{"id":32694,"date":"2026-10-02T10:41:11","date_gmt":"2026-10-02T10:41:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/?p=32694"},"modified":"2026-10-02T10:41:11","modified_gmt":"2026-10-02T10:41:11","slug":"il-monitor-for-circular-fashion-sda-bocconi-e-cna-federmoda-tornano-a-bruxelles-dalla-responsabilita-condivisa-alle-alleanze-di-filiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/il-monitor-for-circular-fashion-sda-bocconi-e-cna-federmoda-tornano-a-bruxelles-dalla-responsabilita-condivisa-alle-alleanze-di-filiera\/","title":{"rendered":"Il \u201cMonitor for Circular Fashion\u201d SDA Bocconi e CNA Federmoda tornano a Bruxelles: dalla responsabilit\u00e0 condivisa alle alleanze di filiera"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/DSC00163-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-32696 alignleft\" src=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/DSC00163-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/DSC00163-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/DSC00163-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/DSC00163-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/DSC00163-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/DSC00163-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/DSC00163-1080x720.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A pochi mesi dall\u2019entrata in vigore del divieto di distruzione dei prodotti tessili e calzaturieri invenduti previsto dal Regolamento europeo sull\u2019ecodesign (ESPR), il <strong>Monitor for Circular Fashion (M4CF)<\/strong> di <strong>SDA Bocconi e CNA Federmoda sono tornati al Parlamento Europeo<\/strong> per un dialogo sui temi della circolarit\u00e0 nel settore moda, un\u2019occasione resa possibile dalla Sede di Bruxelles della CNA, e che si inserisce nell\u2019attivit\u00e0 di advocacy della medesima, volta a portare le istanze delle imprese al centro del confronto con le istituzioni europee. Il tutto in un settore in cui circa il 96% delle imprese \u00e8 costituito da micro e piccole imprese, e che tra il 2009 e il 2025 ha perso il 26,5% del proprio tessuto imprenditoriale.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il 30 settembre il M4CF SDA Bocconi e CNA Federmoda hanno organizzato l\u2019evento \u201cEconomia circolare e moda \u2013 Presentazione del Monitor for Circular Fashion Manifesto 2026\u201d, ospitato dall\u2019Onorevole Flavio Tosi, membro della Commissione ENVI del Parlamento Europeo, che nel suo saluto ha sottolineato l\u2019importanza di rendere omogeneo il sistema affinch\u00e8 le stesse regole valgano per tutti i prodotti immessi sul mercato europeo. Tra i punti salienti emersi dalla discussione pomeridiana, la necessit\u00e0 di un level playing field tra produzioni europee e importazioni, di affrontare l\u2019invenduto <strong>a partire dalla programmazione e dalla condivisione dei dati<\/strong>, e di <strong>trasformare la responsabilit\u00e0 condivisa in alleanze strategiche tra brand e imprese della filiera<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In apertura dei lavori <strong>Alessia Musumarra, Responsabile di CNA Bruxelles<\/strong>, ha richiamato il percorso avviato lo scorso anno con il M4CF, mentre nella sua introduzione <strong>Antonio Franceschini, Responsabile nazionale di CNA Federmoda<\/strong>, ha sottolineato: \u201c<strong>Le nostre imprese non chiedono di essere escluse dalla transizione, ma di esserne protagoniste. Il sistema moda italiano si regge su migliaia di laboratori, terzisti e piccole imprese che custodiscono competenze uniche: senza di loro non c\u2019\u00e8 Made in Italy, e non c\u2019\u00e8 economia circolare.<\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A presentare il <strong>Circular Fashion Manifesto 2026<\/strong> \u00e8 stata <strong>Francesca Romana Rinaldi, direttrice del M4CF SDA Bocconi<\/strong>. L\u2019edizione 2026 introduce una prospettiva di futures e foresight e propone un framework per la gestione dell\u2019invenduto articolato in 28 strategie con relativi KPI, per fissare obiettivi concreti e misurarne l\u2019attuazione lungo tutta la catena del valore: dall\u2019ecodesign alla scelta delle materie prime, dalla produzione alla logistica, fino alla vendita e al fine vita. Il workshop di futures literacy ha individuato le principali barriere, ossia i vuoti informativi, le responsabilit\u00e0 frammentate, gli squilibri di potere e la lontananza dall\u2019approccio ecodesign, e i fattori abilitanti: innovazione tecnologica, dati interoperabili, partnership di filiera pi\u00f9 solide, formazione e sensibilizzazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cIl divieto di distruzione dei prodotti invenduti, entrato in vigore il 19 luglio 2026, \u00e8 una priorit\u00e0 urgente per il settore. La raccolta e la condivisione dei dati, insieme alle partnership di filiera, sono alla base di qualsiasi strategia efficace per prevenire e gestire l\u2019invenduto. Il futuro della moda dipender\u00e0 dalla nostra capacit\u00e0 di tradurre queste strategie in modelli di business circolari che prolunghino la vita dei prodotti, rafforzino la responsabilit\u00e0 condivisa e accrescano la competitivit\u00e0 e la resilienza dell\u2019intero settore\u201d, ha dichiarato Rinaldi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il framework combina una serie di macro-strategie, tra cui la razionalizzazione dell\u2019offerta, la rivendita, la donazione, la riparazione, l\u2019upcycling, il riuso, con strategie specifiche e indicatori (KPIs), per aiutare le imprese a monitorare e ridurre l\u2019invenduto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I risultati dei tavoli di lavoro del Monitor sono stati illustrati da Marco Guazzoni (Vibram), Dario Casalini (Maglificio Po \u2013 Oscalito 1936), Simon Giuliani (Candiani Denim), Francesca Pilla (BIP) e Silvia Vela (Bip.Verco Sustainability), con esperienze e approcci alla circolarit\u00e0 provenienti da diversi punti della filiera.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per CNA Federmoda il divieto introduce un cambio di paradigma: l\u2019invenduto non \u00e8 pi\u00f9 un costo da eliminare, ma una risorsa da reinserire nella filiera. E se l\u2019invenduto torna nella filiera, torna da chi produce. Gi\u00e0 oggi, tra gli associati CNA, i brand committenti tornano dai loro fornitori per progettare insieme nuovi modi di rimettere sul mercato i prodotti rimasti in magazzino: rifabbricandoli, trasformandoli, ridando loro valore. \u201c<strong>Un anno fa chiedevamo di passare dal controllo alla corresponsabilit\u00e0, oggi facciamo un passo in pi\u00f9: dalla corresponsabilit\u00e0 alle alleanze. Non dobbiamo inventare una nuova filiera da zero, ma riconoscere quella che gi\u00e0 esiste nelle nostre imprese, organizzarla, darle continuit\u00e0 e farla crescere. Senza volumi e tempi prevedibili una piccola impresa non pu\u00f2 investire: servono accordi stabili tra brand e filiera, reti territoriali e formazione. E serve estendere il diritto alla riparazione alla moda, perch\u00e9 per il nostro mondo artigiano sostenibilit\u00e0 significa prima di tutto durabilit\u00e0<\/strong>\u201d, ha dichiarato <strong>Caterina Mazzei, Referente economia circolare e sostenibilit\u00e0 di CNA Federmoda<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il quadro normativo europeo \u00e8 stato al centro del keynote di <strong>Stefano Soro, Capo Unit\u00e0 Sustainable Products &amp; Textiles della DG GROW della Commissione Europea<\/strong>, dedicato all\u2019ESPR e ai settori tessile, abbigliamento, pelle e calzature (TCLF), e articolato attorno a tre concetti chiave: ambizione, impatto, e level playing field. Soro ha presentato l\u2019ESPR come uno strumento di politica industriale per il mercato unico, ricordando come la tassa sui pacchi a basso valore unitario provenienti da Paesi extra-EU abbia gi\u00e0 prodotto una riduzione delle importazioni fino al 40%. Ha inoltre anticipato che il futuro EU Product Act modernizzer\u00e0 il quadro esistente, soprattutto sul fronte dei controlli doganali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nella discussione moderata da Alessia Musumarra sono intervenuti Giorgia Di Giovanni (Divisione III, Direzione generale per la politica industriale, la riconversione e la crisi industriale, l\u2019innovazione, le PMI e il Made in Italy \u2013 MIMIT), che ha illustrato il lavoro del tavolo nazionale sull\u2019ecodesign costituito presso il Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica (MASE); Mauro Scalia (Director Sustainable Businesses, EURATEX), sulla posizione dell\u2019industria europea su ESPR e passaporto digitale di prodotto; Edoardo De Paola (Segretario Generale, COTANCE), sulle informazioni del passaporto digitale rilevanti per il comparto pelle e calzature ha sottolineato che, prima della definizione puntuale dello stesso, \u00e8 necessaria una definizione a livello europeo del termine \u201cpelle\u201d, gi\u00e0 in vigore in italia; Mariagrazia Berardi (EEN Project Manager per CNA Lombardia) ha presentato la rete Enterprise Europe Network come supporto informativo e formativo per aiutare imprese e operatori del mercato a prendere decisioni consapevoli; e Catherine Fragnay (SMEunited) si \u00e8 concentrata sulla necessit\u00e0 di garantire condizioni eque alle piccole imprese nei sistemi di responsabilit\u00e0 estesa del produttore (EPR), sul ruole dei circularity Hub, e sulle aspettative per il Circular Economy Act.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le conclusioni sono state affidate a Francesca Romana Rinaldi e a <strong>Gessica Lombardi, Presidente Nazionale di CNA Moda Calzature Pelletterie e Pellicerie<\/strong>: \u201c<strong>La transizione circolare pu\u00f2 diventare una grande opportunit\u00e0 industriale e occupazionale per il Made in Italy, a condizione che sia sostenibile anche economicamente per chi produce. Riparazione, rigenerazione e upcycling possono diventare un nuovo mercato per le nostre imprese: alle istituzioni chiediamo di costruire insieme a noi le condizioni perch\u00e9 questo accada.<\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Manifesto 2026 rappresenta l\u2019ultima tappa di un percorso avviato nel 2021 con il primo Pledge all\u2019UNECE e proseguito con l\u2019impegno dei partner del Monitor su tracciabilit\u00e0, trasparenza, sostenibilit\u00e0 e circolarit\u00e0, formalizzato anche in un Pledge alla DG GROW della Commissione Europea e pubblicato sulla <strong>EU Textiles Ecosystem Platform<\/strong>. Il Monitor ha inoltre contribuito alle consultazioni del JRC, portando la prospettiva del settore moda nel dibattito europeo in corso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questa iniziativa conferma l\u2019impegno del Monitor for Circular Fashion SDA Bocconi e di CNA Federmoda nel <strong>favorire un dialogo strutturato tra imprese della filiera e policy maker europei<\/strong>, affinch\u00e9 le nuove regole siano calibrate sulle reali caratteristiche dei sistemi produttivi e la transizione circolare diventi un fattore di competitivit\u00e0 per tutto il settore moda.<\/p>\n<p>passaporto digitale rilevanti per il comparto pelle e calzature ha sottolineato che, prima della definizione puntuale dello stesso, \u00e8 necessaria una definizione a livello europeo del termine \u201cpelle\u201d, gi\u00e0 in vigore in italia; Mariagrazia Berardi (EEN Project Manager per CNA Lombardia) ha presentato la rete Enterprise Europe Network come supporto informativo e formativo per aiutare imprese e operatori del mercato a prendere decisioni consapevoli; e Catherine Fragnay (SMEunited) si \u00e8 concentrata sulla necessit\u00e0 di garantire condizioni eque alle piccole imprese nei sistemi di responsabilit\u00e0 estesa del produttore (EPR), sul ruole dei circularity Hub, e sulle aspettative per il Circular Economy Act.<\/p>\n<p>Le conclusioni sono state affidate a Francesca Romana Rinaldi e a Gessica Lombardi, Presidente Nazionale di CNA Moda Calzature Pelletterie e Pellicerie: \u201cLa transizione circolare pu\u00f2 diventare una grande opportunit\u00e0 industriale e occupazionale per il Made in Italy, a condizione che sia sostenibile anche economicamente per chi produce. Riparazione, rigenerazione e upcycling possono diventare un nuovo mercato per le nostre imprese: alle istituzioni chiediamo di costruire insieme a noi le condizioni perch\u00e9 questo accada.\u201d<\/p>\n<p>Il Manifesto 2026 rappresenta l\u2019ultima tappa di un percorso avviato nel 2021 con il primo Pledge all\u2019UNECE e proseguito con l\u2019impegno dei partner del Monitor su tracciabilit\u00e0, trasparenza, sostenibilit\u00e0 e circolarit\u00e0, formalizzato anche in un Pledge alla DG GROW della Commissione Europea e pubblicato sulla EU Textiles Ecosystem Platform. Il Monitor ha inoltre contribuito alle consultazioni del JRC, portando la prospettiva del settore moda nel dibattito europeo in corso.<\/p>\n<p>Questa iniziativa conferma l\u2019impegno del Monitor for Circular Fashion SDA Bocconi e di CNA Federmoda nel favorire un dialogo strutturato tra imprese della filiera e policy maker europei, affinch\u00e9 le nuove regole siano calibrate sulle reali caratteristiche dei sistemi produttivi e la transizione circolare diventi un fattore di competitivit\u00e0 per tutto il settore moda.<\/p>\n<p>Comunicato Stampa<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Ufficio Stampa CNA \u2013 Federmoda<br \/>\nTutti i diritti riservati \u00a9 2026 \u2013 Email: nonsolomodanews@gmail.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A pochi mesi dall&rsquo;entrata in vigore del divieto di distruzione dei prodotti tessili e calzaturieri invenduti previsto dal Regolamento europeo sull&rsquo;ecodesign (ESPR), il Monitor for Circular Fashion (M4CF) di SDA Bocconi e CNA Federmoda sono tornati al Parlamento Europeo per un dialogo sui temi della circolarit&agrave; nel settore moda, un&rsquo;occasione resa possibile dalla Sede di Bruxelles della CNA, e che si inserisce nell&rsquo;attivit&agrave; di advocacy della medesima, volta a portare le istanze delle imprese al centro del confronto con le istituzioni europee. 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