacolo presentato in collaborazione con ATER Fondazione
CRY VIOLET, titolo omonimo del fiore estinto, è una creazione coreografica di e con Panzetti / Ticconi che si disegna su una composizione sonora concepita e proposta da Teho Teardo. Utilizzando un codice gestuale che ritrae espressioni di dolore e vergogna ispirate all’iconografia del peccato originale, viene messo in luce l’espediente umano di espiare il proprio senso di colpa attraverso pratiche che tentano di recuperare l’avvenuto danno ambientale o, in altro modo, di celarlo. Diffusi fenomeni, come quello del greenwashing, rappresentano invero pratiche ingannevoli che eludono una reale soluzione ai danni che l’azione umana ha provocato sull’ambiente. Le azioni, come quella del pulire, si fondono al pianto. In questo contesto, un oggetto comune come un panno o un fazzoletto trasforma la sua funzione da strumento di pulizia a elemento che accoglie il dolore, assorbe le lacrime. Ricordando il reiterato e fallace gesto di Lady Macbeth nel perpetuo tentativo di cancellare dalle mani il segno della colpa, le due figure ricalcano la meccanicità espiatoria del pulire e occultare. In questo limbo tra tentativo reale o di facciata di recuperare al danno provocato CRY VIOLET prende forma, in una mutevole complicità tra l’estetizzazione di una colpa e l’atto di risolverla o celarla, fino a trasformare essa stessa in materia accattivante, ammiccante, pubblicitaria.
Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi vivono tra Berlino e Torino e lavorano come duo artistico dal 2008. La loro ricerca si sviluppa nell’ambito della danza, della performance e dell’arte visiva. Approfondendo tematiche legate all’unione tra comunicazione, violenza e potere, attingono ad antichi immaginari, costruendo immagini ibride tra storia e contemporaneità. Il loro lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali ed è stato presentato nei festival europei più prestigiosi oltre che in Giappone, Brasile, Libano, Giordania ed Emirati Arabi. Dal 2020 la loro pratica coreografica di duo, che li vede spesso interpreti delle proprie composizioni, si arricchisce del lavoro di creazione per altre prestigiose compagnie internazionali quali Studio Contemporary Dance Company (HR), T.H.E Dance Company (SG), Dance On Ensemble (DE), MM Contemporary Dance Company (IT). Uno dei loro ultimi lavori coreografici, INSEL, ha debuttato nel 2023 al Tanz Im August Festival di Berlino, mentre nell’anno corrente è in debutto una loro nuova creazione per la compagnia stabile tedesca Dance Theater Heidelberg (DE).
Panzetti/Ticconi
DIE WANDERER
video
full HD
di e con Ginevra Panzetti and Enrico Ticconi
fotografia Sergio Salomone
grazie a Studiodoppio, FAI Fondo Ambiente Italiano
2011
Die Wanderer è una serie video realizzata durante un viaggio di dieci giorni da Lipsia a Tivoli. Il percorso è stato definito dalla raccolta di esempi paesaggistici della pittura romantica che, in dieci tappe, tocca alcune delle aree geografiche più importanti per lo sviluppo dell’iconografia romantica. Partendo dalla bassa Sassonia, passando per le alpi tirolesi, fino ad arrivare alle campagne romane, Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi hanno tracciato un percorso che richiama il carattere tipico del viaggiatore del grand tour romantico. A determinare una discrepanza con tale iconografia è il carattere di immissione che le figure dei viandanti esercitano sulla veduta. Lontani dal sentimento di meraviglia e coinvolgimento spirituale con il quale la figura umana è inscritta nel paesaggio naturale romantico, questi viandanti si inseriscono formalmente nella “cornice” con fare dispotico e con atteggiamento proprio al turista collezionano panorami, inserendosi con sicurezza ottusa nel quadro.
OPERABIANCO
Paesaggi con figure
concept, coreografia e regia Marta Bichisao, Vincenzo Schino
con Marta Bichisao, Luca Piomponi, Beatrice Leonardi, Elsa Gaëlle Pochini, Simone Scibilia
produzione PINDOC, OPERABIANCO
Creazione vincitrice di BODYSCAPE nell’ambito di DANCESCAPES 2023, azione di Danza Urbana ETS
La performance si svolge in uno spazio pubblico ad alta densità, una piazza, per abitare con la danza un luogo affollato, rendendo permeabili i confini tra le coesistenti realtà dell’arte e la concretezza del ritmo cittadino. La coreografia è costruita per sottrazione e clandestinità: i performer si mimetizzano e si confondono nelle regole sociali della piazza fino a rivelarsi in piccoli e delicati gesti estranei ai comportamenti abituali dei passanti. L’intensificarsi di questi gesti crea gruppi scultorei in movimento, azioni coreografiche che emergono gradualmente, seguendo un ordine casuale, in ascolto dell’andamento energetico del luogo.
Il pubblico è libero di scegliere dove godersi la performance: muoversi, sedersi a un bar, avvicinarsi o allontanarsi dai performer. Ogni spettatore deve curare il proprio punto di osservazione migliore per generare la propria narrazione unica. La natura transitoria con cui la danza si crea e si disfa in una dimensione in cui tutto scorre senza il minimo controllo, produce visioni che interrogano lo spazio pubblico come possibile luogo di invenzione, delicatezza, fertilità. La ricerca dell’inquadratura cinematografica, in particolare quella di Antonioni, guida la ricerca ritmica e spaziale nella creazione delle danze.
>> N.B. Vi invitiamo a portare con voi delle cuffiette e un dispositivo per ascoltare gli audio che verranno distribuiti durante lo spettacolo.
OPERABIANCO è un gruppo di ricerca artistica fondato da Marta Bichisao, danzatrice e coreografa, e Vincenzo Schino, regista e artista visivo. Dal 2006 sceglie l’universo teatrale per esplorazioni artistiche tra danza, performing art, arti visive e video. In spazi convenzionali e non, inventa un palcoscenico aperto per drammaturgie complesse: esperienze immersive che sfidano la forma abituale di fruizione offrendo al pubblico posture e punti di vista alternativi. Indaga la dialettica tra comico e tragico nel rapporto tra performer e palcoscenico, tra uomo e universo. La cultura cinematografica ispira la visione con un continuo passaggio tra primo piano e campo lungo, tra ritratto e paesaggio.
Ofelia Balogun
Figlie della Terra di Mezzo
PRIMA ASSOLUTA
coreografia e spoken word Ofelia Balogun
audio Sasha Shinezz & Massimo Carozzi
con il sostegno di MicceAps, Collettivo EmbodyArt della associazione Tugende, Sasha Shinezz studio e Massimo Carozzi
Spettacolo presentato in collaborazione con la rete Yekatit12-19Febbraio/Bologna
Ritta,
come una guarriera,
mediatrice inconsapevole tra due culture,
Immobile,
su un ponte con le braccia spalancate
teneva due funi che la tiravano da un lato
all’altro,
correndo su quello stesso ponte
si affannava nel passare messaggi
tra il paese d’arrivo
e
quello d’origine,
senza mai sapere se dove avesse posato i
piedi,
ne avrebbe mai acquisito diritto.
(Qui Sanguinis, 2022 OO Balogun)
Figlie della Terra di Mezzo tesse il filo di coloro che, custodi di un’altra storia, filano gli elementi della propria identità all’interno di una società che non ne accetta la presenza.
A ciascuno è dato il compito di creare ponti tra mondi, ricercare linguaggi, ritrovare frasi fluide e universali, per riprendere tematiche contemporanee, viscerali, che riguardano la nostra realtà fatta di corpi a volte esclusi, classificati e dimenticati, a volte potenti, spontanei e capaci di trascendere. Figlie della Terra Di Mezzo attinge ai propri elementi identitari offuscati dalla Storia, che non ne percepisce le connessioni: è una creazione intersezionale nelle esperienze e nell’indagine, per ridare valore alle connessioni, un rituale che unisce testimonianza poetica e danza in un dialogo che ricerca una nuova consapevolezza tra le fessure del proprio essere, riconoscendosi figlia della terra di mezzo.
Movement artist, coreografa ed educatrice, Ofelia Balogun, di origini Siculo-Nigeriane, è diplomata in Scienze Sociali con un focus in Psicologia, Sociologia e Teatro. Approfondisce i suoi studi presso Irie! Dance Theatre | Roehampton University of London ottenendo una First Class BA (Hons)Degree in Diverse Dance Styles. Invitata nel 2022 come Youth ambassador alla International Culture Summit di Edimburgo, la sua pratica si sviluppa in collaborazione con organizzazioni di donne rifugiate, istituti educativi e percorsi di formazione centrati sulle pratiche psico-corporee. Al centro della sua ricerca vi è l’intersezione tra il vocabolario corporeo proveniente dalla diaspora africana nei Caraibi e nel mondo, e il suo legame con la danza e il simbolismo. Attraverso temi come l’identità intersezionale, l’ancestralità e la ritualità, Balogun esplora connessioni interdisciplinari tra la Storia e le sue ricadute nella società contemporanea.
Nagga Giona Baldina & Geremia Cappagli
Yours (tuo/vostro)
PRIMA ASSOLUTA
coreografia Nagga Giona Baldina
interpreti Geremia Cappagli e Nagga Giona Baldina
music designer Samuel Van Der Veer
Spettacolo presentato in collaborazione con la rete Yekatit12-19Febbraio/Bologna
Un’analisi del comportamento umano: due visioni diametralmente opposte che si scontrano. Yours (tuo/vostro) vuole sottolineare la doppia valenza di uno stesso termine, usato nella lingua inglese sia per indicare una singolarità che una collettività. L’obiettivo di questa prima creazione del duo, resa possibile grazie all’invito fatto da Danza Urbana a Nagga Giona Baldina nell’ambito della collaborazione con la rete Yekatit, è indagare e offrire un contesto per riflettere sui parametri con cui ogni individuo è portato a scegliere tra singolarità e collettività, definendo così il proprio punto di vista sul mondo. Un duo che fonde nella composizione una varietà di tecniche contemporanee adattando il linguaggio coreografico al contesto urbano.
Nagga Giona Baldina ha cominciato la sua carriera a 18 anni grazie a un progetto di Aterballetto con il coreografo Philippe Kratz (il duetto “Open drift”), che lo ha introdotto al mondo del contemporaneo. Grazie a questa esperienza, Baldina ha voluto dedicare più tempo e studio possibile alla danza, così ha cominciato il suo percorso di studi alla Codarts Dance University of Arts di Rotterdam, continuando a lavorare come danzatore freelance. Grazie a questa esperienza in Olanda ha avuto l’occasione di incontrare artisti eccezionali, tra cui Geremia Cappagli con cui ha condiviso gli anni di formazione in un costante scambio di idee e pratiche, fino alla realizzazione di questo primo lavoro insieme, che debutta all’interno del Festival nella sezione Nuovi Sguardi in collaborazione con la rete Yekatit12-19Febbraio/Bologna.
Micce / Francesca Penzo & Mariagiulia Serantoni
Kit / Spazi di futuro
PRIMA ASSOLUTA
ideazione e coreografia Francesca Penzo e Mariagiulia Serantoni
ricerca coreografica e performance César Arrayago, Luwam Aldrovandi Aweke, Beatrice Guastalla
sound design e editing Andrea Parolin
tecnico audio e luci Alberto Tranchida
progetto video Studentesse e studenti del Liceo Artistico Arcangeli di Bologna
in collaborazione con Arci Bologna, Liceo Artistico Arcangeli di Bologna, Hamelin, Danza Urbana e Spazio Zeta
con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna
nell’ambito del bando ACCCADE e parte di Bologna Estate 2025
Video credits
Blossoming Viola Carella, Valentina Fanì, Lorenzo Marzoni, Morgana Mazzini, Chiara Salomoni
Eden Diana Arbizzani, Chiara Marchi, Giorgio Corradini, Emma Veronesi, Caterina Zarattani
Lucciole Giotto Caccioni, Arianna Camilleri, Sofia Giuliani, Sara Prestigiacomo, Francesca Tocci
Senza titolo Arianna Rolfini, Maria Ginevra Petruz, Luca Barducci, Camilla Berardis, Nick Oliver Ehrlinger, Matteo Mortellaro
Di quali strumenti abbiamo bisogno oggi per realizzare il futuro che desideriamo? Il nuovo progetto di Micce muove da questo interrogativo, condiviso con le studentesse e gli studenti del liceo artistico Arcangeli di Bologna: si tratta di un progetto che guarda al mondo dell’adolescenza e chiede: “Se doveste realizzare oggi un kit di sopravvivenza, che cosa ci mettereste dentro?”
Il titolo prende spunto da “A Killjoy Survival Kit”, parte del libro, “Living a feminist life” scritto da Sara Ahmed (Duke University London, 2017), in cui emerge come sopravvivere possa diventare un rivoluzionario atto di trasformazione. Nella composizione coreografica i corpi di tre performer abitano uno spazio riempito da parole, danza, visioni e necessità delle giovani studentesse e studenti. Uno spazio che cerca aperture, vie d’uscita, fuoriuscite non per sfuggire bensì per esondare, trasbordare, raggiungere anche quello che sta fuori, affinché il futuro che desideriamo raggiunga tutte e tutti. Una creazione che si chiede quali valori, quali ideali, quali pratiche e quali sentimenti portare in questo nostro (luogo) futuro. Attraverso l’intreccio dei corpi in movimento e le voci delle e degli adolescenti si aprono luoghi altri in cui riflettere insieme come sopravvivere nel prossimo futuro, in cui domandarsi se questa sopravvivenza possa diventare una pratica di resistenza, rivoluzione e cambiamento.
Micce è un’associazione che promuove le arti performative con un approccio transfemminista, accessibile e plurale, realizzando attività legate agli ambiti dell’arte, della formazione, della socialità, della partecipazione e della cittadinanza attiva. Pone un’attenzione particolare alla necessità di accesso, equità di opportunità, rappresentanza e rappresentazione delle persone strutturalmente meno avvantaggiate.
Francesca Penzo è coreografa, performer e direttrice artistica. Il suo lavoro ruota attorno a tematiche legate all’equità di genere e alla creazione di spazi di condivisione e attivismo. È co-fondatrice della compagnia Fattoria Vittadini (Milano), presidente di Micce (Bologna) e coordinatrice del progetto Fattoria Indaco. Cura la direzione artistica della Rassegna Creazioni Femministe e collabora con Altre Velocità nell’ambito della Rete “La scena che educa”.
Mariagiulia Serantoni è una performer e coreografa il cui lavoro crea paesaggi corporei e sonori dove frequenze, rumori ed energie aprono nuove possibilità di esistenza e relazione. Si diploma al Master Exerce (ICI-CCN Montpellier, 2022). Dal 2021 collabora con MICCE. I suoi lavori sono stati presentati a Romaeuropa (Premio Vivo d’Arte), MilanOltre, La Democrazia del Corpo, Sydney Fringe. Riceve sostegni alla ricerca tra cui Tanzpraxis (Berlin, 2022) e la residenza 2025 di Circuit-Est (Montréal). Il suo solo AGiTA debutta nel 2025 a Berlino (Tanzfabrik).
Alvaro Murillo
8 Km a Mula
direzione artistica e danza Álvaro Murillo
musiche Camarón de la Isla, Antonio Gades e Pata Negra
drammaturgia ispirata all’opera “Bodas de Sangre” (Nozze di sangue) di Federico García Lorca e alla successiva interpretazione in flamenco di Antonio Gades nel film di Carlos Saura
con la collaborazione di negro-brillo.net, Instituto Cervantes, Ambasciata di Spagna in Kenya, Festival DZM, URBAN FACYL,
Mosqueradelavega, Espiral Contemporánea, SoloDos en Danza, Tejido Conectivo, Red Acieloabierto
foto Marta Aschenbecher, Trayectos Dance Festival
Miglior creazione locale alla piattaforma di danza emergente del XVII festival DZM di Cáceres (2018)
Secondo premio nella categoria danza contemporanea e Premio speciale “Festival XII Gatadans” alla Seconda edizione dell’INTERNATIONAL URBAN FÁCYL CONTEST di Salamanca (2019)
Miglior creazione a Danza Inunda della Espiral Contemporánea 2019 di Santander (2019)
Creazione selezionata dal circuito Red Acieloabierto 2024
Lo spettacolo è presentato in collaborazione con Red Acieloabierto
Una cronaca danzata dell’opera Bodas de sangre di Garcia Lorca, una versione flamenca della storia. Un fatto di cronaca, realmente accaduto la notte del 22 luglio 1928, servì a Garcia Lorca come ispirazione per la sua opera Bodas de sangre (nella traduzione italiana Nozze di sangue): il giorno delle nozze una sposa fugge con il suo amante. Lo sposo li segue e l’esito si compie: i due amanti, Paco Montes e Paquita Cañada, hanno percorso 8 chilometri senza mai riuscire a raggiungere l’alba, nel tentativo di vivere un amore proibito. Condotti da una forza istintiva che tende all’unione irrazionale, si sono opposti alle convenzioni sociali violando le regole imposte da una società votata all’apparenza. Attraverso il movimento e la danza il corpo racconta la storia di questo amore maledetto.
Alvaro Murillo è un artista multidisciplinare originario dell’Estremadura (Spagna), la sua ricerca sul movimento va dal flamenco alla danza contemporanea. Nel 2024 ha completato un dottorato con lode sulla relazione tra danza, creatività e dolore cronico, e nel 2025 ha pubblicato il suo primo libro . ( ), che unisce pratica artistica e ricerca scientifica. Ha presentato i suoi lavori in tutto il mondo, come (Teatro Nazionale di Nairobi), 8 (Istituto Cervantes di Sofia). Dal 2021 porta avanti ́ , laboratorio di ricerca sul movimento dove tecnica, improvvisazione, ascolto e composizione si fondono in un percorso vivo ed evolutivo. Attualmente è al lavoro con Artomático in , opera in cui suono e movimento dialogano con lo spazio architettonico e su , nuova creazione con la coreografa Sita Ostheimer, che esplora le possibilità del flamenco contemporaneo.
Compagnia Bellanda
L’incontro
autori e danzatori Giovanni Leonarduzzi e Lia Claudia Latini
musiche Sigur Ros
produzione Compagnia Bellanda Ets, organismo sostenuto dal MiC
Creazione vincitrice Danza Urbana XL 2023 – azione del Network Anticorpi XL
Creazione vincitrice del Premio del pubblico come migliore coreografia al Concorso Coreografico Internazionale Masdanza 2024
Nel semplice incontro di un uomo con l’altro si gioca l’essenziale, l’assoluto: nella manifestazione, nell’«epifania» del volto dell’altro possiamo scoprire che il mondo è nostro nella misura in cui lo possiamo condividere con l’altro. E l’assoluto si gioca nella prossimità, alla portata del nostro sguardo, alla portata di un gesto di complicità o di aggressività, di accoglienza o di rifiuto. Il volto, per Lèvinas, è il luogo dell’incontro, è il luogo in cui si giocano tutte le dinamiche dell’essere umano. Ma quali sono le caratteristiche di un vero incontro e a quali condizioni possiamo farne tesoro?
Compagnia Bellanda, nata ufficialmente nel 2018, è una compagnia di danza diretta da una visione che nasce dall’ambiente hiphop, che mira a trovare linguaggi ibridi, movimenti carichi di significato, comunicati attraverso l’impeccabilità della tecnica. Alla base della poetica della compagnia c’è una costante ricerca nel campo del movimento danzato, che nasce dalle “sane pratiche quotidiane” della breakdance, dove parallelamente all’apprendimento di un passo, di un “trick”, di un movimento tecnico, c’è sempre anche lo studio delle infinite possibili versioni personali dello stesso passo “canonico”. Dal 2022 la compagnia è stata riconosciuta “organismo di produzione di danza” dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali italiano. Compagnia Bellanda è la prima compagnia di danza italiana nata e diretta da una visione urban (breakin’) a ricevere questo riconoscimento.
Fabrizio Favale & First Rose
THE NOTHING ISLAND (prototype for a new work)
durata 30’
ESCLUSIVA
coreografia Fabrizio Favale
assistente alla coreografia e maestro di ballo Po-Nien Wang
costumi, atmosfera e spazio First Rose
knitting a cura di Atelier Della Lana Bologna
pappagalli a cura di Animal Spot Milano
piante rare a cura di Poti Pota Bologna
danzatori Daniele Bianco, Daniel Cantero, Giuseppe Catalfamo, Matteo Di Ciommo, Martina Di Giacomo, Alessandro Girardi, Alicia Ianeselli, Valentina Verini
sleeping boys Filippo Pagotto, Filippo Scotti
arti visive Valentina Palmisano
tecnica Roberto Passuti
project manager Andrea A. La Bozzetta
prodotto da KLm – Kinkaleri / Le Supplici / mk
con il contributo di MIC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna
lavoro realizzato in residenza artistica presso Teatro Consorziale di Budrio
Creazione site-specific per l’Ex Chiesa di San Mattia sostenuta dal MiC – Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna
Con questo esperimento la compagnia presenta il prototipo che testa le basi di un futuro lavoro e della sua modalità compositiva. L’esperimento consiste nell’affiancare nello stesso luogo e per un tempo determinato presenze e pratiche di natura molto diversa: coreografia, produzione di suono, costruzione di manufatti, accadimenti estemporanei del quotidiano, piante e animali rari. Gli unici elementi che queste presenze hanno in comune sono il luogo in cui si trovano e il tempo di permanenza in quel luogo. Qui ciascuna attività è tesa al proprio compimento (danzato, visivo, sonoro, manifatturiero, ornamentale ecc.). In assenza di qualunque assetto performativo precostituito, ciò che emerge è il paesaggio stesso, un paesaggio, in questo caso, artificiale. Non un’opera quindi, ma un campo aperto ad ogni altro possibile intervento. L’occasione di scorgere connessioni fra le diverse attività è lasciata al caso. In questo paesaggio artificiale, come del resto in qualunque paesaggio, qualcosa può accadere o non accadere, a seconda delle condizioni atmosferiche, delle varianti prospettiche, delle composizioni casuali fra gli elementi messi in gioco.
Fabrizio Favale si è formato grazie a una Full Scholarship all’American Dance Festival, Duke University, USA nel 1990 e borsa di studio per coreografi a Reggio Emilia nel 1991. Dal 1987 al 1991 ha danzato per il Balletto di Napoli e dal 1991 al 2001 per la Compagnia Virgilio Sieni. A 26 anni ha ricevuto il Premio G. Tani come “miglior danzatore italiano dell’anno 1996”. I suoi lavori sono invitati da numerosi festival e teatri come Théâtre National de la Danse Chaillot Paris, Biennale de la Danse de Lyon, La Biennale di Venezia e molti altri.
AZIONIfuoriPOSTO / Filippo Porro
Sogni al campo
un attraversamento
(studio per Parco Villa Ghigi)
un’azione fuori posto di e con Filippo Porro
ideazione e coreografia Silvia Dezulian e Filippo Porro
progetto sonoro Biagio Cavallo
consulenza informatica Francisco Bertorello
produzione Pluraldanza | AZIONIfuoriPOSTO
co-produzione Campsirago Residenza/Scarlattine Progetti
con il sostegno di Dancescapes/Bodyscape promosso da Danza Urbana ETS, con il contributo del MiC e la collaborazione di h(abita)t – Rete di spazi per la danza e ORA – Orobie Residenze Artistiche
con il supporto di IN SITU PLATFORM, cofinanziato dal Programma Creative Europe dell’Unione Europea
Creazione vincitrice di BODYSCAPE nell’ambito di DANCESCAPES 2024, azione di Danza Urbana ETS
Lo spettacolo è presentato in collaborazione con Fondazione IU Rusconi Ghigi
Sogni al campo nasce da una cassetta in plastica rossa che l’autore, Filippo Porro, utilizzava da bambino per vendemmiare insieme alla sua famiglia. Prende forma da una riflessione sul possesso della terra e sul campo in quanto ambiente di condivisione e collettività, in cui lavoro e immaginazione possono dialogare e aprirsi all’inaspettato. Lo studio realizzato per il Parco Villa Ghigi è una performance site-specific in cui l’azione collettiva del camminare, la scrittura coreografica e il suono conducono il pubblico ad attraversare il paesaggio agricolo del parco e a riflettere sul campo in quanto luogo generativo per il futuro. Il campo è di per sé una presenza, si muove e si modifica continuamente. È luogo di incontro e interferenza tra uomo e natura, opera di generazioni lontane e vicine di contadine e contadini. È luogo di sperimentazione. Non è un fatto, è un continuo farsi che si esplicita nell’atto fisico, come una danza.
AZIONIfuoriPOSTO nasce a Trento nel 2019 dalla collaborazione tra Silvia Dezulian e Filippo Porro. È una compagnia che opera nell’ambito della danza e della performance attraverso progettualità in grado di relazionarsi ai luoghi e alle persone che li abitano, utilizzando il movimento del corpo come strumento di socialità, incontro, scambio di competenze tra danzatori, cittadini e territori. Propone azioni di varia natura che attivano processi artistici interdisciplinari ogni volta differenti, volti a costruire performance e spettacoli in teatro o in spazi e contesti non convenzionali in urbano e in natura, mantenendo sempre per ogni progetto un focus sulla relazione tra corpo e paesaggio.
Nicola Galli
COSMORAMA
concept e coreografia Nicola Galli
danza Nicola Galli, Rafael Candela
dramaturg Giulia Melandri
cura e promozione Margherita Dotta
produzione LAC Lugano Arte e Cultura, TIR Danza
residenza artistica Margine Operativo, supportata dalla Rete Ecoritmi, Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, Eticae, Margine Operativo, con il contributo del Ministero della Cultura – Next Generation EU
Lo spettacolo è presentato in collaborazione con Fondazione IU Rusconi Ghigi
COSMORAMA è un universo gestuale che si dischiude in un percorso itinerante e diffuso, guidato da due corpi danzanti impegnati nella generazione di una danza invisibile e mimetica per divenire crocevia tra le pieghe, i rilievi e gli elementi naturali e artificiali del paesaggio.
Tra vedute lontane e vicine, prossimità corporea e distanza panoramica, linee, punti di fuga e contrappunti, COSMORAMA immerge il pubblico in un’esperienza di danza in natura, rovesciando la gerarchia dello sguardo e accompagnando in un’ascensione collettiva per riscoprire il vivere, l’osservare, il costruire e il danzare insieme il paesaggio.
Nicola Galli si occupa di ricerca corporea ed è coreografo, danzatore, light e costume designer. Il suo lavoro abbraccia un orizzonte scenico trasversale, nel quale il corpo diviene il centro irradiante di un discorso artistico che si sostanzia in una sensibilità scenica votata all’esplorazione del movimento come panorama ibrido di saperi. Dal 2014 è artista sostenuto dall’organismo di produzione TIR Danza. Nel 2018 vince il premio “Danza & Danza” come miglior coreografo emergente.
I TALK
Giovedì 4 settembre ore 16
Dipartimento delle Arti di UNIBO – Palazzo Marescotti Brazzetti | Sala Secci
I Teatri di Paesaggio di DOM-
Con Leonardo Delogu, Porpora Marcasciano, Rossella Mazzaglia, Valerio Sirna, Emanuele Regi e STRIAZ
durata 60’, ingresso libero
Un incontro dedicato al teatro di paesaggio, pratica artistica ibrida che mette in relazione corpo, spazio e sguardo collettivo. A partire dal progetto decennale L’uomo che cammina del collettivo DOM-, il talk propone una riflessione sulla creazione site-specific, sulle ecologie del camminare e sulle possibilità poetiche e politiche che il paesaggio offre. Intervengono i membri di DOM-, Leonardo Delogu e Valerio Sirna, il collettivo STRIAZ con cui è stato realizzato il ciclo filmico e installativo dedicato a L’uomo che cammina (Milano 2019, Porpora che cammina/Bologna 2023 e La città che cammina/Cagliari 2022-2023), insieme alla professoressa Rossella Mazzaglia e allo studioso di Teatro e Natura Emanuele Regi e alla presenza di Porpora Marcasciano.
Sabato 6 settembre ore 10.30
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Sala conferenze
AREA PUBBLICA
Presentazione della rete italiana dedicata alla danza e alle arti performative nello spazio pubblico, nel paesaggio e nei contesti di relazione con le comunità
Area Pubblica, la nascente rete nazionale dedicata alle arti performative nello spazio pubblico e nella relazione con le comunità e i territori, viene presentata al pubblico di Danza Urbana e, in contemporanea, in altre tre manifestazioni da Nord a Sud d’Italia, a testimonianza della coralità e della diffusione del progetto. La rete è composta da 32 enti attivi in 18 regioni italiane.
L’incontro, connesso in diretta con le altre sedi, intende approfondire il ruolo e la funzione delle arti performative negli spazi pubblici e illustrare le linee di azione di Area Pubblica.
I PROGETTI
DANCESCAPES è un progetto promosso e organizzato da Danza Urbana ETS, con il sostegno del MiC – Ministero della Cultura, con il supporto di h(abita)t – rete di spazi per la danza e di ORA – Orobie Residenze Artistiche. Il progetto interviene in una specifica area delle arti performative, la danza urbana, mettendo in campo competenze, professionalità e azioni specifiche a sostegno e supporto dell’alta formazione, della ricerca coreografica, della creazione artistica, della promozione e della mobilità degli autori che desiderino confrontarsi con la danza nel paesaggio e nello spazio pubblico.
Vedute a Piombo è una monografica dedicata al duo Panzetti/Ticconi, che riunisce quattro creazioni (Die Wanderer – 2012, Aerea – 2019, Cry Violet – 2023, All’Arme – 2024) tracciando una linea che attraversa la loro ricerca da una delle prime creazioni video fino alla più recente creazione coreografica. Questo nucleo di lavori lascia emergere ciò che caratterizza la loro linea poetica: uno sguardo interessato alle forme che il potere assume, oscillando tra sistemi di controllo coercitivi a sistemi persuasivi. L’attenzione al ritmo e alla ripetizione come principali strumenti per attivare mutazioni perpetue, trasfigurazioni continue tra figure e segni, sostengono l’emergere di paesaggi ibridi che guardano alla storia come traccia viva, in dialogo con il presente. Il progetto è organizzato e condiviso dalla stagione Agorà promossa dai Comuni di Unione Reno Galliera, dal Festival Danza Urbana a Bologna e da Cronopios – Casa della Cultura Italo Calvino di Calderara di Reno, nell’ambito di E’ Bal – palcoscenici per la danza contemporanea – la rete coordinata da ATER Fondazione.
NUOVI SGUARDI è la sezione dedicata a opere prime e creazioni di giovanissimi artisti e artiste che, con i loro immaginari, interrogano il presente e le sue urgenze. Visionarietà, ricerca e sperimentazione aprono varchi nel tempo che abitiamo, spingendo la danza oltre i confini codificati. Il Festival accoglie anteprime, studi e processi in divenire, sostenendo nuove visioni. I pubblici, cuore di ogni festival, sapranno accompagnare anche ciò che è fragile, intravedendo in esso il futuro e rinnovando il proprio sguardo sul presente.
LE RETI
Area Pubblica è la rete italiana dei festival e delle attività di danza e arti performative nello spazio pubblico, nel paesaggio e in relazione con le comunità, promossa e coordinata da Danza Urbana. Riunisce 32 realtà eterogenee attive su tutto il territorio nazionale per promuovere la creazione contemporanea in contesti non convenzionali, favorire lo scambio tra operatori, sostenere la circuitazione artistica e rappresentare questo specifico ambito della scena presso istituzioni e pubblico.
Solidarity in Motion è una rete di soggetti che collaborano a un programma di sostegno e supporto rivolto ad artiste e artisti provenienti da Paesi coinvolti in emergenze sociali e in stato di guerra per costruire una rete di solidarietà e scambio culturale grazie al partenariato con l’organizzazione libanese Beirut Physical Lab.
Yekatit12-19Febbraio nasce nel 2022 nel quadro di un processo globale di rilettura critica della storia moderna e si presenta come una costellazione aperta, fluida e informale, espressione di una pluralità di soggetti singoli e collettivi che da anni si interessano alla storia coloniale italiana e alle sue complesse eredità.
Dal 2024 La Rete ha aperto un tavolo di lavoro a Bologna, a cui hanno aderito Attitudes_spazio alle Arti, Next Generation, Danza Urbana, Fondazione Parri, e cittadin bolognesi e della città metropolitana e di Forlì.
Network Anticorpi XL è la rete italiana dedicata alla giovane danza d’autore, nata nel 2007, che coinvolge 38 strutture di 16 regioni nella promozione della nuova generazione di coreograf italian. Il Network Anticopri XL propone un’articolata gamma di azioni volte a rispondere alle necessità artistiche in differenti fasi del percorso di crescita e maturazione. Con Danza Urbana XL si offre uno spazio di programmazione e visibilità alle creazioni di giovani coreografi, che avvertono l’urgenza di indagare le forme dello spettacolo al di fuori delle convenzioni teatrali e degli spazi deputati.
E’BAL – Palcoscenici per la danza contemporanea è una rete nata nel 2018 e coordinata da ATER Fondazione che mira al sostegno della danza contemporanea, riunendo partner eterogenei ma uniti nell’impegno a mettere in atto buone pratiche e strumenti affinché la cittadinanza possa avvicinarsi ai nuovi linguaggi della sperimentazione coreografica e performativa.
Red Acieloabierto è una rete spagnola che riunisce 25 festival di danza nel paesaggio urbano – con l’obiettivo di promuovere artist spagnol fra quell selezionat ogni anno dalla rete attraverso una call nazionale.
LE COLLABORAZIONI
Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna
Danza Urbana ha sottoscritto una convenzione pluriennale con il DAR per lo svolgimento di un laboratorio curriculare di progettazione di eventi performativi nello spazio pubblico rivolto a studentə del Corso di laurea magistrale in Discipline della Musica e dello Spettacolo con l’intento di avvicinare gli studenti e le studentesse alla curatela e organizzazione di progetti culturali e artistici in relazione allo spazio pubblico e al paesaggio.
MiC – Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna
La direzione dell’ex Chiesa di San Mattia e dell’ex Chiesa di San Barbaziano ha consentito di abitare questi luoghi con creazioni site-specific. La collaborazione si rafforza con questa edizione attraverso la compartecipazione alla produzione dell’opera Nothing Island di Fabrizio Favale & First Rose.
Il Rumore del Lutto
Dal 2022 il Festival ha avviato una collaborazione con Il Rumore del Lutto, un progetto culturale che intende offrire un’occasione di dialogo e riflessione sulla vita e sulla morte, attraverso il colloquio interdisciplinare e trasversale fra differenti ambiti. Nel 2025 la collaborazione porterà alla realizzazione di un video-danza sulla creazione Yours (tuo/vostro) di Nagga Giona Baldina & Geremia Cappagli.
I LUOGHI DEL FESTIVAL
Ex Chiesa di San Mattia via Sant’Isaia 14/a
Ex Chiesa di San Barbaziano via Cesare Battisti 35
Piazza San Francesco
Serra Madre Giardini Margherita
Piazza Santo Stefano
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna via Don Giovanni Minzoni 14
Parco 11 Settembre 2001
Parco Villa Ghigi
Palazzo Marescotti – Dipartimento delle Arti via Barberia 4/2
Cinema Lumière piazzetta P.P.Pasolini 2/b
INFORMAZIONI SUGLI EVENTI
Dal 1° settembre, tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 18 è attivo il numero (+ 39) 375 7032791 (chiamate, whatsapp, sms)
INGRESSI
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito, a esclusione di:
Birdsong di Salvo Lombardo (mercoledì 3 settembre, ore 19 e ore 21.30, ex Chiesa di San Mattia)
ingresso a pagamento
CRY VIOLET di Panzetti/Ticconi (giovedì 4 e venerdì 5 settembre, ore 21, Serra Madre)
ingresso a pagamento
KIT / Spazi di futuro di Micce / Francesca Penzo & Mariagiulia Serantoni (sabato 6 settembre ore 17 e ore 18, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna)
The Nothing Island di Fabrizio Favale & First Rose (sabato 6 e domenica 7 settembre ore 20.30 e ore 21, ex Chiesa di San Mattia)
Sogni al campo, un attraversamento di AZIONIfuoriPOSTO / Filippo Porro (domenica 7 settembre ore 17.15 e ore 18.45)
ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a danzaurbana.prenotazioni@gmail.com
I biglietti per gli spettacoli a pagamento sono acquistabili: online su www.boxerticket.it a partire dal 28 agosto nei luoghi di spettacolo: la biglietteria apre 1 ora prima dell’inizio degli eventi.
Biglietti
intero € 7,00
ridotto € 4,00 (Studenti Università di Bologna, under 24, over 65)
*Nella comunicazione scritta, Danza Urbana ha scelto di utilizzare le parole tronche e le circonlocuzioni per riferirsi a persone di cui non conosce l’identità di genere, o che sappiamo non riconoscersi nel binarismo o per includere le pluralità.
INFO
WEB danzaurbana.eu/festival
MAIL info@danzaurbana.it
FB FestivalDanzaUrbana
IG festivaldanzaurbana
Il Festival è promosso e curato da
Danza Urbana ETS
via Marsala 6, 40126 Bologna
www.danzaurbana.eu
Direzione artistica e coordinamento Massimo Carosi
Direzione di produzione e organizzazione Luca Nava
Produzione e organizzazione Giorgia Papa
Assistenti di produzione Martina Antonelli, Riccardo Mercuri, Giada Nucibella, Francesca Papa, Martina Rossi, Sergio Scarlatella
Comunicazione e social media Silvia Albanese
Ufficio stampa Luciana Apicella
Progetto grafico Claudio Beretta
Web content editing Luisa Costa
Video Fabio Melotti
Coordinamento tecnico e service Giovanni Elkan – Aquarius Service
Tirocinanti Paula Morara, Martina Spangher
Volontar Laila Amadiaze, Maria Gabriela Ciavatta, Letizia De Mase, Mark William Habib GadElSayed, Viola Bonechi
UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE all’Ingegner Luigi Carosi
Comunicato Stampa
Ufficio stampa
Luciana Apicella m. 3357534485 luciana.apicella@gmail.com
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