Comunicato Stampa

Rifugio Segavecchia di Lizzano in Belvedere (BO) – Vivere e lavorare in Appennino – L’Appennino è casa mia”

“SENTIERI DI FUTURO”:  PROSPETTIVE DI VITA E LAVORO IN APPENNINO NEL QUARTO INCONTRO DEL CICLO  “VIVERE E LAVORARE IN APPENNINO – L’APPENNINO È CASA MIA” PER CONOSCERE LA MONTAGNA, I SUOI ABITANTI, LE SUE OPPORTUNITÀ

Sabato 19 luglio appuntamento al Rifugio Segavecchia di Lizzano,  gestito dalla Cooperativa Madreselva, formata da giovani provenienti per lo più dalla città che si occupano dal 2012 di attività di ecoturismo e divulgazione ambientale, per discutere di cura e valorizzazione dei territori montani, che sempre più diventano, per le conseguenze dei cambiamenti climatici, possibili destinazioni per progetti di vita e lavoro,  come è accaduto ai giovani Viticoltori Alto Appennino Emiliano, che dal 2018 coltivano vigne in altura per sperimentarne il potenziale nei territori montani.

Il futuro sarà in montagna? Le temperature roventi che negli ultimi anni si registrano nelle grandi città, con i disagi e i rischi, anche per la salute, da esse derivanti, spingono a pensare alla montagna come possibile rifugio climatico, non solo temporaneo. Ma gli ecosistemi montani sono particolarmente fragili ed esposti ai cambiamenti climatici: per questo la sfida del neo popolamento delle aree Appenniniche non può prescindere da adeguati strumenti di salvaguardia del territorio. La natura, specialmente quella montana, resta il più potente strumento di contrasto all’aumento delle temperature e per la mitigazione del clima, per la sua capacità di immagazzinamento della CO2, per la ricchezza di materie prime che possono diventare risorsa strategica di sostegno alle comunità locali.

Di cura e valorizzazione del patrimonio naturale dell’Appennino bolognese si parlerà sabato 19 luglio alle ore 10.00 al Rifugio Segavecchia di Lizzano in Belvedere, all’interno del Parco Naturale del Corno alle Scale, in “Sentieri di futuro”, quarto incontro del ciclo “Vivere e lavorare in Appennino – L’Appennino è casa mia”, progetto promosso dalla Città metropolitana e dal Comune di Bologna in programma fino a novembre, rivolto a studenti, famiglie, professionisti e lavoratori – con un’attenzione speciale ai profili ad alta specializzazione – intenzionati a trasferirsi sui nostri Appennini. Un incontro che pone al centro la conoscenza del territorio e l’incontro con chi lo abita e lo anima attraverso attività artigianali, imprenditoriali, ricettive volte alla valorizzazione degli spazi e degli interessi locali, a cominciare proprio dalle attività del Rifugio Segavecchia, che dal 2012 è gestito dalla Cooperativa Madreselva, formata per lo più da giovani – nuovi abitanti provenienti dalla città – impegnati nei settori dell’ecoturismo, dell’escursionismo, nella ricerca scientifica naturalistica e nell’educazione e divulgazione ambientale.

La tavola rotonda, moderata dalla Sindaca di Lizzano in Belvedere Barbara Franchi, dal vice Sindaco Paolo Piacenti e da Francesca Marchi, referente dell’Area Cultura e Turismo dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e per il Tavolo Turistico Metropolitano dell’Appennino, oltre che coordinatrice del distretto culturale Montagna, vedrà alternarsi le voci di imprenditori e nuovi abitanti che condivideranno la loro esperienza di vita e lavoro in Appennino e di operatori delle agenzie immobiliari locali che approfondiranno l’aspetto del mercato abitativo del territorio. Tra i protagonisti Francesco Penazzi, classe 1986, che assieme ad alcuni amici e colleghi ha dato vita al progetto Viticoltori Alto Appennino Emiliano a Rocca Corneta, ai piedi del Corno alle Scale. Partiti oltre 10 anni fa con la produzione di sementi biologiche di colture ortive ed ornamentali, nel 2018 hanno messo a dimora 4 ettari di vigna per sperimentare il loro potenziale nella zona: l’altitudine (500 – 900 mt) e il forte sbalzo termico tra giorno e notte hanno creato le condizioni ideali per ottenere vini con un bouquet aromatico complesso e struttura. “Stiamo già lavorando alla trasformazione di edifici già esistenti in spazi che entro due anni ospiteranno la nuova cantina, il magazzino e renderanno possibile un controllo più fine della fase di vinificazione e maturazione del vino – racconta Francesco. – Abbiamo un debito verso questi luoghi, e le persone che ci hanno accolto, e vorremmo continuare a promuovere l’insediamento dei nuovi arrivati e puntare verso uno sviluppo sostenibile e dinamico, uscendo dal binomio abbandono vs. borghificazione”.

Al termine dell’incontro sarà possibile partecipare a un pranzo presso il Rifugio per poi partire con una breve escursione alla scoperta delle bellezze naturali della zona.

Una giornata, quella del 19 luglio a Lizzano, che prosegue al Rifugio Segavecchia alle ore 16.00 con il laboratorio dedicato al riconoscimento delle erbe spontanee (su prenotazione a questo link), e a Monteacuto alle Alpi, a pochi chilometri di distanza, con la Festa del Ciaccio, dedicata a uno dei piatti tipici della zona, il “ciaccio”, a base di farina di castagne.

Nove sono gli appuntamenti del ciclo “Vivere e lavorare in Appennino – L’Appennino è casa mia in programma tra Bologna (negli spazi di BIS Bologna Innovation Square, Piazza Liber Paradisus 14) e i Comuni montani: tra momenti di dialogo e networking, tavole rotonde, formazione, workshop e visite sul territorio, gli incontri daranno una visione delle opportunità legate alla vita in Appennino, esplorando  i temi legati al Vivere (servizi, welfare, casa), al Lavorare (talenti, imprese, opportunità, auto imprenditorialità), alla Cultura (ricerca artistica, rassegne culturali e rigenerazione di spazi) e al Benessere (turismo, benessere, ambiente e scoperta del territorio).

Il progetto “Vivere e lavorare in Appennino – L’Appennino è casa mia” si inserisce nell’ambito delle politiche di valorizzazione del territorio montano, nel quadro dell’attività dello Sportello Vivere e lavorare in Appennino di BIS Bologna Innovation Square, che quotidianamente offre un servizio di promozione e supporto alla nuova residenzialità e allo sviluppo sostenibile nel territorio montano, sia con uno sportello fisico attualmente attivo nel Comune di Castiglione dei Pepoli e in procinto di trasferirsi nella sede del Centro di Ricerche ENEA del Brasimone, sia attraverso incontri online o in presenza.

“Vivere e lavorare in Appennino – L’Appennino è casa mia” è gestito dalla Città metropolitana di Bologna nell’ambito del progetto “Rete Metropolitana per la Conoscenza La Grande Bologna” inserito nella linea progettuale «Piani Integrati – M5C2 – Investimento 2.2» del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

L’iniziativa si inscrive inoltre nel perimetro più ampio delle attività portate avanti dalla Città metropolitana di Bologna ed è supportata dal dialogo con progetti in essere quali “Insieme per il lavoro”, “Progetti di Impresa”, “Bologna for Talent” e dalle opportunità relative ai diversi bandi che hanno coinvolto in questi anni il nostro Appennino.

Tutte le informazioni sono reperibili sul sito www.bolognainnovationsquare.it
Ufficio stampa MEC&Partners per Città metropolitana di Bologna
Patrizia Semeraro m. 3476867629 patrizia.semeraro@mec-partners.it
Luciana Apicella m. 3357534485 luciana.apicella@mec-partners.it

Foto in evidenza Lizzano_Ph.Grabiele Obino

Tutti i diritti riservati © 2025 – Email: nonsolomodanews@gmail.com

You Might Also Like

No Comments

    Leave a Reply