{"id":32672,"date":"2026-10-02T09:47:27","date_gmt":"2026-10-02T09:47:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/?p=32672"},"modified":"2026-10-02T09:47:27","modified_gmt":"2026-10-02T09:47:27","slug":"arnaldo-pomodoro-un-racconto-fotografico-a-cura-di-andrea-tinterri-e-ilaria-sgaravatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/arnaldo-pomodoro-un-racconto-fotografico-a-cura-di-andrea-tinterri-e-ilaria-sgaravatto\/","title":{"rendered":"Arnaldo Pomodoro, un racconto fotografico &#8211; A cura di Andrea Tinterri e Ilaria Sgaravatto"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_32674\" style=\"width: 252px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Disco-solare_-1989-1990_Foto-Aurelio-Barbareschi-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32674\" class=\"size-medium wp-image-32674\" src=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Disco-solare_-1989-1990_Foto-Aurelio-Barbareschi-242x300.jpg\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Disco-solare_-1989-1990_Foto-Aurelio-Barbareschi-242x300.jpg 242w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Disco-solare_-1989-1990_Foto-Aurelio-Barbareschi-825x1024.jpg 825w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Disco-solare_-1989-1990_Foto-Aurelio-Barbareschi-768x953.jpg 768w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Disco-solare_-1989-1990_Foto-Aurelio-Barbareschi-1237x1536.jpg 1237w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Disco-solare_-1989-1990_Foto-Aurelio-Barbareschi-1650x2048.jpg 1650w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Disco-solare_-1989-1990_Foto-Aurelio-Barbareschi-1080x1341.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32674\" class=\"wp-caption-text\"><\/span> <span style=\"color: #000000;\">Disco-solare_-1989-1990_Foto-Aurelio-Barbareschi<\/span><\/p><\/div>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Sabato 10 ottobre 2026 alle ore 18.00<\/strong>, al <strong>Castello Campori di Soliera<\/strong> inaugura la mostra <strong><em>Arnaldo Pomodoro, un racconto fotografico<\/em><\/strong>, curata da <strong>Andrea Tinterri e Ilaria Sgaravatto<\/strong>. L\u2019iniziativa, promossa dalla <strong>Fondazione Campori<\/strong> e dal <strong>Comune di Soliera<\/strong>, \u00e8 realizzata in collaborazione con la <strong>Fondazione Arnaldo Pomodoro<\/strong>, con il contributo della <strong>Regione Emilia-Romagna<\/strong> e della <strong>Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi<\/strong>, e con il sostegno di due sponsor, <strong>Veca<\/strong> ed <strong>Euromat Srl<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><!--more--><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In occasione del <strong>centenario della nascita dell\u2019artista<\/strong>, <strong>che vede la sua opera al centro di numerose iniziative, questa mostra sceglie una <\/strong><strong>prospettiva inedita<\/strong><strong>, affidando alla fotografia il compito di raccontarne l\u2019opera e la ricerca.<\/strong> Al centro dell\u2019esposizione \u00e8 il <strong>patrimonio fotografico dell\u2019archivio della Fondazione Arnaldo Pomodoro<\/strong>, presentato per la prima volta attraverso una selezione di <strong>cento stampe originali<\/strong>, realizzate tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta. In dialogo con <strong>tre significative opere scultoree<\/strong> \u2014 <em>Disco solare <\/em><em>(1989-1990) e gli studi per<\/em> <em>Progetto per il nuovo cimitero di Urbino<\/em> (1973) e <em>The Pietrarubbia group<\/em> (1975) \u2014 gli scatti di<strong> Ugo Mulas, Maria Mulas, <\/strong><strong>Mario Dondero, Carlo Orsi, Gianfranco Gorgoni, Giuseppe Pino, Paolo Monti e Ted Drzyzga<\/strong> restituiscono non solo la trasformazione della materia nel processo creativo, ma anche il <strong>rapporto con lo spazio pubblico e con quello espositivo di gallerie e altre istituzioni<\/strong> che nel tempo hanno accolto il lavoro di Arnaldo Pomodoro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ne sono un esempio le fotografie di <strong>Ugo Mulas<\/strong> dedicate alla mostra <em>Una scultura nella strada<\/em> del 1970, nella piazzetta della Libreria Internazionale Einaudi a Milano, dove alcuni bambini, giocando con l\u2019opera, sembrano riattivarla e trasformarla in uno spazio abitabile, restituendone pienamente il carattere anti monumentale. Un rapporto altrettanto diretto col pubblico emerge negli scatti di <strong>Giuseppe Pino<\/strong> realizzati in occasione della prima mostra antologica dell\u2019artista alla Rotonda della Besana nel 1974: <strong>anche qui, sono soprattutto i pi\u00f9 giovani a essere ritratti in un rapporto spontaneo con le sculture, che entrano cos\u00ec a far parte di un\u2019esperienza quotidiana e famigliare, affrancandosi dal severo rigore del monumento.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il <strong>racconto fotografico<\/strong> non si limita tuttavia alla relazione tra le opere e i luoghi che le accolgono, ma <strong>segue anche l\u2019intero processo creativo<\/strong>, soffermandosi sulla metamorfosi della materia e sul suo progressivo divenire opera. Dall\u2019archivio emerge infatti la volont\u00e0 costante dell\u2019artista di <strong>documentare per immagini il proprio lavoro di scultore in tutte le sue fasi<\/strong>: dalla modellazione alla lavorazione in fonderia, fino alla collocazione dell\u2019opera nello spazio pubblico. Una sequenza di passaggi che la fotografia non si limita a registrare, ma contribuisce a restituire come parte integrante del processo creativo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong><em>Arnaldo Pomodoro, un racconto fotografico <\/em><\/strong>costruisce un percorso per <strong>nuclei tematici<\/strong>, <strong>dedicati a opere specifiche<\/strong>, dando vita a micro-narrazioni che si intrecciano alla cronologia del lavoro. \u00c8 il caso delle fotografie di <strong>Ugo Mulas<\/strong> del 1967-1968, che documentano lo sviluppo di <em>Grande disco<\/em> (1965-1968), o delle immagini di <strong>Carlo Orsi<\/strong> dei primi anni Novanta dedicate a <em>Moto terreno solare<\/em> (1989-1994) a Marsala, dove la scultura appare progressivamente depositarsi nel paesaggio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Di particolare interesse sono inoltre alcuni <strong>grandi album fotografici<\/strong> <strong>mai esposti prima<\/strong>, con immagini selezionate e ordinate dallo stesso Pomodoro, che testimoniano la <strong>costruzione di una precisa identit\u00e0<\/strong> e, al tempo stesso, una <strong>consapevole rilettura della propria ricerca<\/strong>: le fotografie ripercorrono gran parte del lavoro dello scultore, dal 1954 al 1970, componendo una sorta di autobiografia per immagini e restituendo una puntuale revisione della sua pratica artistica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La mostra costruisce cos\u00ec un <strong>racconto parallelo tra scultura e fotografia<\/strong>, dove quest\u2019ultima non si limita alla funzione documentaria, ma diventa un linguaggio capace di rivelare aspetti dell\u2019opera altrimenti invisibili. Gli sguardi dei diversi fotografi che nel tempo si sono avvicinati al lavoro di Arnaldo Pomodoro, pur muovendosi all\u2019interno di una traccia narrativa probabilmente prestabilita, mostrano come la fotografia non sia mai un linguaggio neutro, ma una forma di interpretazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A completare e ampliare il percorso sono tre <strong>opere di Arnaldo Pomodoro<\/strong>: <em>Progetto per il nuovo cimitero di Urbino<\/em> (1973), <em>Disco solare<\/em> (1989-1990) e lo studio per <em>The Pietrarubbia group<\/em> (1975). La scelta di presentare progetti e studi nasce dalla volont\u00e0 di mettere in relazione la dimensione fotografica con quello stesso stato di trasformazione che caratterizza il processo scultoreo: il moto perpetuo delle idee, la continua metamorfosi della materia, quel divenire che la scultura sembra interrompere solo apparentemente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La mostra sar\u00e0 accompagnata da <strong>visite guidate<\/strong> e <strong>percorsi laboratoriali<\/strong> rivolti a famiglie, giovani, adulti e alle scuole. Il progetto \u00e8 a cura del Dipartimento Educativo della Fondazione Arnaldo Pomodoro e della Ludoteca della Fondazione Campori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questo omaggio all\u2019artista prosegue l\u2019impegno del Comune di Soliera nella valorizzazione della sua opera, testimoniata anche dalla scultura <strong><em>Lancia di Luce II<\/em><\/strong> (1985), che dal 2025 definisce lo spazio pubblico di piazza Lusvardi antistante Castello Campori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong><em>Arnaldo Pomodoro, un racconto fotografico<br \/>\n<\/em><\/strong>A cura di <strong>Andrea Tinterri e Ilaria Sgaravatto<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">10 ottobre 2026 \u2013 10 gennaio 2027<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Castello Campori | Piazza Fratelli Sassi 2, Soliera (MO)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Mostra promossa da: Fondazione Campori e Comune di Soliera<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">In collaborazione con: Fondazione Arnaldo Pomodoro<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Con il contributo di: Regione Emilia-Romagna e Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Con il sostegno di: Veca ed Euromat Srl<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Conferenza stampa: 8 ottobre 2026, ore 11.00<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Opening: 10 ottobre 2026, ore 18.00<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Orari: sabato e domenica 10:00 &#8211; 13:00 \/ 14:30 &#8211; 19.30<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Ingresso: libero<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Sito web: <a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.solieracastelloarte.it\">www.solieracastelloarte.it<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Ufficio stampa<\/strong>: Irene Guzman | mail <a style=\"color: #000000;\" href=\"mailto:irenegzm@gmail.com\">irenegzm@gmail.com<\/a> | tel. +39 349 1250956<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Arnaldo Pomodoro<\/strong> nasce nel 1926 a Morciano di Romagna nel Montefeltro e vive la sua infanzia e la sua formazione a Pesaro. Nel 1954 si trasferisce a Milano, citt\u00e0 che in quel momento rappresentava il centro dei movimenti artistici di avanguardia e che l\u2019artista non lascer\u00e0 pi\u00f9 fino alla sua scomparsa nel 2025. Le sue opere sono presenti in spazi urbani e in parchi sculturali in Italia e all\u2019estero e nelle raccolte pubbliche pi\u00f9 importanti al mondo. Numerosissime sono le sue esposizioni: da quelle alla Rotonda della Besana di Milano nel 1974 e al Forte di Belvedere di Firenze nel 1984, fino a quelle a Parigi nei Giardini del Palais-Royal nel 2002 e nel centro cittadino di Lugano nel 2004; mostre itineranti si sono inoltre svolte in Europa, America, Australia e Giappone. Ha insegnato nei dipartimenti d\u2019arte della Stanford University, dell\u2019University of California a Berkeley e del Mills College a Oakland. Nel 1990 ha istituito a Pietrarubbia, nelle Marche, il Centro TAM (Trattamento Artistico dei Metalli), scuola di perfezionamento nella scultura, nel gioiello e nel design. Da sempre affianca alla scultura l\u2019opera di scenografo, svolta nei massimi teatri italiani ed europei. Tra i premi che gli sono stati conferiti spiccano quello nel 1963 alla Biennale di San Paolo, nel 1964 alla Biennale di Venezia, uno dei sei premi internazionali del Carnegie Institute nel 1967, e nel 1990 il Praemium Imperiale per la scultura istituito dalla Japan Art Association. Nel 1992 il Trinity College dell\u2019Universit\u00e0 di Dublino gli ha conferito la Laurea in Lettere <em>honoris causa<\/em> e nel 2001 l\u2019Universit\u00e0 di Ancona quella in Ingegneria edile &#8211; Architettura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il <strong>patrimonio fotografico dell\u2019archivio della Fondazione Arnaldo Pomodoro<\/strong> si estende per 55 metri lineari, contando pi\u00f9 di 45.000 stampe di vario formato, cui si aggiungono altri materiali fotografici quali negativi, fogli di provino e diapositive. La Fondazione Arnaldo Pomodoro, erede dell\u2019intero archivio dell\u2019artista, si impegna a rendere questo patrimonio accessibile al pi\u00f9 vasto pubblico attraverso il progetto dell\u2019<a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.fondazionearnaldopomodoro.it\/la-fondazione\/archivio-online\/\">Archivio online<\/a>, iniziato nel 2019 e gratuitamente consultabile sul sito della Fondazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La <strong>Fondazione Campori<\/strong> \u00e8 stata istituita nel 2010 per volont\u00e0 del Comune di Soliera con il compito di gestire i servizi e le attivit\u00e0 culturali e i servizi didattici e ludici rivolti ai bambini e agli adolescenti. La sua missione \u00e8 coinvolgere il territorio \u2013 soggetti pubblici e privati, agenzie educative, associazioni culturali e di promozione sociale ma anche semplici cittadini \u2013 nella progettazione e realizzazione dei progetti culturali. La Fondazione gestisce gli spazi pubblici culturali e ricreativi di Soliera: il centro polifunzionale Habitat, la biblioteca, la ludoteca, lo spazio giovani, la sala cinematografica e teatrale di Soliera, il Nuovo Cinema Teatro Italia. Supporta il lavoro delle associazioni e le sostiene economicamente, attraverso l\u2019erogazione di contributi, nell\u2019organizzazione di eventi e attivit\u00e0 culturali e nella realizzazione di doposcuola durante l\u2019anno scolastico e di campi gioco estivi. <a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.fondazionecampori.it\/\">www.fondazionecampori.it<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La <strong>Fondazione Arnaldo Pomodoro<\/strong> \u00e8 stata Istituita nel 1995 e opera secondo la volont\u00e0 di Arnaldo Pomodoro di creare un luogo aperto alla rilettura dell\u2019arte del Novecento e alla creativit\u00e0 dei giovani artisti, uno spazio collettivo di esperienza viva, che mira a un coinvolgimento, profondo e globale, con le persone e la societ\u00e0. La sua mission \u00e8 quella di promuovere iniziative di conservazione, valorizzazione, divulgazione scientifica ed educativa del patrimonio artistico e storico di Arnaldo Pomodoro e dell\u2019opera di artisti moderni e contemporanei, italiani ed internazionali.\u00a0<a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.fondazionearnaldopomodoro.it\">www.fondazionearnaldopomodoro.it<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #000000;\">Comunicato Stampa<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">Irene Guzman\u00a0\u00a0<a style=\"color: #000000;\" href=\"mailto:irenegzm@gmail.com\">irenegzm@gmail.com<\/a>\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Tutti i diritti riservati \u00a9 2026 \u2013 Email: nonsolomodanews@gmail.com<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 10 ottobre 2026 alle ore 18.00, al Castello Campori di Soliera inaugura la mostra Arnaldo Pomodoro, un racconto fotografico, curata da Andrea Tinterri e Ilaria Sgaravatto. 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