{"id":24508,"date":"2023-03-22T13:38:45","date_gmt":"2023-03-22T13:38:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/?p=24508"},"modified":"2023-03-22T13:51:00","modified_gmt":"2023-03-22T13:51:00","slug":"vinitaly-2023-a-servizio-del-business","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/vinitaly-2023-a-servizio-del-business\/","title":{"rendered":"VINITALY 2023 A SERVIZIO DEL BUSINESS."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_24513\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24513\" class=\"wp-image-24513 size-medium\" src=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/13042022-DSC_3579-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/13042022-DSC_3579-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/13042022-DSC_3579-684x1024.jpg 684w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/13042022-DSC_3579-768x1151.jpg 768w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/13042022-DSC_3579-1025x1536.jpg 1025w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/13042022-DSC_3579-1080x1618.jpg 1080w, https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/13042022-DSC_3579.jpg 1367w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><p id=\"caption-attachment-24513\" class=\"wp-caption-text\">credit Bruno Angelo Porcellana Vinitaly 2022<\/p><\/div>\n<h3><strong>VINITALY 2023 A SERVIZIO DEL BUSINESS. PIU\u2019 DI 4000 AZIENDE E RECORD INCOMING TOP BUYER DA 68 PAESI CON ENOLITECH E SOL&amp;AGRIFOOD IN FIERA OLTRE 4400 ESPOSITORI COMPLESSIVI<\/strong><\/h3>\n<p><!--more--><\/p>\n<h3>Business, internazionalizzazione e posizionamento. Sono le tre direttrici del 55\u00b0 <strong>Vinitaly <\/strong>pronto a diventare, dal 2 al 5 aprile, la pi\u00f9 grande \u2018ambasciata\u2019 del vino, con oltre <strong>4mila aziende <\/strong>da tutta Italia e da pi\u00f9 di <strong>30 nazioni<\/strong>, e un contingente record che supera i <strong>1000 top buyer <\/strong>(+43% sul 2022) da <strong>68 Paesi <\/strong>selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia.<\/h3>\n<p>\u201cSar\u00e0 un Vinitaly di servizio e sempre pi\u00f9 funzionale alle esigenze delle aziende che operano sui mercati &#8211; spiega il presidente di Veronafiere SpA, <strong>Federico Bricolo <\/strong>-. Una evoluzione prevista dal piano industriale con l\u2019obiettivo di potenziare ulteriormente l\u2019identit\u00e0 e la centralit\u00e0 della manifestazione, oggi riconosciuta quale brand in grado di trainare la promozione del vino italiano a livello internazionale. Il risultato della campagna straordinaria di incoming realizzata quest\u2019anno ci proietta verso il Vinitaly del futuro, leva per la competitivit\u00e0 e la crescita di questo settore strategico del made in Italy\u201d.<\/p>\n<p>Tra le 68 rotte di destinazione del vino italiano che convergeranno a Verona emergono, oltre alle consolidate piazze di Usa e Canada (complessivamente oltre 200 top client della domanda), i 17 Paesi dell\u2019Asia, guidati da Cina (130 top buyer), Giappone, Corea del Sud ma anche Hong Kong e Singapore, i 12 dal Centro e Sud America, con Brasile e Argentina in testa, nove stati africani e una mappa europea a quota 26.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo attuato un programma di investimenti eccezionali unitamente a importanti economie di scala per potenziare, gi\u00e0 da questa edizione di Vinitaly, il panel di top buyer a Verona &#8211; commenta l\u2019amministratore delegato della SpA fieristica, <strong>Maurizio Danese <\/strong>-. Garantire business e nuove opportunit\u00e0 commerciali per le aziende espositrici \u00e8 la nostra priorit\u00e0 di azione. Stiamo lavorando per avviare nuovi modelli di sviluppo per un Vinitaly pi\u00f9 sempre pi\u00f9 orientato sulla domanda internazionale e dal format efficientato\u201d.<\/p>\n<p>In contemporanea, sugli oltre 100mila mq netti di superficie espositiva tra padiglioni fissi e tensostrutture al completo, anche gli altri due saloni professionali &#8211; <strong>Enolitech <\/strong>con <strong>Vinitaly Design <\/strong>e <strong>Sol&amp;Agrifood <\/strong>con <strong>B\/Open <\/strong>e <strong>Xcellent Beers <\/strong>&#8211; che portano il totale espositivo in quartiere a pi\u00f9 di <strong>4.400 <\/strong>aziende.<\/p>\n<h3>A fare da prologo al 55\u00b0 Salone internazionale del vino e dei distillati, <strong>Vinitaly OperaWine<\/strong>, la super degustazione con i 130 produttori portabandiera selezionati da Wine Spectator in calendario sabato 1\u00b0 aprile alle Ex Gallerie Mercatali, di fronte al quartiere fieristico.<\/h3>\n<p>Confermate anche le principali aree tematiche: <strong>Vinitaly Bio; International wine hall<\/strong>; <strong>Vinitaly Mixology; Micro Mega Wines <\/strong>a cura del wine writer Ian D\u2019agata con focus sulle produzioni di nicchia e a tiratura limitata; <strong>Taste and Buy<\/strong>, il matching con operatori selezionati dalla rete fieristica in collaborazione con i Consorzi di tutela; <strong>Tasting Express <\/strong>con le pi\u00f9 importanti riviste internazionali di settore.<\/p>\n<p>Oltre 80 le degustazioni previste ad oggi dal calendario ufficiale della manifestazione (in aggiornamento su <u>vinitaly.com<\/u>), a partire dai <strong>Grand Tasting di Vinitaly <\/strong>nelle quattro giornate di manifestazione fino al walk around tasting dei <strong>Tre Bicchieri 2023 <\/strong>del <strong>Gambero Rosso <\/strong>(domenica 2 aprile) e dell\u2019<strong>Orange Wine Festival <\/strong>(3 aprile) che vede la presenza di aziende top da 10 paesi, oltre al <strong>Vinitaly Tasting <\/strong>&#8211; <strong>The DoctorWine Selection <\/strong>a cura di Daniele Cernilli (2-5 aprile), ideato per i buyer e gli operatori dell\u2019horeca e ai focus di <strong>Young to Young, ossia <\/strong>le tre sessioni di degustazione con dieci giovani produttori firmate da Paolo Massobrio e Marco Gatti.<\/p>\n<p>Spazio anche ai <strong>Concorsi<\/strong>. Oggi, infatti, \u00e8 in corso a Verona l\u2019<strong>International packaging competition <\/strong>\u2013 <strong>Vinitaly Design<\/strong>, il concorso che premia il miglior packaging per trend, design e innovazione di vini, distillati, liquori, birra e olio extra vergine di oliva. Mentre dal 28 al 30 marzo sar\u00e0 la volta del <strong>5 StarsWines The Book <\/strong>e <strong>Wine without walls<\/strong>, i riconoscimenti per le aziende che investono nel miglioramento qualitativo dei propri prodotti.<\/p>\n<p>Prosegue, inoltre, la distinzione tra operatori in fiera e <strong>winelover <\/strong>in citt\u00e0. A questi ultimi \u00e8 dedicato <strong>Vinitaly and the city<\/strong>, il fuori salone tra mostre, eventi, degustazioni e wine talk nei luoghi pi\u00f9 rappresentativi della citt\u00e0 Patrimonio Unesco: Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale. In programma dal 31 marzo al 3 aprile, Vinitaly and the city \u00e8 organizzato da Veronafiere in collaborazione di Comune di Verona, Provincia di Verona e Fondazione Cariverona. &amp; Dettaglio dei <strong>68 Paesi <\/strong>di provenienza degli <strong>oltre 1000 top buyer <\/strong>selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere per l\u2019edizione numero 55 di Vinitaly.<\/p>\n<p><strong>Nord America: <\/strong>Usa e Canada. <strong>Asia (17): <\/strong>Armenia, Azerbaigian, Cina, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Georgia, Hong Kong, India, Indonesia, Kazakhistan, Kirghizistan, Malesia, Singapore, Taiwan, Thailandia, Vietnam. <strong>Africa (9): <\/strong>Angola, Camerun, Costa d\u2019Avorio, Ghana, Kenia, Marocco, Mozambico, Nigeria, Sud Africa.<\/p>\n<p><strong>Centro-Sud America (12): <\/strong>Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Equador, Guatemala, Messico, Panama, Paraguay, Per\u00f9, Venezuela.<\/p>\n<p><strong>Europa (26 <\/strong>inclusa area Baltica, Balcani, Scandinavia e UK): Austria, Albania, Bulgaria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Inghilterra, Lituania, Lettonia, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovenia, Svezia, Svizzera e Ungheria<\/p>\n<p><strong>VINTALY (STUDIO): VINO CAMPIONE ITALIANO DI BILANCIA COMMERCIALE (+7,4 MLD DI EURO). IN 10 ANNI DAL 4\u00b0 AL 1\u00b0 POSTO<\/strong><\/p>\n<p><strong>I NUOVI NUMERI DELLA FILIERA: 31,3 MLD IL FATTURATO, 530 MILA LE IMPRESE, 870 MILA GLI ADDETTI<\/strong><\/p>\n<p><strong>DANESE (AD VERONAFIERE): DARE GIUSTA CONSIDERAZIONE A CAPITALE STRATEGICO PER MADE IN ITALY<\/strong><\/p>\n<p><strong>Roma, 22 marzo 2023 <\/strong>&#8211; Il vino italiano rivede e aggiorna i suoi numeri e si scopre sempre pi\u00f9 decisivo in chiave made in Italy. Lo dice l\u2019analisi presentata oggi dall\u2019Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia in occasione della conferenza stampa della rassegna veronese, in programma dal 2 al 5 aprile prossimi. L\u2019industry vinicola del Belpaese vale 31,3 miliardi di euro, impegna 530 mila aziende con circa 870 mila addetti, ed \u00e8 in cima alla speciale classifica relativa alla bilancia commerciale del made in Italy \u201ctradizionale\u201d, quello delle 4A (Abbigliamento, Alimentare, Arredamento, Automazione) che vale ogni anno circa 200 miliardi di euro. il contributo del vino \u2013 cita l\u2019analisi presentata da Carlo Flamini di Unione italiana vini e Giuseppe Schirone di Prometeia &#8211; non si limita infatti alla filiera agroalimentare, ma si allarga al made in Italy nel suo insieme: dall\u2019analisi di oltre 40 settori rappresentativi delle cosiddette 4A, il vino, con 7,4 miliardi di euro di esportazioni nette, si colloca \u2013 nel 2022 &#8211; al primo posto per livello del saldo commerciale, lasciandosi alle spalle altri campioni del Made in Italy nel mondo, sia del sistema moda che della meccanica strumentale. Una scalata, quella del prodotto agricolo italiano pi\u00f9 richiesto nel mondo, partita dal 4\u00b0 posto del 2011 sino alla performance di oggi, con il sorpasso su altri comparti icona del lifestyle italiano come la gioielleria\/bigiotteria (+6,8 miliardi di euro), la pelletteria (+6,7 miliardi di euro) e l\u2019abbigliamento (+6,4 miliardi di euro).<\/p>\n<p>Secondo l\u2019amministratore delegato di Veronafiere, <strong>Maurizio Danese<\/strong>: \u201c<em>Troppo spesso il vino non \u00e8 considerato dalla comunit\u00e0 economica per la sua reale dimensione. Il settore, con le sue imprese, \u00e8 cresciuto ed ha affinato la propria managerialit\u00e0 fino a diventare un capitale strategico del prodotto Italia. Per questo Vinitaly &#8211; anche alla luce delle polemiche di alcune lobby che ne vorrebbero ridimensionare la portata economico-sociale &#8211; ha voluto quest\u2019anno concentrarsi su un\u2019analisi in grado di definire il reale valore del comparto. Siamo convinti che il vino sia una ricchezza straordinaria per l\u2019Italia e che, come testimoniano i numeri presentati nel rapporto, la strada per l\u2019ulteriore crescita debba necessariamente passare dall\u2019export. \u00c8 questo anche il traguardo di un Vinitaly che ha destinato gran parte delle proprie risorse in funzione di un allargamento globale della platea business e per il radicamento all\u2019estero sui mercati mergenti e maturi<\/em>\u201d.<\/p>\n<h4>LA FILIERA<\/h4>\n<p>Il rapporto ha quantificato i numeri espressi dalla filiera del vino a partire dal vigneto per arrivare alla fase distributiva e commerciale, integrandoli con quelli dei settori correlati, anch\u2019essi annoverati tra punte di eccellenza del made in Italy. La filiera \u201ccore\u201d \u2013 coltivazione\/produzione e vendita\/distribuzione \u2013 vale 26,2 miliardi di euro (16,4 miliardi di euro la parte produttiva e 9,8 miliardi le vendite al dettaglio\/ingrosso), impiega 836.000 addetti con un numero di aziende pari a 526.000. La filiera \u201ccorrelata\u201d (tecnologie e macchinari per vigneto, cantina e controllo qualit\u00e0\/certificazioni) conta circa 1.850 aziende, con 34.000 addetti, per un fatturato di 5,1 miliardi di euro. Sommando insieme i canali diretti e indiretti della filiera \u201ccore\u201d, in Italia (quindi escludendo l\u2019export) il segmento Horeca-ingrosso-enoteche detiene una quota del 58% sul totale, seguito dal 25% della Gdo e dal 18% delle vendite dirette in cantina. La filiera \u201ccorrelata\u201d conta sulla parte vigneto con attrezzature per l\u2019impianto, fitofarmaci, fertilizzanti, imprese per la meccanizzazione (10.200 addetti, 2 miliardi di euro); la cantina, composta da aziende produttrici di macchine e attrezzature per la trasformazione, vinificazione, imbottigliamento oltre alle materie prime secche (20.000 addetti, 2,9 miliardi di euro); il controllo qualit\u00e0 (3.500 addetti, 150 milioni di euro). In Italia ci sono 29,4 milioni di consumatori di vino (55% della popolazione), di questi il 42% \u00e8 quotidiano. La crescita media annua dei consumatori fino a 44 anni (il 34% del totale) \u00e8 diminuita del 2,1% dal 2008 al 2021.<\/p>\n<h4>MADE IN ITALY<\/h4>\n<p>Il tratto caratteristico dell\u2019industria enologica \u00e8 senza ombra di dubbio il livello di internazionalizzazione. Con 7,9 miliardi di euro esportati nel 2022, le vendite estere hanno toccato il massimo storico<strong>, <\/strong>generando oltre il 54% del fatturato settoriale e confermando l\u2019industria vinicola nettamente in testa al ranking dell\u2019export dei settori alimentari. Un risultato \u2013 cita il rapporto -ottenuto al termine di un decennio in cui, con una crescita cumulata prossima all\u201980%, il settore \u00e8 risultato uno dei principali attori dell\u2019accelerazione complessiva dell\u2019export alimentare italiano. Senza il contributo del vino, che ha una propensione all\u2019export doppia rispetto agli altri alimentari e bevande (54,5% vs 27,3%), l\u2019avanzo commerciale dell\u2019alimentare sarebbe inferiore del 64%. Secondo l\u2019analisi dell\u2019Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia, questa naturale vocazione all\u2019export determina anche un ruolo di \u201capripista\u201d a beneficio degli altri comparti dell\u2019agroalimentare. Si stima infatti che, negli ultimi 15 anni, ad ogni punto in pi\u00f9 di crescita delle esportazioni di vino sia associata \u2013 due anni dopo \u2013 una crescita di 0,8 punti percentuali in media per gli altri prodotti alimentari.<\/p>\n<h4>RISCHI DI TRANSIZIONE<\/h4>\n<p>Non mancano i rischi per un comparto che, rispetto all\u2019alimentare nel suo complesso, \u00e8 pi\u00f9 esposto alle oscillazioni cicliche dettate dalla congiuntura e\/o da fattori esogeni. In particolare, sar\u00e0 cruciale la capacit\u00e0 di misurarsi con le sfide poste dal cambiamento climatico: per far fronte ai \u201crischi di transizione\u201d (investimenti necessari per sostenere i percorsi verso la sostenibilit\u00e0), ad esempio, la filiera vitivinicola potrebbe dover destinare, su base annua, risorse pari a circa lo 0,7% del proprio fatturato da qui al 2050. Per un controvalore di oltre 100 milioni di euro l\u2019anno e un investimento complessivo di circa 2,7 miliardi di euro.<\/p>\n<h2 class=\"h1 text-uppercase\">#vinitaly #vinitaly2023<\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\">Testi e loghi del Servizio Stampa Veronafiere\/Vinitaly<br \/>\nTutti i diritti riservati \u00a9 2023 \u2013 Email: nonsolomodanews@nonsolomodanews.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VINITALY 2023 A SERVIZIO DEL BUSINESS. 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