Intervista Modella

Dalla Calabria all’Emilia-Romagna: il viaggio di Valentina Irrera tra sociale, fotografia e nuovi sogni

Nonsolomodanews ha il piacere di presentare ai propri lettori Valentina Irrera. Dalla Calabria all’Emilia-Romagna, passando per esperienze di vita, lavoro e fotografia: il racconto autentico di una donna che ha saputo reinventarsi senza mai perdere il legame con le proprie radici. Valentina Irrera unisce sensibilità, determinazione e spirito altruista in un percorso che l’ha portata a costruire la propria identità tra il sociale e il mondo dell’immagine. In questa intervista ci parla della sua storia, delle passioni che animano il suo cammino, delle sfide affrontate e dei progetti che guarda con fiducia per il futuro.

Valentina, raccontaci qualcosa di te: come descriveresti il tuo percorso dalle tue origini calabresi fino alla vita che conduci oggi in Emilia-Romagna? “Sono nata a Reggio Calabria, una città che ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita. Ho origini meridionali da parte di entrambi i genitori. Nel 2016 mi sono trasferita al Nord grazie a mio padre, che ha vissuto gran parte della sua vita tra Firenze e la sua provincia. Ho un carattere intraprendente e condivido con lui la passione per i viaggi. In parte, è qui che ho trovato la mia strada. Ho anche un legame con l’Emilia-Romagna attraverso i miei zii, originari di Parma, che venivano spesso a trovarci quando ero bambina.”

Quanto hanno influito le tue radici calabresi sulla tua personalità e sul tuo modo di affrontare la vita? “Nel mio modo di vivere amo la tranquillità della casa, il piacere di sentirsi protetti. Oggi anche uscire per realizzare un servizio fotografico può comportare un certo livello di ansia sociale. C’è sempre il rischio di incontrare persone che cercano qualcosa di diverso da un semplice rapporto professionale. Mi ritengo però brava a selezionare le collaborazioni e questo fa parte del mestiere. Mio padre è stato restauratore e consulente tecnico di restauro presso i Musei Vaticani. Mi emozionano le lunghe camminate, amo indossare i leggings e credo che la spontaneità sia il mio tratto distintivo. In Emilia-Romagna mi sono inserita subito nel mondo del lavoro.”

Trasferirsi e vivere in Emilia-Romagna ti ha cambiata sotto il profilo umano e professionale? In che modo? “Dal punto di vista umano ho riscoperto il valore dell’ascolto. Il mio lavoro come OSS è diventato una parte importante della mia vita e rappresenta pienamente il mio spirito altruista.”

Quando hai capito che il mondo della moda e della fotografia poteva diventare una parte importante della tua vita? “Ho iniziato a posare all’età di 30 anni, partecipando a un fotoraduno con una quindicina di fotografi. Da allora ho realizzato circa 10.000 fotografie attraverso numerosi shooting. I generi che ho praticato maggiormente sono urban, casual e glamour.”

Hai partecipato a diversi concorsi e shooting fotografici. Qual è stata l’esperienza che ricordi con maggiore emozione e perché? “Sono stata ritratta a matita dall’artista Simone Zanellato. È stata un’emozione speciale vedermi rappresentata in modo autentico su carta. Simone è una persona corretta e straordinaria. Nutro inoltre un grande interesse per la pittura, la fotografia e il disegno.”

Nel corso della tua carriera, quale sfida hai dovuto affrontare per affermarti e come sei riuscita a superarla? “Le sfide nella vita sono state numerose. Mi sono trasferita più volte, da Firenze a Ferrara, fino all’attuale trasferimento in provincia. Durante il periodo della pandemia da Covid-19 mi sono spostata molto alla ricerca di opportunità lavorative. Ho vissuto anche a Bologna e successivamente in Veneto, ai lidi di Comacchio. Oggi mi sono fermata e mi sto concedendo un periodo di riposo dopo sette anni e mezzo di lavoro. Autoaffermarsi richiede energie e sacrifici che, a volte, è necessario recuperare. È una scelta personale: seguo i miei tempi, perché ognuno ha il proprio percorso. Affronto i cambiamenti con resilienza, consapevole che fanno parte della vita.”

C’è uno shooting o un progetto fotografico che senti particolarmente rappresentativo della tua personalità? “Uno degli shooting che ricordo con maggiore piacere è quello realizzato il giorno dell’Immacolata del 2025 con Daniele Traversari. Per l’occasione indossavo una maxi maglia e un cappello a tema natalizio, perché amo vestirmi in modo originale e particolare. Il Natale mi trasmette gioia e adoro l’atmosfera creata dalle luci festive. Definisco il mio stile casual con influenze minimal chic e mi piace cambiare spesso mood.”

Quanto conta oggi la presenza sui social media per una modella e come vivi il rapporto con il tuo pubblico? “Il rapporto con il pubblico esiste, anche se per me non riveste una grande importanza sotto il profilo mediatico. Preferisco condividere le gioie più importanti con la mia famiglia e sono presente sui social solo saltuariamente. Mi considero indipendente da questi strumenti, pur riconoscendo l’importanza che il commercio digitale ha assunto per le aziende. Ringrazio tutte le persone che mi seguono da anni. Prima di tutto mi considero una professionista del sociale e mi piace essere riconosciuta come una donna impegnata nel settore sanitario. Credo che i social vadano aggiornati, ma non riempiti continuamente di fotografie. Spesso disattivo le notifiche e mi concedo periodi di pausa anche dal panorama artistico.”

Quali consigli daresti a una ragazza che sogna di entrare nel mondo della moda partendo da una realtà di provincia? “A chi desidera intraprendere un percorso nel mondo della moda consiglio di non lasciarsi condizionare dai vecchi stereotipi e di non seguire passivamente le tendenze. È importante reinventarsi e costruire la propria identità. Con un pizzico di ironia, suggerisco anche di trasferirsi in una città che offra maggiori opportunità.”

Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi e i progetti che vorresti realizzare nei prossimi anni? “Guardando al mio futuro, spero di conseguire il diploma in Enogastronomia e Accoglienza entro i prossimi due anni. Tra i miei progetti c’è anche quello di aumentare le ore di lavoro come OSS.”

Se dovessi descrivere Valentina Irrera con tre parole, quali sceglieresti e perché? “Tre aggettivi per descrivermi? Sensibile, una qualità affinata attraverso le difficoltà della vita; intelligente, intesa come capacità di riflettere e comprendere, e resiliente, perché ho imparato ad affrontare e superare ogni cambiamento con determinazione.”

Bruno Angelo Porcellana

Le fotografie sono state fornite da Valentina Irrera. I diritti appartengono ai fotografi che le hanno scattate.
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