{"id":30539,"date":"2025-10-19T22:03:48","date_gmt":"2025-10-19T22:03:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/?p=30539"},"modified":"2025-10-19T22:09:10","modified_gmt":"2025-10-19T22:09:10","slug":"slow-wine-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/slow-wine-2026\/","title":{"rendered":"Slow Wine 2026"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Cover_SW_2026_Piatto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-30547 alignleft\" src=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Cover_SW_2026_Piatto-183x300.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Cover_SW_2026_Piatto-183x300.jpg 183w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Cover_SW_2026_Piatto-624x1024.jpg 624w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Cover_SW_2026_Piatto-768x1261.jpg 768w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Cover_SW_2026_Piatto.jpg 827w\" sizes=\"auto, (max-width: 183px) 100vw, 183px\" \/><\/a>Slow Wine 2026 &#8211; <\/strong><em>La guida, giunta alla 16esima edizione, \u00e8 disponibile in libreria e online su <u>slowfoodeditore.it<\/u><\/em><br \/>\nPresentata oggi a Milano <strong><em>Slow Wine 2026<\/em><\/strong>, la guida ai vini di Slow Food, gi\u00e0 disponibile in libreria e su <u>slowfoodeditore.it<\/u>.<br \/>\nUna delle principali novit\u00e0 della 16esima edizione \u00e8 l&#8217;inserimento <strong>della grammatura del vetro delle bottiglie<\/strong>, informazione ora presente per <strong>tutti i vini recensiti<\/strong>, che contribuisce a indirizzare il lettore verso una scelta di maggiore sostenibilit\u00e0, non riguardante solo il vino. Una scelta coerente con il percorso avviato nell\u2019ultima <strong>Slow Wine Fair <\/strong>con la guida <strong><em><u>Unpacking<\/u><\/em><\/strong><strong><em> <u>Wine<\/u><\/em><\/strong>, che ha puntato i riflettori sull\u2019importanza del packaging e sul suo impatto ambientale. In particolare, Slow Wine lancia una <strong>call to action <\/strong>che riguarda i vini fermi, invitando i produttori a ridurre il peso medio delle bottiglie da 0,75 l a meno di 450 grammi entro la fine del 2026. Un aspetto rilevante che rafforza l\u2019impegno della guida per una viticoltura sempre pi\u00f9 consapevole e sostenibile.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>L\u2019incontro <\/strong><strong><em>Il futuro \u00e8 leggero<\/em><\/strong><strong>: un momento di confronto e impegno per la sostenibilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Ad aprire la giornata di presentazione della guida, sabato 18 alle 10.30, \u00e8 l\u2019incontro dal titolo <em>Il futuro \u00e8 leggero. Ridurre il peso, aumentare l\u2019impatto positivo<\/em>, un momento di dialogo dedicato al tema del packaging sostenibile nel mondo del vino. La bottiglia leggera, infatti, rappresenta oggi una scelta concreta per ridurre consumi ed emissioni, trasformandosi in uno strumento chiave per accrescere l\u2019impatto positivo della filiera. Solo grazie alla collaborazione tra produttori, distributori e consumatori \u00e8 possibile orientare il mercato verso soluzioni pi\u00f9 responsabili e coerenti con gli obiettivi di sostenibilit\u00e0. Sul tema intervengono <strong>Walter Da Riz<\/strong>, direttore di Assovetro, e <strong>Federico Varazi<\/strong>, vicepresidente di Slow Food Italia. Al termine dell\u2019incontro, la consegna dei premi speciali di Slow Wine 2026: alla Carriera, al Giovane Vignaiolo, per l\u2019Accoglienza in cantina, per la Viticoltura Sostenibile, alla Novit\u00e0 dell\u2019anno, per la Vitalit\u00e0 del suolo e il premio Slow Wine Coalition alla Solidariet\u00e0.<\/p>\n<h3>La degustazione<\/h3>\n<p>L&#8217;appuntamento \u00e8 dalle <strong>ore 14 alle 20 <\/strong>al <strong>Superstudio Maxi<\/strong>, in via Moncucco 35: gli ampi spazi della location si trasformeranno in un\u2019enoteca d\u2019eccezione, con oltre <strong>480 banchi d\u2019assaggio <\/strong>e pi\u00f9 di <strong>900 vini selezionati<\/strong>, presentati direttamente dai vignaioli e dalle vignaiole di tutte le regioni d\u2019Italia che aderiscono al Manifesto del vino buono, pulito e giusto.<u> Scopri la Wine List<\/u>! Si tratta dell\u2019unico evento di questo genere in Italia: un\u2019occasione imperdibile per appassionati, operatori e professionisti del settore non solo per assaggiare il meglio della viticoltura italiana, ma anche per incontrare i produttori delle cantine premiate dalla guida, confrontarsi su temi cruciali per il futuro del vino italiano e scoprire il valore ambientale, economico e sociale di questo mondo.<\/p>\n<p>Tra i protagonisti di quest\u2019anno anche 133 aziende \u201cnovit\u00e0\u201d \u2013 cio\u00e8 non recensite nella passata edizione \u2013 che per la prima volta saranno presenti alla degustazione milanese, portando con s\u00e9 storie, territori e vini, tutti da scoprire.<\/p>\n<h3>Sdegno, coraggio e responsabilit\u00e0 per navigare il futuro del vino italiano<\/h3>\n<p>Come per ogni edizione, ad aprire la guida \u00e8 l\u2019introduzione di <strong>Giancarlo Gariglio, curatore di Slow Wine<\/strong>, che con lucidit\u00e0 e passione restituisce il senso pi\u00f9 profondo del lavoro svolto in questi sedici anni. In un contesto segnato da crisi climatiche, guerre vicine, disaffezione dei giovani e tensioni economiche globali, Gariglio invita il mondo del vino a non arrendersi, ma a reagire con sdegno e coraggio: le due forze che, citando Sant\u2019Agostino, danno forma concreta alla speranza.<\/p>\n<p>Il curatore riflette sull\u2019importanza di raccontare l\u2019eccezionalit\u00e0 del vino con autenticit\u00e0 e trasparenza, sottolineando la necessit\u00e0 di affrontare con urgenza tre fronti fondamentali per superare l\u2019attuale situazione di difficolt\u00e0 che attraversa il settore.<\/p>\n<p>\u00abLa crisi del vino italiano \u00e8 profonda e richiede un\u2019azione urgente e decisa su tre fronti essenziali. Il primo riguarda la produzione: \u00e8 indispensabile intervenire su reimpianti, estirpi e disciplinari, eliminando regole obsolete che favoriscono la quantit\u00e0 a discapito della qualit\u00e0, pretendere il rispetto delle leggi esistenti e i controlli conseguenti. Dobbiamo ridurre le rese, bloccare l\u2019espansione indiscriminata delle superfici vitate e contrastare le pratiche speculative che danneggiano il settore. Il secondo aspetto riguarda la struttura delle cooperative, che producono circa il 50% del vino italiano. Serve una profonda riforma per favorire aggregazioni tra realt\u00e0 troppo piccole, investire in professionalit\u00e0 e competenze specifiche, e superare la gestione ancora troppo spesso approssimativa, affinch\u00e9 possano competere sul mercato globale. Infine, il terzo punto cruciale \u00e8 la promozione e il marketing: oggi manca una strategia coordinata che unisca le forze a livello nazionale e regionale, con investimenti mirati in formazione e comunicazione di qualit\u00e0. \u00c8 fondamentale superare la frammentazione e valorizzare davvero la nostra cultura enogastronomica a livello internazionale. Solo affrontando insieme questi tre aspetti potremo superare la crisi attuale e garantire un futuro solido, sostenibile e di eccellenza al vino italiano\u00bb.<\/p>\n<h3>I numeri di Slow Wine 2026<\/h3>\n<p><strong>7972 <\/strong>vini recensiti \u2022 <strong>1172 <\/strong>cantine che praticano agricoltura biologica\/biodinamica certificata o sono in conversione \u2022 <strong>3023 <\/strong>vini in bottiglia dal peso inferiore o uguale a 450 grammi \u2022 <strong>133 <\/strong>aziende \u201cnovit\u00e0\u201d \u2022 <strong>242 <\/strong>Chiocciole, le cantine buone, pulite e giuste \u2022 <strong>188 <\/strong>Bottiglie, le cantine i cui vini esprimono un\u2019eccellente qualit\u00e0 organolettica \u2022 <strong>49 <\/strong>Monete, le cantine i cui vini hanno un ottimo rapporto qualit\u00e0-prezzo \u2022 <strong>153 <\/strong>Best Buy, selezione di Top Wine con un prezzo vantaggioso \u2022 <strong>196 <\/strong>locali del Bere Slow \u2022 <strong>227 <\/strong>video delle visite in cantina visualizzabili attraverso un QR Code \u2022 <strong>439 <\/strong>cantine che offrono ospitalit\u00e0 \u2022 <strong>294 <\/strong>cantine che offrono ristoro \u2022 <strong>845 <\/strong>cantine che offrono lo sconto del 10% sull\u2019acquisto dei vini<\/p>\n<p>La presentazione della guida \u00e8 resa possibile grazie agli Official Partner: Bormioli Luigi, Estal, Fieramente, Eventi di Cartone, Guala Closures, Gruppo Saida, Reale Mutua e Winterhalter, e con il supporto di Acqua S. Bernardo, Cambium, Corneo Pallets, PEFC e Pulltex. L\u2019evento \u00e8 realizzato in collaborazione con FISAR.<\/p>\n<h3>Unpacking Wine: quando il vino racconta una storia oltre i filari<\/h3>\n<p>Bottiglie, tappi, capsule ed etichette: dalla fine dello scorso anno il lavoro di Slow Wine si \u00e8 ampliato, cercando di andare oltre i filari per abbracciare il tema della sostenibilit\u00e0 a 360\u00b0, lungo tutta la filiera del vino.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 un vino buono, pulito e giusto non \u00e8 solo frutto di pratiche agricole sostenibili \u2013 come ad esempio la rinuncia al diserbo chimico delle vigne \u2013, ma anche di molte altre scelte che concorrono alla sua sostenibilit\u00e0. Ecco allora che a Slow Wine Fair 2025 si \u00e8 concretizzata la collaborazione con <strong>Porto Protocol <\/strong>per lanciare la call to action <a href=\"https:\/\/slowinefair.slowfood.it\/call-to-action-della-slow-wine-coalition\/\"><strong><em><u>Alleggeriamo le nostre bottiglie<\/u><\/em><\/strong><\/a> rivolta tanto ai vignaioli quanto ai professionisti del settore e i wine lovers, che trova uno dei primi importanti riflessi concreti nella sedicesima edizione della guida <em>Slow Wine <\/em>dove il peso delle bottiglie \u00e8 per la prima volta uno dei descrittori dei vini recensiti in guida.<\/p>\n<p>Il tema degli imballaggi \u2013 e anche dei trasporti \u2013 \u00e8 fondamentale per andare verso una reale sostenibilit\u00e0 del vino. Per restare al solo packaging primario, e nello specifico alla scelta delle bottiglie, basta tenere conto del fatto che il vetro incide da un minimo del 30 fino al 70% sull\u2019impronta carbonica di un vino.<\/p>\n<p>Il packaging \u00e8 un problema reale del settore vinicolo. Tanto che la situazione globale dell\u2019inquinamento sta spingendo i legislatori a redigere leggi pi\u00f9 severe in materia di imballaggi. Molte nazioni, tra cui Inghilterra e Paesi scandinavi, sono gi\u00e0 all\u2019avanguardia mentre in altri ci sono proposte in fase di attuazione.<\/p>\n<p>Nel valutare l\u2019impatto ambientale dei materiali di imballaggio, \u00e8 fondamentale analizzarne l\u2019intero ciclo di vita, analizzando diversi fattori quali: l\u2019utilizzo dell\u2019acqua utilizzata durante la produzione, il ritrattamento e il riciclaggio; l\u2019impatto sulla biodiversit\u00e0 dovuto all\u2019estrazione delle materie prime; le emissioni di carbonio calcolate sulla base dell\u2019energia consumata durante il ciclo di vita dell\u2019imballaggio; e ancora il trattamento di fine vita, la generazione di rifiuti, l\u2019impatto di trasporti e logistica e l\u2019impatto chimico. E questo non vale solo per le bottiglie e altri contenitori per il vino, ma anche per tutte le altre componenti del packaging primario: dalle chiusure alle capsule, dalle etichette agli inchiostri. Ogni elemento, affrontato in maniera corretta, pu\u00f2 dare un contributo effettivo alla riduzione delle emissioni e dell\u2019impatto ambientale del vino.<\/p>\n<p>Valutare le diverse opzioni \u00e8 un lavoro impegnativo che assolve alla funzione di indirizzare scelte sempre pi\u00f9 consapevoli non solo da parte di chi il vino lo produce, ma anche da parte di quanti lo acquistano. La guida <a href=\"https:\/\/slowinefair.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/ITA-MiniGuida-SlowWine.pdf\"><strong><u>Unpacking Wine<\/u> <\/strong><\/a>\u00e8, in tal senso, proprio una tabella di marcia pratica per guidare nelle scelte consapevoli e per tracciare un percorso che evolva dall\u2019estrazione alla circolarit\u00e0, verso la scelta di materiali naturali, biodegradabili e riciclabili, e nella direzione dell\u2019educazione dei consumatori nei confronti dei quali un packaging etico e sostenibile potrebbe rivelarsi un efficace strumento di marketing.<\/p>\n<h1>I Premi Speciali di Slow Wine 2026<\/h1>\n<p>Il <strong>Premio al Giovane Vignaiolo <\/strong>\u00e8 stato assegnato a <strong>Pilar Gritti della cantina Andrea Pilar di Molino Vitelli (Pg) <\/strong>con la seguente motivazione, ed \u00e8 stato consegnato da <strong>Greta Vernazza, Business Unit Italia di Guala Closures.<\/strong><\/p>\n<p><em>Andrea e Pilar Gritti non solo hanno preso in mano l\u2019azienda che il compianto pap\u00e0 Carlo Massimiliano Gritti e la mamma Ursula Schindler hanno fondato nella valle del fiume Niccone nei primi anni Novanta, ma hanno saputo ritagliarsi uno spazio tutto loro realizzando vini da monovitigno caratterizzati da grande libert\u00e0 interpretativa. L\u2019Umbria del vino ha trovato due interpreti capaci di raccontare in modo inedito le potenzialit\u00e0 non ancora del tutto espresse di un territorio prestigioso.<\/em><\/p>\n<p>Il <strong>Premio alla Carriera <\/strong>\u00e8 stato assegnato a <strong>Graziano Pr\u00e0 della cantina Pr\u00e0 di Monforte d\u2019Alpone (Vr) <\/strong>con la seguente motivazione, ed \u00e8 stato consegnato da <strong>Winterhalter.<\/strong><\/p>\n<p><em>Era il 1979 quando Graziano Pr\u00e0, fresco di studi agrari e di servizio militare, iniziava a gestire la propriet\u00e0 vitata di famiglia sulle colline del Soave. Tra i soci fondatori della FIVI, Graziano si \u00e8 battuto contro le logiche di mercato tese a sminuire la qualit\u00e0 del Soave, portando avanti scelte agronomiche controcorrente. Coraggio e rigore hanno ispirato il suo agire anche in cantina: tra i primi a utilizzare il tappo a vite, ha tracciato una strada oggi sempre pi\u00f9 apprezzata da altri.<\/em><\/p>\n<p>Il <strong>Premio per l\u2019Accoglienza in cantina <\/strong>\u00e8 stato assegnato a <strong>Isabella Carpineti della cantina Marco Carpineti di Cori (Lt) <\/strong>con la seguente motivazione ed \u00e8 stato consegnato da <strong>Anna Gioannini, group wellbeing director Reale Mutua.<\/strong><\/p>\n<p><em>Isabella e Paolo Carpineti, supportati da pap\u00e0 Marco, hanno trasformato Cori in una meta enoturistica, attraverso visite in cantina e attivit\u00e0 nel territorio, tra cui spicca il tour della Tenuta Antoniana, luogo di selvaggia bellezza, ben al di l\u00e0 dell\u2019affascinante vigneto labirinto. I due fratelli sono stati capaci di intercettare i giovani, uno dei maggiori crucci del mondo del vino di oggi; il tutto senza costruire un resort a 5 stelle ma grazie a uno staff sorridente e a tinte decisamente rosa.<\/em><\/p>\n<p>Il <strong>Premio per la Viticoltura Sostenibile <\/strong>\u00e8 stato assegnato a <strong>Ferdinando Principiano dell\u2019omonima cantina di Monforte d\u2019Alba (Cn) <\/strong>con la seguente motivazione ed \u00e8 stato consegnato da <strong>Gian Luca Zuccarello, commercial premium glass division di Gruppo Saida.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0703-X2-Premio-per-la-Viticoltura-Sostenibile-a-Ferdinando-Principiano-Credit-Paolo-Properzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-30553 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0703-X2-Premio-per-la-Viticoltura-Sostenibile-a-Ferdinando-Principiano-Credit-Paolo-Properzi-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0703-X2-Premio-per-la-Viticoltura-Sostenibile-a-Ferdinando-Principiano-Credit-Paolo-Properzi-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0703-X2-Premio-per-la-Viticoltura-Sostenibile-a-Ferdinando-Principiano-Credit-Paolo-Properzi-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0703-X2-Premio-per-la-Viticoltura-Sostenibile-a-Ferdinando-Principiano-Credit-Paolo-Properzi-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0703-X2-Premio-per-la-Viticoltura-Sostenibile-a-Ferdinando-Principiano-Credit-Paolo-Properzi-1080x721.jpg 1080w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0703-X2-Premio-per-la-Viticoltura-Sostenibile-a-Ferdinando-Principiano-Credit-Paolo-Properzi.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>In una Langa prospera e sotto i riflettori, Ferdinando Principiano non ha mai perso di vista i valori pi\u00f9 saldi di un\u2019agricoltura rispettosa dell\u2019ambiente, impegnata nella salvaguardia della biodiversit\u00e0 e di un paesaggio agricolo unico. Ferdinando, che ha scelto di ridurre drasticamente le dimensioni aziendali per dare piena coerenza e concretezza alla sua visione, ha preservato boschi, prati e un piccolo laghetto per contrastare l\u2019avanzata della monocoltura e offrire rifugio alla fauna locale.<\/em><\/p>\n<p>Il <strong>Premio alla Novit\u00e0 dell\u2019anno <\/strong>\u00e8 stato assegnato a <strong>Bruno De Conciliis della cantina Morigerati di Morigerati (Sa) <\/strong>con la seguente motivazione ed \u00e8 stato consegnato da <strong>Elisa Vetrucci, junior sales manager di Bormioli Luigi.<\/strong><\/p>\n<p><em>Un unico vino da un unico luogo \u2013 Morigerati, nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano \u2013 da un appezzamento in altura caratterizzato da un\u2019incredibile diversit\u00e0 di suoli, mai coltivato prima, se non a seminativi negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. Un progetto relativamente recente, con l\u2019eclettico Bruno De Conciliis a capo di \u201cun\u2019armata brancaleone\u201d desiderosa di raccontare la souplesse algida e l\u2019intima essenza mediterranea di uno straordinario vitigno qual \u00e8 il fiano.<\/em><\/p>\n<p>Il <strong>Premio per la Vitalit\u00e0 del Suolo <\/strong>\u00e8 stato assegnato ad <strong>Andrea Dibenedetto della cantina L\u2019Archetipo di Castellaneta (Ta) <\/strong>con la seguente motivazione ed \u00e8 stato consegnato da <strong>Valerio Antonioni, fondatore e proprietario di Eventi di Cartone.<\/strong><\/p>\n<p><em>Dopo vent\u2019anni di viticoltura biologica e 5 di conduzione in biodinamica, la famiglia Dibenedetto \u00e8 approdata all\u2019agricoltura sinergica, raggiungendo una situazione di pieno equilibrio e vitalit\u00e0 del suolo e portando a compimento il ritorno all\u2019archetipo. In questo senso, la non aratura del terreno e la scelta dell\u2019inerbimento permanente hanno facilitato la cooperazione sinergica (e non la competizione) di ogni forma di vita esistente all\u2019interno di un ecosistema complesso come il vigneto.<\/em><\/p>\n<p>Il <strong>Premio Slow Wine Coalition alla Solidariet\u00e0 <\/strong>\u00e8 stato assegnato a <strong>Marco Bechini della cantina Calafata di Lucca <\/strong>con la seguente motivazione ed \u00e8 stato consegnato da <strong>Matteo Martelli, direttore di Fieramente.<\/strong><\/p>\n<p><em>I \u201cmastri calafati\u201d si occupavano di rendere stagne le giunzioni delle chiglie delle imbarcazioni perch\u00e9 potessero di nuovo stare a galla e navigare. Un lavoro paziente, incentrato sui concetti di coesione e costruzione che sono alla base di questa cooperativa agricola di comunit\u00e0, nata e cresciuta con l\u2019intento di salvare dall\u2019incuria i terreni e di ridare dignit\u00e0 e orizzonti a persone fragili. Un progetto virtuoso che ha messo al centro il fattore umano e ha fatto proprie pratiche sostenibili.<\/em><\/p>\n<h1>L\u2019Italia del vino in Slow Wine 2026<\/h1>\n<p><strong>Valle d\u2019Aosta: <\/strong>2 Chiocciole, 1 Bottiglia, 1 Novit\u00e0 <u>T<a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/valle-d-aosta-slow-wine-2026\/\">utti i riconoscimenti alle cantine valdostane<\/a><\/u><\/p>\n<p>La Valle d\u2019Aosta sta vivendo stagioni sempre pi\u00f9 difficili per la viticoltura, con il 2024 segnato da piogge anomale, temperature elevate e forti attacchi di peronospora, che hanno causato cali produttivi fino al 40%. Alcuni produttori, pur orientati al biologico, hanno dovuto ricorrere a trattamenti pi\u00f9 invasivi, mentre chi ha mantenuto pratiche pi\u00f9 rigorose ha subito perdite maggiori. Anche il 2025 si presenta complesso, con grandinate fuori stagione e una vendemmia anticipata.<\/p>\n<p>A livello aziendale, il settore sembra in fase di assestamento, ma un segnale importante arriva dal Consorzio Vini Valle d\u2019Aosta, ora guidato dal giovane Nicolas Bovard: un cambio generazionale che punta a rispondere alle sfide del clima. Cresce anche l\u2019attenzione sulla gestione dell\u2019acqua, in un contesto segnato dal ritiro dei ghiacciai. Da segnalare infine una riduzione delle aziende presenti nella guida, a causa dell\u2019esclusione di chi utilizza diserbanti chimici: un dato che evidenzia come la sostenibilit\u00e0, anche in montagna, richieda scelte sempre pi\u00f9 consapevoli.<\/p>\n<p><strong>Piemonte: <\/strong>38 Chiocciole, 41 Bottiglie, 9 Monete, 16 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/piemonte-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine piemontesi<\/u><\/a><\/p>\n<p>L\u2019annata 2021 del Barolo si conferma di livello straordinario, capace di offrire Nebbiolo profondi ed equilibrati. Una vendemmia che rester\u00e0 impressa nella memoria. Meno convincente, anche a causa del confronto diretto, la 2022 del Barbaresco, caratterizzata da caldo e siccit\u00e0, con vini pi\u00f9 morbidi e meno incisivi.<\/p>\n<p>Il Roero mostra una maturit\u00e0 ormai raggiunta, superando complessi di inferiorit\u00e0 e affermando una propria identit\u00e0 stilistica, sia nei rossi che nei bianchi.<\/p>\n<p>Il Nord Piemonte prosegue il suo percorso di crescita, valorizzando con sempre maggiore consapevolezza due vitigni straordinari come il Nebbiolo e l\u2019Erbaluce.<\/p>\n<p>Nel Monferrato, nonostante la difficile congiuntura economica che colpisce duramente i produttori, emergono segnali incoraggianti grazie a nuove energie, investimenti e variet\u00e0 autoctone di grande interesse come Grignolino, Freisa, Cortese e Timorasso. Proprio quest\u2019ultimo, protagonista di un successo crescente, richiede ora una regolamentazione attenta per garantire uno sviluppo sostenibile e coerente.<\/p>\n<p><strong>Liguria: <\/strong>5 Chiocciole, 3 Bottiglie, 1 Moneta, 4 Novit\u00e0<a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/liguria-slow-wine-2026\/\"> <u>Tutti i riconoscimenti alle cantine liguri<\/u><\/a><\/p>\n<p>In Liguria, dove la maggior parte del vino viene consumata localmente, soprattutto nel circuito turistico di bar e ristoranti, il settore Horeca ha registrato un calo significativo dei volumi, con punte fino al 20%. Una contrazione legata principalmente alle nuove norme del Codice della strada\u00a0 contro\u00a0 l\u2019abuso\u00a0 di\u00a0 alcol,\u00a0 pi\u00f9\u00a0 che\u00a0 agli\u00a0 scenari\u00a0 internazionali\u00a0 o\u00a0 al\u00a0 rischio\u00a0 dazi.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un segnale positivo arriva dall\u2019aumento della superficie disponibile per nuovi impianti, passata da 15 a circa 30 ettari: un traguardo importante per una viticoltura quasi interamente collinare e montana, che rappresenta anche un presidio ambientale contro smottamenti, incendi ed erosione del suolo. L\u2019annata 2024 \u00e8 stata calda e piovosa, ma senza eccessi climatici. Le piogge intense di settembre hanno complicato la vendemmia, con una lieve flessione produttiva (-3%), ma la qualit\u00e0 si \u00e8 mantenuta buona, con vini pi\u00f9 freschi ed equilibrati rispetto alle annate pi\u00f9 torride.<\/p>\n<p>Infine, si segnala la risposta concreta alla call to action della Slow Wine Coalition per la<\/p>\n<p>riduzione del peso delle bottiglie: molte aziende liguri utilizzano gi\u00e0 vetri ultraleggeri (sotto i 400 grammi), segno di una crescente attenzione alla sostenibilit\u00e0 ambientale.<\/p>\n<p><strong>Lombardia: <\/strong>11 Chiocciole, 7 Bottiglie, 1 Moneta, 4 Novit\u00e0 <u><a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/lombardia-slow-wine-2026\/\">Tutti i riconoscimenti alle cantine lombard<\/a>e<\/u><\/p>\n<p>Le recenti ondate di calore, la siccit\u00e0 prolungata e gli eventi meteorologici violenti stanno mettendo a dura prova l\u2019agricoltura lombarda, rendendo urgente una revisione del modello produttivo verso pratiche pi\u00f9 sostenibili e integrate con gli ecosistemi naturali. Innovazione tecnologica e aggiornamenti normativi sono strumenti chiave per affrontare questa transizione. In Valtellina, la viticoltura eroica continua a valorizzare il territorio attraverso la competenza artigianale dei produttori. La Franciacorta, dopo 35 anni dal Consorzio, entra in una fase di maturit\u00e0, puntando a consolidare la qualit\u00e0 con progetti agricoli innovativi e il riconoscimento ufficiale delle Unit\u00e0 Geografiche Aggiuntive (UGA).<\/p>\n<p>L\u2019Oltrep\u00f2 Pavese si sta rinnovando grazie a un nuovo statuto che valorizza i produttori di piccola scala e a un disciplinare aggiornato per il Metodo Classico, con l\u2019obiettivo di migliorare la qualit\u00e0 e la visibilit\u00e0 del vino locale.<\/p>\n<p>In Bergamasca e Val Camonica emergono giovani realt\u00e0 promettenti, mentre nel Bresciano si osservano dinamiche diversificate: il Monte Netto resta saldo nella produzione di rossi, Botticino cerca un rilancio con vini bianchi e rosati, e la Valt\u00e8nesi e Lugana puntano su stili pi\u00f9 freschi e verticali. Un segnale meno positivo arriva dal Lambrusco Mantovano, dove le piccole realt\u00e0 faticano a emergere rispetto alle grandi cooperative.<\/p>\n<p><strong>Trentino: <\/strong>8 Chiocciole, 5 Bottiglie, 1 Moneta, 6 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/trentino-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine trentine<\/u><\/a><\/p>\n<p>Le aziende trentine selezionate si distinguono per la valorizzazione dei vitigni autoctoni e l\u2019adozione di pratiche enologiche innovative ma rispettose della tradizione. Ne risultano vini di grande bevibilit\u00e0 e forte identit\u00e0 territoriale.<\/p>\n<p>Tra i bianchi, la riscoperta della Schiava, la freschezza espressiva della Nosiola e l\u2019acidit\u00e0 montana del M\u00fcller Thurgau, in particolare nella Val di Cembra, si confermano come punti di forza della regione. La Nosiola, protagonista anche nella versione passita del celebre Vino Santo Trentino, si distingue per la sua complessit\u00e0 e personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Tra i rossi, la Schiava \u00e8 in fase di rinascita con interpretazioni che spaziano da vini beverini a quelli pi\u00f9 strutturati. Il Marzemino vive una stagione positiva grazie a vinificazioni moderne che ne esaltano fragranza e freschezza. Il Teroldego, simbolo della Piana Rotaliana, si conferma tra i grandi vini rossi italiani, con versioni eleganti e di grande struttura, affinati in legno o anfora.<\/p>\n<p>Infine, cresce l\u2019offerta di TrentoDoc, con nuove etichette di cantine storiche che si distinguono per finezza ed eleganza, affiancando i grandi classici della spumantistica locale.<\/p>\n<p><strong>Alto Adige: <\/strong>11 Chiocciole, 9 Bottiglie, 2 Novit\u00e0 <u>T<a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/alto-adige-slow-wine-2026\/\">utti i riconoscimenti alle cantine altoatesine<\/a><\/u><\/p>\n<p>L\u2019Alto Adige continua a sorprendere con un approccio vitivinicolo che unisce rigore produttivo, forte senso di comunit\u00e0 e interpretazioni sempre pi\u00f9 personali e articolate. Dopo anni di rivoluzione qualitativa e di successo sui grandi bianchi, la regione entra ora in una fase pi\u00f9 intimista, ma non meno dinamica.<\/p>\n<p>Tra i bianchi, il Pinot Bianco si distingue per profondit\u00e0, sapidit\u00e0 e capacit\u00e0 di invecchiamento, affiancato da Chardonnay, Sauvignon e Riesling che confermano l\u2019eccellenza territoriale. I Gew\u00fcrztraminer e i bianchi della Valle Isarco come Sylvaner, Gr\u00fcner Veltliner e Kerner sono ben fatti, seppur con minore brillantezza rispetto al passato.<\/p>\n<p>Nei rossi, il Lagrein conferma la sua piacevolezza con struttura equilibrata e tannini morbidi, mentre la Schiava, pur in riduzione di superficie, mostra un potenziale e una versatilit\u00e0 notevoli. Il Pinot Nero, variet\u00e0 simbolo dell\u2019Alto Adige, si presenta con etichette di grande qualit\u00e0, che potrebbero beneficiare di qualche anno in pi\u00f9 di affinamento per esprimersi al meglio.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019Alto Adige si distingue anche per la crescente presenza di vitigni resistenti (PIWI), segno di una continua sperimentazione e ricerca di nuove strade per la viticoltura sostenibile.<\/p>\n<p><strong>Veneto: <\/strong>22 Chiocciole, 8 Bottiglie, 6 Monete, 8 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/veneto-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine venete<\/u><\/a><\/p>\n<p>Il Veneto conferma il suo ruolo di regione vitivinicola dinamica e resiliente di fronte alle sfide del mercato internazionale. La Valpolicella sta virando verso vini pi\u00f9 leggeri e freschi, con Valpolicella Superiore di grande qualit\u00e0 che esprimono fedelmente il territorio. L\u2019Amarone si conferma un vino d\u2019eccellenza, valorizzato dai lunghi invecchiamenti.<\/p>\n<p>L\u2019entroterra del Lago di Garda si distingue per produzioni coraggiose e di crescente complessit\u00e0, con novit\u00e0 come la menzione Riserva nel Custoza.<\/p>\n<p>Dal Soave arrivano conferme sulla qualit\u00e0 dei vini collinari, eleganti e profondi, mentre il Durello ha introdotto la dicitura Monti Lessini per il Metodo Classico.<\/p>\n<p>Nei Colli Berici ed Euganei cresce l\u2019attenzione verso vitigni autoctoni e pratiche artigianali, con nuove piantagioni in quota per adattarsi ai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>I rossi bordolesi si confermano vini di pregio con l\u2019invecchiamento, cos\u00ec come il Prosecco delle colline Asolane e del Conegliano Valdobbiadene, che raggiunge livelli qualitativi elevati con un abbassamento della componente zuccherina.<\/p>\n<p>Nel Bellunese e nei territori del Piave si affermano giovani produttori con metodi sostenibili e vitigni innovativi, portando nuova linfa alla viticoltura regionale.<\/p>\n<p><strong>Friuli-Venezia Giulia e Slovenia: <\/strong>19 Chiocciole, 9 Bottiglie, 3 Monete, 8 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/friuli-venezia-giulia-slovenia-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine friulane e slovene<\/u><\/a><\/p>\n<p>Il Friuli-Venezia Giulia si conferma una regione vitivinicola dalla straordinaria variet\u00e0 e complessit\u00e0, caratterizzata da un mosaico di stili, terroir e idee che sfuggono a modelli univoci, rendendo ogni incontro con i suoi vini un\u2019esperienza unica e stimolante.<\/p>\n<p>La vocazione bianchista rimane il tratto distintivo della regione, con variet\u00e0 come friulano, malvasia istriana e ribolla gialla che raggiungono livelli qualitativi d\u2019eccellenza. Tra i rossi si segnalano Schioppettino, Refosco, Pignolo e Terrano, che pur mostrando potenziale, faticano ancora a emergere al pari dei bianchi.<\/p>\n<p>Il territorio spazia dal Carso, con vini straordinari, al Collio, Brda e Colli Orientali, fino all\u2019Istria, dove terroir diversi offrono vini che vanno dai bianchi classici ai macerati, passando per interpretazioni originali e sofisticate.<\/p>\n<p>Tra le novit\u00e0 spiccano alcune realt\u00e0 emergenti come Flaibani, Ferlat e Ronc dai Luchis, che rappresentano al meglio la vitalit\u00e0 e la ricchezza culturale di questa terra, capace di raccontare con maestria la variet\u00e0 di paesaggi e stili produttivi.<\/p>\n<p><strong>Emilia-Romagna: <\/strong>13 Chiocciole, 11 Bottiglie, 3 Monete, 4 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/emilia-romagna-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine emiliano-romagnole<\/u><\/a><\/p>\n<p>In Emilia-Romagna la vendemmia 2023 \u00e8 stata segnata da eventi climatici estremi, tra alluvioni e frane primaverili, ma i vini assaggiati hanno saputo sorprendere per qualit\u00e0 e profondit\u00e0, riflettendo la resilienza dei produttori e delle produttrici locali.<\/p>\n<p>L\u2019Albana continua il suo percorso di riscoperta, grazie a interpretazioni che restituiscono dignit\u00e0 a questo bianco storico, anche se resta aperto il dibattito sul miglior stile espressivo. Il Trebbiano ha offerto risultati sorprendenti, con vini territoriali e mai scontati, mentre il Sangiovese si conferma un pilastro della regione, con sottozone sempre pi\u00f9 riconoscibili anche a livello internazionale.<\/p>\n<p>In Emilia, i Colli Bolognesi mostrano segnali di vitalit\u00e0 con vini identitari, frutto di un buon equilibrio tra tradizione e modernit\u00e0. Nei Colli Piacentini si alternano luci e ombre: mentre la tradizione dei rossi evoluti e dei bianchi frizzanti permane, emergono anche progetti pi\u00f9 contemporanei. Degne di nota alcune versioni ferme della Malvasia di Candia aromatica, fresche e longeve, accanto a rari e pregevoli esempi di Vin Santo locale.<\/p>\n<p>La zona del Lambrusco \u00e8 in continuo fermento: nuovi interpreti, approcci agricoli sostenibili e stili di vinificazione differenti arricchiscono l\u2019offerta, rendendola dinamica ma anche difficile da comunicare in modo univoco. Una complessit\u00e0 che, se ben raccontata, pu\u00f2 rappresentare un punto di forza di questa regione vitivinicola cos\u00ec ricca e sfaccettata.<\/p>\n<p><strong>Toscana: <\/strong>34 Chiocciole, 23 Bottiglie, 2 Monete, 20 Novit\u00e0 <u>Tutti i riconoscimenti alle cantine toscane<\/u><\/p>\n<p>Raccontare oggi la Toscana del vino significa confrontarsi con una realt\u00e0 complessa e sfaccettata, segnata da un clima in rapido mutamento. In questa edizione della guida, tutti i principali distretti vitivinicoli della regione si sono confrontati con annate estreme e molto differenti tra loro, che hanno messo a dura prova vigneti e produttori. Di fronte a questa nuova normalit\u00e0 climatica, i vignaioli pi\u00f9 consapevoli stanno ripensando la gestione agronomica in modo sempre pi\u00f9 adattivo, abbandonando approcci standardizzati per abbracciare pratiche flessibili e mirate. In cantina, si moltiplicano le scelte orientate all\u2019equilibrio: estrazioni misurate, freschezza e bevibilit\u00e0 sono diventati obiettivi prioritari.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 una sorprendente vitalit\u00e0 produttiva: in tutta la Toscana si moltiplicano vini capaci di superare le difficolt\u00e0 delle annate pi\u00f9 sfidanti, mantenendo intatte profondit\u00e0 espressiva, coerenza stilistica e leggerezza. Una prova concreta della maturit\u00e0 raggiunta da un territorio che, pur nella tradizione, continua a evolvere con intelligenza e sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Umbria: <\/strong>5 Chiocciole, 7 Bottiglie, 3 Monete, 2 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/umbria-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine umbre<\/u><\/a><\/p>\n<p>Il panorama vitivinicolo umbro si conferma in pieno fermento. Sempre pi\u00f9 protagoniste sono le nuove realt\u00e0 artigiane, capaci di interpretare il territorio con stile personale e contemporaneo. Ne sono esempio aziende come Andrea Pilar, Cantina Marg\u00f2 e Danielli, premiate per la qualit\u00e0 diffusa delle loro etichette.<\/p>\n<p>A cambiare \u00e8 anche la geografia produttiva: l\u2019Umbria, storicamente legata ai rossi strutturati, oggi brilla per i suoi bianchi. Il Trebbiano Spoletino guida questa rivoluzione, affiancato da un Grechetto in grande forma. L\u2019ascesa di queste variet\u00e0 non oscura il Sagrantino, che trova oggi espressioni pi\u00f9 eleganti, accessibili e moderne.<\/p>\n<p>A distinguere la regione resta un\u2019impronta agricola fortemente sostenibile: l\u2019approccio slow di molte aziende si traduce in vini autentici e profondamente legati al territorio.<\/p>\n<p><strong>Marche: <\/strong>13 Chiocciole, 13 Bottiglie, 5 Monete, 5 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/marche-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine marchigiane<\/u><\/a><\/p>\n<p>Il Verdicchio continua a rappresentare l\u2019anima vinicola delle Marche, sia nei Castelli di Jesi che a Matelica, con nuove realt\u00e0 e produzioni da singola vigna che valorizzano al meglio le peculiarit\u00e0 territoriali. Crescono in qualit\u00e0 anche denominazioni come Colli Maceratesi Ribona, Bianchello del Metauro e Pecorino del Piceno.<\/p>\n<p>Tra i rossi, ottime prove dal Conero, con vini eleganti e agili. Nel Piceno, alcuni rossi risultano meno centrati, forse penalizzati dalle recenti annate calde. I rosati si confermano in ascesa, tanto che entreranno ufficialmente nella Docg Conero dal 2025.<\/p>\n<p>Da segnalare infine i 50 anni della Doc Falerio dei Colli Ascolani, occasione utile per rilanciare una denominazione storica ma oggi un po\u2019 in ombra.<\/p>\n<p><strong>Lazio: <\/strong>4 Chiocciole, 5 Bottiglie, 4 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/lazio-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine laziali<\/u><\/a><\/p>\n<p>Dopo anni di critiche, il Lazio del vino mostra oggi una crescita tangibile, grazie a una rete di piccole e medie aziende sempre pi\u00f9 consapevoli e capaci. Lo scouting continuo e l\u2019impegno nella valorizzazione dei vitigni autoctoni stanno disegnando un mosaico enologico ricco e sfaccettato, dal nord al sud della regione.<\/p>\n<p>Il Cesanese, da Olevano a molte zone \u201cfuori denominazione\u201d, si conferma vino simbolo, agile e complesso, capace di leggere il territorio con precisione. La Tuscia rafforza la sua vocazione bianchista, mentre Cori, la Ciociaria e le isole pontine offrono nuovi spunti, con variet\u00e0 come bellone, abbuoto, capolongo, lecinaro, pampanaro e maturano sempre pi\u00f9 convincenti.<\/p>\n<p>Il potenziale \u00e8 alto e le individualit\u00e0 non mancano: ora serve una visione condivisa per trasformare questo fermento in un vero sistema territoriale.<\/p>\n<p><strong>Abruzzo e Molise: <\/strong>9 Chiocciole, 11 Bottiglie, 5 Monete, 9 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/abruzzo-e-molise-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine abruzzesi e molisane<\/u><\/a><\/p>\n<p>L\u2019Abruzzo conferma la sua vitalit\u00e0 con produzioni che spaziano dalla costa alla montagna. Il Cerasuolo d\u2019Abruzzo vive un momento felice, sempre pi\u00f9 apprezzato per colore e versatilit\u00e0. In difficolt\u00e0 invece il Montepulciano, penalizzato da scelte stilistiche datate e da un&#8217;immagine commerciale poco curata, ma con alcuni esempi virtuosi in chiave moderna.<\/p>\n<p>Cresce l\u2019interesse per i vini bianchi, che nelle degustazioni hanno convinto pi\u00f9 dei rossi. Brilla il Trebbiano d\u2019Abruzzo, discreto ma profondo, mentre il Pecorino mostra un ampio spettro espressivo. Promettente anche il lavoro sulle sottozone della Doc Abruzzo. Le ultime annate, climaticamente estreme, evidenziano i vantaggi (e i limiti) della pergola abruzzese.<\/p>\n<p>Il Molise, nonostante resti schivo e poco raccontato, inizia a ritagliarsi uno spazio interessante, soprattutto grazie alla Tintilia, su cui resta da lavorare sia a livello enologico che comunicativo. Le sue produzioni si muovono con continuit\u00e0 tra le influenze abruzzesi e campane.<\/p>\n<p><strong>Campania: <\/strong>13 Chiocciole, 12 Bottiglie, 2 Monete, 10 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/campania-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine campane<\/u><\/a><\/p>\n<p>Dopo annate difficili, il 2024 \u00e8 stato quasi \u201cclassico\u201d, con vendemmie anticipate per il caldo e piogge di settembre che hanno aiutato la maturazione. I cambiamenti climatici impongono una gestione\u00a0 attenta\u00a0 della\u00a0\u00a0 vigna,\u00a0\u00a0 con\u00a0\u00a0 ritorno\u00a0\u00a0 a\u00a0\u00a0 tecniche\u00a0\u00a0 tradizionali\u00a0\u00a0 come\u00a0\u00a0 la\u00a0\u00a0 pergola.\u00a0\u00a0 In Irpinia crescono nuove aziende con ottimi Greco di Tufo e Fiano di Avellino, mentre i Taurasi diventano pi\u00f9 leggeri. Fuori dalle Docg, si affermano piccole realt\u00e0 artigiane nel Sannio e Caserta. Campi Flegrei offre vini moderni e caratteriali, mentre il Vesuvio soffre per incendi e pochi investimenti. La Costa d\u2019Amalfi mantiene alta la qualit\u00e0, ma il Cilento risente maggiormente del caldo, soprattutto sui vitigni internazionali.<\/p>\n<p><strong>Puglia: <\/strong>11 Chiocciole, 6 Bottiglie, 3 Monete, 5 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/puglia-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine pugliesi<\/u><\/a><\/p>\n<p>La viticoltura pugliese, come nel resto del Sud, ha dovuto adattarsi a estati pi\u00f9 calde e a una riduzione delle piogge fino al 30-40%. Le pratiche sostenibili hanno aiutato la vite a resistere, ma la produzione resta sotto la media, con costi in aumento e prezzi delle uve in calo, soprattutto\u00a0\u00a0 per\u00a0\u00a0 il\u00a0\u00a0 primitivo\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0\u00a0 Manduria,\u00a0\u00a0\u00a0 vittima\u00a0\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0\u00a0 speculazioni\u00a0\u00a0\u00a0 commerciali.\u00a0 La qualit\u00e0 media dei vini \u00e8 comunque alta, con eccellenze dalla Daunia e dalla Puglia centrale, guidate dal Nero di Troia. Interessante la nascita dell\u2019Associazione Capitanata Spumante Metodo Classico. Nel Salento, i vini rosa sono in ripresa, mentre cresce anche l\u2019interesse per i vini dolci, grazie a vitigni come Moscato, Malvasia, Aleatico e Primitivo Dolce Naturale.<\/p>\n<p><strong>Basilicata: <\/strong>3 Chiocciole, 1 Bottiglia, 2 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/basilicata-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine lucane<\/u><\/a><\/p>\n<p>La Basilicata del vino cresce con costanza, guidata dall\u2019Aglianico del Vulture, che resta il cuore pulsante della produzione regionale. L\u2019annata 2024 promette bene, grazie a uve di ottima qualit\u00e0 e vini eleganti e freschi. Ma il fermento si estende oltre il Vulture: la Doc Matera e altre zone stanno investendo in ricerca e valorizzazione di vitigni autoctoni e internazionali, con risultati interessanti anche nei bianchi. Cresce l\u2019attenzione alla sostenibilit\u00e0 e all\u2019enoturismo, in un processo che punta a fare sistema e raccontare il territorio attraverso il vino.<\/p>\n<p><strong>Calabria: <\/strong>2 Chiocciole, 1 Bottiglia, 3 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/calabria-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine calabresi<\/u><\/a><\/p>\n<p>In Calabria l\u2019annata 2024 si racconta pi\u00f9 come un\u2019esperienza umana che come semplice dato climatico o produttivo. Il vino qui \u00e8 il frutto delle mani, delle scelte e dell\u2019identit\u00e0 dei vignaioli che, nonostante sfide climatiche e sociali, mantengono viva una geografia segreta fatta di legami, memoria e appartenenza.<\/p>\n<p>Il vino calabrese non \u00e8 solo prodotto agricolo o mercato, ma relazione, cultura e racconto condiviso. Non si misura con punteggi o numeri, ma con la capacit\u00e0 di creare connessioni autentiche tra chi coltiva la terra e chi ne gode il frutto. \u00c8 un gesto collettivo che unisce comunit\u00e0 e generazioni, e solo attraverso questa consapevolezza potr\u00e0 costruire un futuro.<\/p>\n<p><strong>Sicilia: <\/strong>17 Chiocciole, 14 Bottiglie, 5 Monete, 12 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/sicilia-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine siciliane<\/u><\/a><\/p>\n<p>Con circa 100.000 ettari vitati, di cui due terzi a bacca bianca, e una forte vocazione biologica, la Sicilia si conferma una delle regioni vitivinicole pi\u00f9 vaste e diversificate d\u2019Italia. Le annate del 2022 e 2024 mostrano una gamma ampia di vini, con sfide climatiche come caldo e siccit\u00e0 nel 2024 e peronospora nel 2023.<\/p>\n<p>I bianchi, soprattutto Catarratto, Grillo e Insolia, mostrano buona salinit\u00e0 e carattere territoriale. I rossi, con Frappato, Cerasuolo di Vittoria e Nero d\u2019Avola in crescita, guadagnano in espressivit\u00e0 e piacevolezza, mentre gli Etna Rosso e faticano a causa del 2023. In ripresa anche le bollicine e i vini rosa, sebbene necessitino ancora di consolidamento territoriale.<\/p>\n<p>Particolare attenzione va ai vini dolci e passiti come Marsala, autentiche emozioni della tradizione isolana. Cresce infine il contributo dei produttori artigianali di piccola scala, portatori di un profondo legame con la terra e le variet\u00e0 autoctone, capaci di rinnovare la viticoltura locale con vini di grande anima.<\/p>\n<p><strong>Sardegna: <\/strong>5 Chiocciole, 7 Bottiglie, 4 Novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/sardegna-slow-wine-2026\/\"><u>Tutti i riconoscimenti alle cantine sarde<\/u><\/a><\/p>\n<p>La Sardegna conserva una forte identit\u00e0 vitivinicola, con grande variet\u00e0 di vitigni e vecchie vigne, ma deve affrontare il cambiamento climatico. Le ondate di calore pi\u00f9 intense e la siccit\u00e0 persistente anticipano le vendemmie e complicano la maturazione delle uve, mettendo a rischio il rispetto dei disciplinari. I produttori pi\u00f9 seri rispondono con pratiche in vigna attente e sostenibili, cercando di mantenere equilibrio e variet\u00e0. La siccit\u00e0 \u00e8 la sfida pi\u00f9 grave, con risorse idriche sempre pi\u00f9 scarse.<\/p>\n<p>Si rafforzano inoltre le collaborazioni tra vignaioli, anche se a livello istituzionale prevalgono grandi imprese. Slow Wine preferisce raccontare le piccole realt\u00e0 artigianali che custodiscono valori ambientali e autentici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>La quinta edizione della <a href=\"https:\/\/slowinefair.slowfood.it\/\">Slow Wine Fair<\/a><\/h1>\n<p>A BolognaFiere, dal 22 al 24 febbraio 2026<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un appuntamento irrinunciabile per gli operatori dell\u2019Horeca, i distributori e gli importatori interessati alle etichette di alta qualit\u00e0 e provenienti da metodi produttivi virtuosi: \u00e8 la <a href=\"https:\/\/slowinefair.slowfood.it\/\"><u>Slow Wine Fair<\/u><\/a>, l&#8217;unica fiera internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto, che giunge alla sua quinta edizione a BolognaFiere da domenica 22 a marted\u00ec 24 febbraio 2026.<\/p>\n<p>Organizzata da BolognaFiere in collaborazione con Slow Food, la Slow Wine Fair ospiter\u00e0 oltre mille aziende vitivinicole che si riconoscono nel Manifesto del vino buono, pulito e giusto. Distribuite in isole espositive in base al Paese e alla regione italiana di appartenenza, le cantine<\/p>\n<p>\u2013 certificate biologiche o biodinamiche, o in conversione \u2013 racconteranno e faranno degustare al pubblico i propri vini, frutto di una rigorosa selezione.<\/p>\n<p>Professionisti e buyer potranno partecipare a masterclass e conferenze in cui approfondire la conoscenza di millesimi, terroir e produttori, e usufruire di un servizio esclusivo e gratuito di matchmaking, per filtrare in modo mirato gli espositori da incontrare.<\/p>\n<p>Oltre al vino, la tre giorni in fiera valorizzer\u00e0 anche altre declinazioni dell\u2019alimentazione sana e sostenibile, altamente qualificate e orientate al visitatore Horeca: dagli amari della Fiera dell\u2019Amaro d\u2019Italia al caff\u00e8 dei torrefattori della Slow Food Coffee Coalition, fino al sidro.<\/p>\n<p>\u00abLa Slow Wine Fair \u00e8 un evento unico nel panorama fieristico perch\u00e9 unisce una forte identit\u00e0 valoriale a un format b2b pensato per l\u2019Horeca e per chi cerca vini di qualit\u00e0, sostenibili e rappresentativi del territorio\u00bb, afferma <strong>Rossano Bozzi, Direttore della Business Unit di BolognaFiere<\/strong>. \u00abQui il vino non \u00e8 solo un prodotto, ma il risultato di pratiche agricole virtuose, relazioni con il territorio e attenzione all\u2019ambiente. L\u2019internazionalizzazione \u00e8 uno dei driver principali per la crescita dell\u2019evento. Lo scorso anno abbiamo ospitato oltre 300 buyer da 20 Paesi, e continueremo su questa strada con progetti concreti: grazie alla collaborazione con ICE e Slow Food abbiamo avviato un roadshow in Canada, mentre nel 2026 lanceremo con il brand<\/p>\n<p><em>International Wine Experience <\/em>tre nuovi appuntamenti a Londra, Ho Chi Minh City e Citt\u00e0 del Messico\u00bb.<\/p>\n<p>Con lo stesso biglietto di Slow Wine Fair, il pubblico potr\u00e0 accedere anche a <a href=\"https:\/\/www.sana.it\/home-page\/1229.html\"><u>SANA Food<\/u><\/a>, l\u2019evento b2b di BolognaFiere sull\u2019alimentazione sana, sostenibile e di qualit\u00e0 per l\u2019Out-of- Home. A fare di SANA Food un\u2019opportunit\u00e0 strategica unica in Italia \u00e8 anche \u2013 per la prima volta \u2013 l\u2019ingresso dei produttori dei Pres\u00ecdi e delle reti Slow Food, che proporranno momenti formativi, degustazioni e tavole rotonde sui principali temi al centro delle politiche agroalimentari.<\/p>\n<h1>Dietro le quinte di Slow Wine 2026<\/h1>\n<p>La presentazione della guida \u00e8 resa possibile grazie al sostegno di numerose aziende che con Slow Wine condividono valori e visione.<\/p>\n<p>Official Partner sono <strong>Winterhalter<\/strong>, leader nello sviluppo di sistemi per tecniche di lavaggio professionali; <strong>Guala Closures<\/strong>, azienda globale specializzata nella progettazione e produzione di chiusure sostenibili per vino, distillati e bevande; <strong>Gruppo Saida ed Estal<\/strong>, esperti nella produzione e commercializzazione di contenitori in vetro per la distribuzione e la conservazione ottimale dei vini; <strong>Gruppo Reale Mutua, <\/strong>storico partner e sostenitore ufficiale di Slow Food Italia dal 2018; <strong>Bormioli Luigi<\/strong>, specializzato nell\u2019arte vetraria da venticinque generazioni; <strong>Fieramente, <\/strong>societ\u00e0 che si occupa di logistica, tecnologie avanzate e promozione internazionale per l\u2019industria del vino, ed <strong>Eventi di Cartone, <\/strong>azienda che realizza stand e allestimenti per fiere in cartone nel rispetto dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Fondamentale anche il supporto di <strong>Pulltex<\/strong>, scelta da cantine , sommelier, ristoratori e operatori per la qualit\u00e0 dei suoi cavatappi e accessori; <strong>Acqua S.Bernardo<\/strong>, con le sue fonti sulle Alpi Marittime \u00e8 partner e sostenitore ufficiale di Slow Food Italia; <strong>Corno Pallets, <\/strong>azienda leader nella produzione e distribuzione di pallet e soluzioni per la logistica sostenibile; <strong>PEFC<\/strong>, sistema di certificazione per la gestione responsabile delle foreste, che promuove il rispetto dell\u2019ambiente lungo tutta la filiera del legno, e che regala un\u2019agenda personalizzata alla cantina che riceve il Premio per l\u2019accoglienza; <strong>Cambium<\/strong>, punto di riferimento per il supporto e la formazione professionale alle aziende agricole e viticole biodinamiche e biologiche, che regala al Giovane vignaiolo la possibilit\u00e0 di partecipare a un corso a sua scelta; <strong>FISAR<\/strong>, la Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori, che affianca Slow Wine in tutti i suoi eventi e ha adottato la guida <em>Slow Wine <\/em>come libro di testo nei suoi corsi e l\u2019<strong>Istituto Professionale Statale Colombatto<\/strong>, che con il contributo dei suoi studenti, garantisce il servizio in sala.<\/p>\n<div id=\"attachment_30556\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0850-X2-I-collaboratori-regionali-di-Slow-Wine-2026.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-30556\" class=\"wp-image-30556 size-medium\" src=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0850-X2-I-collaboratori-regionali-di-Slow-Wine-2026-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0850-X2-I-collaboratori-regionali-di-Slow-Wine-2026-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0850-X2-I-collaboratori-regionali-di-Slow-Wine-2026-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0850-X2-I-collaboratori-regionali-di-Slow-Wine-2026-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0850-X2-I-collaboratori-regionali-di-Slow-Wine-2026-1080x721.jpg 1080w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/PR5_0850-X2-I-collaboratori-regionali-di-Slow-Wine-2026.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-30556\" class=\"wp-caption-text\">I collaboratori regionali di Slow Wine 2026<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Ufficio stampa Slow Wine Fair 2026 &#8211; <\/strong>Credit Fotografie Paolo Properzi<strong><br \/>\n<\/strong>\u00a0<a href=\"mailto:daniela.modonesi@bolognafiere.it\">daniela.modonesi@bolognafiere.it \u00a0<\/a><strong>Slow Food<\/strong>: Elisa Virgillito \u2013 Elena Coccia \u2013\u00a0 Valter Musso\u00a0<a href=\"mailto:press@slowfood.it\">press@slowfood.it\u00a0<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Tutti i diritti riservati \u00a9 2025\u2013 Email: nonsolomodanews@gmail.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Slow Wine 2026 &ndash; La guida, giunta alla 16esima edizione, &egrave; disponibile in libreria e online su slowfoodeditore.it Presentata oggi a Milano Slow Wine 2026, la guida ai vini di Slow Food, gi&agrave; disponibile in libreria e su slowfoodeditore.it. Una delle principali novit&agrave; della 16esima edizione &egrave; l&rsquo;inserimento della grammatura del vetro delle bottiglie, informazione ora presente per tutti i vini recensiti, che contribuisce a indirizzare il lettore verso una scelta di maggiore sostenibilit&agrave;, non riguardante solo il vino. Una scelta coerente con il percorso avviato nell&rsquo;ultima Slow Wine Fair con la guida Unpacking Wine, che ha puntato i riflettori sull&rsquo;importanza del packaging e sul suo impatto ambientale. In particolare, Slow Wine lancia una call to action che riguarda i vini fermi, invitando i produttori a ridurre il peso medio delle bottiglie da 0,75 l a meno di 450 grammi entro la fine del 2026. Un aspetto rilevante che rafforza l&rsquo;impegno della guida per una viticoltura sempre pi&ugrave; consapevole e sostenibile.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":30548,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","footnotes":""},"categories":[16],"tags":[281,372,1099,1265,9412],"class_list":["post-30539","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articolo","tag-bruno-angelo-porcellana","tag-comunicato-stampa-2","tag-nonsolomodanews","tag-sana","tag-slow-wine"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30539","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30539"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30539\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30557,"href":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30539\/revisions\/30557"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30548"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30539"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30539"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30539"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}