{"id":2259,"date":"2013-09-21T05:59:38","date_gmt":"2013-09-21T05:59:38","guid":{"rendered":"http:\/\/nonsolomodanews.com\/?p=2259"},"modified":"2013-09-21T05:59:38","modified_gmt":"2013-09-21T05:59:38","slug":"wikiarte-bologna-via-san-felice-18-dal-219-quattro-mostre-personali-invadono-gli-spazi-di-wikiarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsolomodanews.it\/wordpress\/wikiarte-bologna-via-san-felice-18-dal-219-quattro-mostre-personali-invadono-gli-spazi-di-wikiarte\/","title":{"rendered":"Wikiarte Bologna &#8211; Via San Felice, 18 &#8211;  dal 21\/9 quattro mostre personali invadono gli spazi di Wikiarte"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>Inaugurazione Mostra &#8211; Sabato 21 settembre 2013<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>ore 18.00<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\"><strong>MICHEL AUDEBERT<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>ILARIA VANNI <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>LORENZO BELARDI <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>ALESSANDRA SITTA<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><span style=\"color:#000000;\">Quattro mostre personali invadono gli spazi di Wikiarte per raccontare la materia fattasi arte. L\u2019eterogeneit\u00e0 degli artisti rende ancora pi\u00f9 evidente il nesso che li collega e che si esprime in una accurata ricerca sulla materia, naturale o artificiale, che, a seconda della creativit\u00e0 che la manipola, si presenta nelle sue forme pi\u00f9 inaspettate.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><span style=\"color:#000000;\">Molti definirebbero i lavori di <strong>Lorenzo Belardi<\/strong> frutto di una ispirazione informale, chiaro tratto di italianit\u00e0. Non possiamo darli torto se rimaniamo ad osservare le paste sgorganti dalla tela come un esercizio dell\u2019enfasi gestuale e materica del degrado della forma. Ma se, invece, realizziamo che davanti agli occhi non abbiamo la radicale risposta a una crisi intellettuale (come lo era l\u2019Informale degli anni \u201850 \u2013\u201860 del XXsec.)dovuta a una devastazione bellica, scopriamo che la prima espressione, pur valida, rimane incompleta. Questo perch\u00e9, oltre le similitudini strutturali con un\u2019arte aniconica, il lavoro mostra una insistente presenza, bizzarra e contorta, irregolare e cangiante , tale da \u00a0creare un atmosfera barocca frizzante di perle dorate e schizzi d\u2019acqua e sangue. Le opere assumono cosi l\u2019aspetto di informi ferite aperte, ma la dinamica del gesto non \u00e8 dettata dal taglio lesionante si stampo azionista bens\u00ec dallo svolgersi del linguaggio gestuale drammatizzante e eloquente,\u00a0 a volte patetico, del Barocco. Questa reciproca consunzione delle due caratteristiche principali di due maniere tanto lontane e differenti stilisticamente produce un arte tanto emotiva e concettuale quanto vistosa e espressiva.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><span style=\"color:#000000;\">Il punto \u00e8 la partenza per l\u2019arte di <strong>Ilaria Vanni<\/strong> e diventa l\u2019unit\u00e0 costitutiva per il colore e la forma, per la luce e il movimento. L\u2019artista non disdegna suggestioni post-impressioniste e romantiche, sia nella realizzazione tecnica che nelle tematiche, operando con un pennello leggero e trasparente, di tratti veloci e luminosi che tessono il trama pittorico. Quest\u2019ultimo si esprime in forme di volumi instabili, pixelizzati che permettono il sovrapporsi di \u00a0una molteplicit\u00e0 dei piani di raffigurazione, in prospettive verticali e orizzontali, che si \u201cincastrano\u201d in un perfetto andamento narrativo, a volte molto saturo. La pluralit\u00e0 dei piani e dei punti di vista, la dolcezza e l\u2019ingenuit\u00e0 del raffigurato, la luminosit\u00e0 non aggressiva dei colori semplici fanno emergere nella mente di chi guarda il giottesco mondo, spirituale e cordiale, mentre un certo sintetismo figurativo e cromatico rimanda alle visioni tahitiane di Gauguin. La poetica di Vanni possiede il raffinato sentimentalismo femminile, ma si concentra principalmente sullo studio della costruzione a pi\u00f9 fasce dell\u2019impostazione dell\u2019immagine, volta ad ottenere un complesso unitario nello stesso riquadro di una narrazione plurima che inevitabilmente esercita un coinvolgimento immediato della percezione e, dunque, della cognizione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><span style=\"color:#000000;\">Le Corbusier insegna che il pilastro, il tetto terrazzato, il nastro &#8211; finestra e la facciata libera in una pianta altre tanto libera sono i cinque punti dell\u2019architettura moderna, quella costruita per l\u2019uomo e a misura d\u2019uomo. Il moderno <em>modulor<\/em> del proprio habitat si impone come misura per ogni cosa, causando cosi una importante standardizzazione architettonica madre della contemporanea unit\u00e0, per niente unica, d\u2019abitazione. Il \u201cbosco di cemento\u201d, nato da fallite utopie urbanistiche, \u00e8 attualmente il \u201cnaturale\u201d habitat dell\u2019umanit\u00e0. \u00a0<strong>Alessandra Sitta <\/strong>si muove in esso con la curiosit\u00e0 del bambino e l\u2019originalit\u00e0 del creativo, cercando di ricomporre, con l\u2019aiuto della macchina fotografica, i volumi solidi, irremovibili e statici, in nuove Costruzioni geometriche che trasformano il volume in linea, estraniandosi dalla fisicit\u00e0 degli oggetti e enfatizzando il loro puro concetto estetico. \u00a0Il risultato di questa operazione ha sempre una duplice natura, anche per il suo essere fotografia: da una parte la registrazione imparziale e disinteressata del \u201cnon luogo\u201d indefinibilie e straniante dove esperienza fisica e mediale si sovrappongono; dall\u2019altra parte la pratica sensuale di un ambiente diventato il \u201cluogo\u201d carico di reciproci rimandi con il corpo la sua memoria fisica dello spazio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><span style=\"color:#000000;\">L\u2019evidente ricerca di specificit\u00e0 nelle fotografie di <strong>Michel Audebert<\/strong> avvicina la sua ricerca a elementi neo-pittoricista degli anni trenta del secolo scorso. Ma, d\u2019altronde, lo stesse Edward Weston ha un passato da pittoralista, prima di ottenere la particolarit\u00e0 della natura fotografica dotata di un linguaggio talmente specificante, che rende possibile una vista \u201coltre\u201d la vista capace di indagare oltre quello che normalmente comprende l\u2019occhio . La natura evocativa del corpo umano, del paesaggio e dei suoi elementi (acqua-aria-terra) sono la prima via d\u2019espressione di questo procedimento, e lo stesso Audebert dimostra con i propri lavori, di essere riuscito a \u201ccatturare\u201d nell\u2019immagine il flusso creativo e l\u2019energia che scorre attraverso le cose e le collega tutte. Una visione tanto universale quanto intima.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><span style=\"color:#000000;\">\u00a0Denitza Nedkova<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><span style=\"color:#000000;\"><strong>Critica: <\/strong>Presentazione a cura di Denitza Nedkova<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><span style=\"color:#000000;\"><strong>Curatori mostra: <\/strong>Deborah Petroni -Rubens Fogacci<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inaugurazione Mostra &ndash; Sabato 21 settembre 2013 ore 18.00 MICHEL AUDEBERT ILARIA VANNI LORENZO BELARDI ALESSANDRA SITTA &nbsp; Quattro mostre personali invadono gli spazi di Wikiarte per raccontare la materia fattasi arte. 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