{"id":31330,"date":"2026-02-03T14:17:28","date_gmt":"2026-02-03T14:17:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/?p=31330"},"modified":"2026-02-03T14:17:28","modified_gmt":"2026-02-03T14:17:28","slug":"marco-glaviano-fashion-portraits","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/marco-glaviano-fashion-portraits\/","title":{"rendered":"Marco Glaviano | Fashion portraits"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/PHOTO-2026-01-30-21-53-54.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-31331 alignleft\" src=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/PHOTO-2026-01-30-21-53-54-300x212.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/PHOTO-2026-01-30-21-53-54-300x212.jpeg 300w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/PHOTO-2026-01-30-21-53-54-1024x724.jpeg 1024w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/PHOTO-2026-01-30-21-53-54-768x543.jpeg 768w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/PHOTO-2026-01-30-21-53-54-1080x764.jpeg 1080w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/PHOTO-2026-01-30-21-53-54.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In occasione di <strong>Arte Fiera Bologna 2026<\/strong>, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all\u2019arte moderna e contemporanea, Bologna si conferma crocevia culturale e luogo di confronto tra linguaggi, generazioni e visioni. In un contesto di alta concentrazione critica, curatoriale e collezionistica, la citt\u00e0 accoglie un progetto espositivo che dialoga con la storia della fotografia e l\u2019immaginario visivo globale, offrendo una riflessione sul ruolo dell\u2019immagine, del corpo e dello sguardo nella costruzione della cultura contemporanea.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Galleria Cavour<\/strong>, nel tratto di appartenenza a Gioia Martini, accoglie, presso le prestigiose sale di Palazzo Vass\u00e9 Pietramellara, una mostra dedicata a <strong>Marco Glaviano<\/strong>, fotografo italiano di fama internazionale, protagonista e testimone della fotografia glamour e di moda tra il XX e il XXI secolo. L\u2019esposizione non si limita a celebrare una carriera iconica, ma si fa testimone di un racconto epocale della fotografia mondiale: un periodo in cui alcuni grandi fotografi hanno contribuito a ridefinire i codici visivi della moda, del glamour e del corpo, incidendo in modo duraturo sull\u2019immaginario collettivo.<\/p>\n<p>Attraverso il lavoro di Glaviano, la mostra restituisce il clima culturale di quegli anni e il dialogo implicito con una generazione di fotografi che ha trasformato la fotografia in un linguaggio globale e riconoscibile. In questo contesto, il corpo femminile \u2014 troppo spesso ridotto a pura superficie \u2014 torna a essere presenza consapevole, carattere, identit\u00e0. Marco Glaviano \u00e8 autore di ritratti entrati nella memoria collettiva della fotografia internazionale: dalle grandi icone degli anni Ottanta come <strong>Cindy Crawford, Eva Herzigov\u00e1, Paulina Porizkova <\/strong>e <strong>Claudia Schiffer<\/strong>, fino a figure contemporanee come <strong>Eleonora Abbagnato<\/strong>.<\/p>\n<p>Tuttavia, la forza delle sue immagini non risiede nella notoriet\u00e0 dei soggetti. L\u2019icona \u00e8 un mezzo, non un fine: ci\u00f2 che conta \u00e8 la qualit\u00e0 dell\u2019incontro, la capacit\u00e0 della fotografia di trasformare una persona in un evento visivo. La silhouette diventa rilievo, architettura, talvolta persino paesaggio.<\/p>\n<p>La mostra, con quasi <strong>100 opere<\/strong>, ripercorre i tratti pi\u00f9 riconoscibili della sua ricerca: il trattamento scultoreo del corpo attraverso la luce, il dialogo costante tra forma e spazio, la moda che cessa di essere ornamento per farsi gesto, azione, performance.<\/p>\n<p>Il contributo di Glaviano alla fotografia risiede nella capacit\u00e0 di coniugare rigore formale e intensit\u00e0 emotiva, restituendo immagini che non si limitano a rappresentare, ma costruiscono una presenza. In questo equilibrio tra controllo e naturalezza si definisce una visione che ha inciso in modo profondo e duraturo sull\u2019immaginario visivo contemporaneo.<\/p>\n<p>A questa lettura critica contribuisce in modo determinante il testo curatoriale di <strong>Alessia Glaviano<\/strong>, <strong><em>Head of Global PhotoVogue <\/em><\/strong>e <strong><em>Direttrice del PhotoVogue Festival <\/em><\/strong>che accompagna l\u2019esposizione con una riflessione approfondita sulla carriera dell\u2019artista e sul suo modo di intendere la bellezza come disciplina, rigore e presenza. La curatela si concentra non solo sull\u2019esito iconico delle immagini, ma sul processo che le genera, mettendo in evidenza il rapporto tra fotografo e soggetto come spazio di negoziazione, fiducia e consapevolezza reciproca.<\/p>\n<p>Come scrive Glaviano nel suo testo:<\/p>\n<p><em>\u201cLa bellezza non \u00e8 un valore accessorio. \u00c8 una disciplina. Un\u2019attenzione costante al mondo, alle persone, alle relazioni. Un\u2019idea che attraversa ogni cosa e che chiede rigore, responsabilit\u00e0, presenza\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il dialogo tra corpo e ambiente emerge come una tensione continua: armonie e assonanze si alternano a contrasti e attriti, tra artificio e realt\u00e0, tra posa e verit\u00e0. Le donne di Marco Glaviano non sono figure manovrate, ma soggetti consapevoli, dotati di energia e volont\u00e0, parte attiva della costruzione dell\u2019immagine.<\/p>\n<p>Nel percorso umano e professionale di Marco Glaviano si colloca un incontro determinante: quello con <strong>Helmut Newton<\/strong>, figura cardine della fotografia del Novecento e altro grande protagonista di quest\u2019esposizione. Un dialogo, quello tra i due artisti, nato nella Milano del 1968 e sviluppatosi nel tempo come confronto tra due visioni affini e complementari, accomunate da un\u2019idea rigorosa e radicale dell\u2019immagine, del corpo e dello sguardo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 casuale che la mostra si inserisca a venticinque anni di distanza dall\u2019unica esposizione mai realizzata a Bologna da Helmut Newton, tenutasi alla fine del 2000 presso Villa Impero e organizzata da Photology: un evento che segn\u00f2 un momento storico per la citt\u00e0 e per la fotografia internazionale. In quell\u2019occasione venne presentato al mondo <strong>SUMO<\/strong>, il volume monumentale edito da Taschen che ha ridefinito i confini dell\u2019editoria fotografica, trasformando il libro in oggetto iconico, scultura editoriale e manifesto culturale, aprendo una nuova prospettiva sul rapporto tra fotografia, mercato e collezionismo. La mostra include materiali originali legati a quel momento fondativo, tra cui il volume, materiali editoriali storici, audiovisivi e un ritratto fotografico inedito realizzato da Helmut Newton a Marco Glaviano, testimonianza diretta di un\u2019amicizia e di un dialogo tra due grandi protagonisti che hanno inciso in modo indelebile sulla storia della fotografia di moda e di autore.<\/p>\n<p>Accanto alle opere di grande formato, l\u2019esposizione presenta un nucleo particolarmente significativo di <strong>cinquantaquattro Polaroid<\/strong>, testimonianza di uno scatto pi\u00f9 diretto, immediato e istintivo. Le Polaroid di Glaviano si rivelano come un vero e proprio laboratorio visivo e diario personale, luoghi in cui l\u2019immagine nasce prima di diventare icona, restituendo il backstage della fotografia, la prossimit\u00e0 tra fotografo e soggetto, il gesto non ancora consacrato. In questo senso rappresentano uno spartiacque fondamentale nel linguaggio fotografico: uno strumento di libert\u00e0, di verifica immediata, di intuizione pura, capace di rivelare il processo creativo nella sua forma pi\u00f9 autentica, fatta di tentativi, aggiustamenti minimi, spostamenti impercettibili di luce e fiducia.<\/p>\n<p>Il percorso si arricchisce inoltre di una forte dimensione esperienziale ed educativa: una <strong>Sala Cinema <\/strong>con materiali video originali d\u2019epoca, <strong>una Camera Oscura funzionante <\/strong>e la possibilit\u00e0 per il pubblico di vivere l\u2019esperienza della stampa analogica su carta fotografica tradizionale. Un\u2019occasione per comprendere come nasceva un\u2019immagine prima dell\u2019era digitale, riscoprendo il valore del tempo, della manualit\u00e0 e della qualit\u00e0 della stampa.<\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 sostenuto dal <strong>Ministero dell\u2019Istruzione e del Merito <\/strong>e realizzato con il coinvolgimento <strong>dell\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna, del Liceo Scientifico Augusto Righi e del Liceo Artistico Arcangeli<\/strong>, contribuendo in modo significativo alla dimensione formativa e culturale dell\u2019iniziativa.<\/p>\n<p>In un tempo dominato dalla velocit\u00e0 e dalla smaterializzazione dell\u2019immagine, la mostra invita a rallentare lo sguardo e a tornare all\u2019origine del vedere.<\/p>\n<p>Tra le sale di <strong>Palazzo Vass\u00e9<\/strong>, la fotografia riacquista peso, presenza e memoria, trasformandosi da consumo immediato in esperienza condivisa. In questo percorso, anche l\u2019ambiente diventa parte integrante del progetto espositivo, non come semplice cornice ma come strumento di lettura dello spazio e delle immagini.<\/p>\n<p>La presenza di <strong>O2 Farm <\/strong>si inserisce all\u2019interno della mostra come intervento progettuale consapevole, volto a interrogare il significato del verde nel racconto contemporaneo dell\u2019architettura e del design. Spesso utilizzato come segno immediato o simbolo rassicurante, il verde rischia di perdere il legame con la complessit\u00e0 dei sistemi ecologici reali. Da questa consapevolezza nasce una distinzione fondamentale: il verde non coincide automaticamente con la natura, n\u00e9 ogni sua presenza genera valore ecologico. L\u2019intervento di O2 Farm assume quindi il verde come dispositivo culturale e progettuale, dichiaratamente temporaneo, che non simula la natura n\u00e9 pretende di sostituirla. All\u2019interno dello spazio espositivo il verde diventa strumento di lettura, capace di mettere in relazione architettura, corpo e immagini, accompagnando il visitatore in un\u2019esperienza pi\u00f9 attenta e consapevole. Non si tratta di portare la natura in mostra, ma di rendere visibile un pensiero, contribuendo in modo autentico alla costruzione dell\u2019esperienza estetica e critica del percorso espositivo.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione dimostra quanto Galleria Cavour, sotto la guida di Gioia Martini, continui ad ampliare i propri orizzonti affermandosi come crocevia di idee e creativit\u00e0 per aprirsi a contesti culturali internazionali capaci di ridefinire l\u2019idea stessa di lusso quale occasione di arricchimento umano e culturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Marco Glaviano | Fashion portraits<\/strong><br \/>\na cura di Deodato arte<br \/>\n<strong>4 Febbraio \u2013 4 Aprile<\/strong><\/p>\n<h1>Palazzo Vass\u00e9 | Via Farini, 14 Bologna<\/h1>\n<p><strong>Official opening 4 febbraio 2026 | ore 18:00 su invito<\/strong><br \/>\n<strong>Direzione Artistica: Gaetano La Mantia<\/strong><\/p>\n<h2>Aperture straordinarie<\/h2>\n<p>Art City\u00a0 \u00a0 5 \u2013 6 \u2013 8 Febbraio : 10.00 \u2013 20.00 Art City White Night \u2013 7 Febbraio : 10.00 \u2013 24.00<\/p>\n<h2>Orari apertura ordinaria dal 10 febbraio<\/h2>\n<p>Lunedi chiusi<br \/>\nDa marted\u00ec a sabato: 10.00 \u2013 13.00 | 15.30 \u2013 19.30<br \/>\nDomenica: 10.00 \u2013 12.00 | 15.00 \u2013 18.00<\/p>\n<h2>Ingresso a pagamento<\/h2>\n<p><strong>Per info mostra<\/strong>: <a href=\"mailto:contemporaryconceptevents@gmail.com\">contemporaryconceptevents@gmail.com <\/a>| <a href=\"mailto:info@galleriacavourbologna.com\">info@galleriacavourbologna.com<\/a><br \/>\nProgetto ideato e organizzato\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.contemporaryconcept.net\/\">www.contemporaryconcept.net<\/a>\u00a0 \u00a0<a href=\"mailto:contemporaryconceptevents@gmail.com\">contemporaryconceptevents@gmail.com<\/a>\u00a0 \u00a0Progetto operativo\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.galleriacavourbologna.com\/\">www.galleriacavourbologna.com<\/a>\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.deodato.com\/\">www.deodato.com<\/a>\u00a0 \u00a0In collaborazione \u00a0CONTEMPORARY CONCE P T\u00a0 <a href=\"mailto:galleria@deodato.com\">galleria@deodato.com<\/a>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<a href=\"mailto:info@galleriacavourbologna.com\">info@galleriacavourbologna.com<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uff. Stampa Contemporary Concept: Alessandra Lepri\u00a0 \u00a0Op. Team Contemporary Concept: Dalila Staniscia<br \/>\nUff. Stampa Galleria Cavour: Galleria Cavour\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Op. Team Galleria Cavour: Chiara Franchi e Salvatore Zeola<br \/>\nUff. Stampa Deodato Arte: AFF Comunicazione\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Op. Team Deodato: Beatrice Acerbis<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Ufficio Stampa Alessandra Lepri<br \/>\nTutti i diritti riservati \u00a9 2026 \u2013 Email: nonsolomodanews@gmail.com<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; In occasione di Arte Fiera Bologna 2026, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all&rsquo;arte moderna e contemporanea, Bologna si conferma crocevia culturale e luogo di confronto tra linguaggi, generazioni e visioni. 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