Concorsi-Miss Interviste

Giulia Minotti, Venere Nonsolomodanews 2018 del concorso Venere d’Italia

Nonsolomodanews ha il piacere di presentare ai propri lettori le ragazze che hanno partecipato alla finale nazionale del concorso Venere d’Italia che si è svolto a Cirò Marina (Kr). Iniziamo con la giovanissima Giulia Minotti Miss Nonsomodanews 2018.  Ringraziamo Giulia e auguriamo ai lettori di Nonsolomodanews buona lettura. 

Ti vuoi presentare?  “Sono Giulia Minotti, sono alta 1,70m e le mie misure sono 85, 60, 90. Ho gli occhi marroni, i capli castani e porto un 38 di scarpe. Sono nata a Lagosanto e risiedo a Migliaro in provincia di Ferrara”.

Complimenti per avere conquistato la fascia di “Venere Nonsolomodanews 2018”.

Ci dici in due parole le emozioni che hai provato partecipando al concorso? “È stato qualcosa di sorprendente ed emozionante. Non credevo di poter arrivare fra le prime dodici e di vincere la fascia per una rivista importante. È stato davvero qualcosa di sbalorditivo. Ne esco molto soddisfatta pur non avendo raggiunto il podio”.

Come sei giunta alla finale nazionale? “Ho iniziato per scherzo, per sfida personale facendo qualche selezione verso la fine di giugno. Più continuavo più i risultati arrivavano, come la selezione da finalista nazionale”.

Come sei di carattere? “Sono una persona molto sensibile, mi emoziono per le piccole cose, come un tramonto, una canzone che tocca certe corde. Sono solare, dotata di autoironia e sempre disponibile ad ascoltare le persone, un po’ meno a parlare di me stessa. Mi vedo introversa e timida se sono in un gruppo di persone che non conosco, ma quando mi apro sono molto chiacchierona e dalla risata facile. Sono molto riflessiva e razionale, forse troppo, so però di poter provare delle forti emozioni e passioni”.

Qual è il  tuo rapporto con gli animali? “Amo tutti gli animali, senza distinzioni. Mi piacciono soprattutto i gatti perché li vedo come simbolo di indipendenza, a casa mia infatti ne ho due”.

Qual è il colore preferito? “Il mio colore preferito è il blu notte”.

Che cosa è per te la femminilità? “La femminilità rappresenta per me un valorizzare i nostri punti forti, rendendoli di conseguenza attraenti. Non strafare ma puntare sui particolari. Significa puntare sull’essenza che ogni donna ha. È inutile costringersi a camminare sui tacchi per esser femminili, se così facendo sembriamo solo più sgraziate”.

Pensi che presentarti davanti al pubblico in costume possa ledere la tua femminilità? “Non credo, anzi, se si hanno modi e raffinatezza può essere solo un modo per dimostrare che un costume non rende volgare una donna”.

Meglio essere o apparire? Ci parli delle tue esperienze di modella e fotomodella? “Di sicuro essere. Quando si è, piacendo o non, si verrà di sicuro notati per la propria particolarità, propria di ogni uomo, e penso che sia un traguardo che tutti dovrebbero raggiungere.  A parte un servizio a 13 anni, ho ricominciato in concomitanza con le selezioni, sfilando per atelier da sposa e altre boutique, facendo servizi fotografici (seppur pochi) e avendo un’esperienza (davvero bella) di body painting”.

Quando hai iniziato a posare?  “Ho fatto il mio primo servizio quando avevo 13 anni, per poi smettere. Ho ricominciato in concomitanza con l’inizio delle sfilate e selzioni per il concorso quest’anno”.

Quali sono i generi fotografici che preferisci e perché? “Preferisco i ritratti, perché penso che il viso possa essere una delle nostre espressioni più grandi, e le fotografie glamour per esprimere il nostro estro”.

Hai un progetto fotografico ti piacerebbe realizzare e perché? “Mi piacerebbe poter posare in un qualche luogo immerso nella natura, magari al tramonto (uno dei miei momenti preferiti della giornata). Principalmente perché penso che una luce naturale dia dei colori migliori, un’atmosfera diversa da quella dello studio, poi per me stessa, adoro stare in mezzo alla natura, quindi avere delle foto professionali lì sarebbe fantastico”.

Segui e pratichi qualche sport in particolare? “Seguo moltissimo il calcio, andavo anche a tifare la mia squadra (Spal) nella sua curva. Non pratico però nessuno sport, anche se vorrei iniziare latino americano”.

Hai degli hobby? Suono il pianoforte per passione e amo la musica che mi accompagna ogni giorno appena posso ascoltarla. Mi piace tantissimo leggere, lo vedo come un modo per evadere, per conoscere e per sognare”.

Qual è il rapporto con la tecnologia e in modo particolare con il telefono? “Il telefono mi accompagna tutti i giorni, più che altro per poter rimanere in contatto con gli amici, molti dei quali non riesco a vedere anche per una settimana. La televisione o il computer non li guardo spesso “a causa” degli impegni e dello studio”.

Potresti vivere senza i social? “Credo che ormai siano una realtà radicata nella società, anche un portale per lanciare dei messaggi che possono aiutare, per condividere arte et simili, quindi non vedendoli in modo solo negativo direi di no”.

Quali sono i tuoi riferimenti sui social, FB, Instagram e se ne hai altri in modo tale chi volesse seguirti lo può fare senza sbagliare.   “Su Facebook mi si può trovare come <<Giulia Minotti>>, Instagram come <<giulia_minotti>> ”.

Qual è il tuo rapporto con il cibo “Non seguo diete e principalmente mangio ciò di cui ho voglia. Amo molto cucinare perciò quando ho tempo mi sbizzarrisco”.

Qual è il piatto che ti piace di più? “Carbonara, un classico insormontabile, ma anche i cappelletti in brodo (tipici Ferraresi) della nonna”.

Hai una modella che conosci e alla quale ti ispiri? “Principalmente Naomi Campbell, una raffinatezza, una femminilità e un modo di camminare a dir poco unico”.

Che cos’è per te la moda? “La moda non è solo apparire, è uno dei modi che l’uomo ha per esprimersi e grazie alla quale cercherà sempre di farlo. Qualcosa che indossiamo, che gli altri vedono e che ci fa star bene con noi stessi. È qualcosa spesso che accomuna le persone, un po’ per mentalità diversa da ogni generazione”.

Qual è l’accessorio che non ti stacchi mai quando esci?  Non ho accessori particolari, li cambio anche in base a ciò che indosso. Ho ⅔ orecchini che però non tolgo mai”.

Come è stato il rapporto con le altre concorrenti del concorso? E’ nata qualche nuova amicizia? “Ho cercato il più possibile di socializzare e le concorrenti mi hanno assecondata in questa cosa. Ho chiacchierato e persino ballato con ragazze delle altre regioni. È stata una concorrenza positiva e mai oltre il limite. Non ho però instaurato nessuna particolare amicizia”.

Se avessi di fronte a te la vincitrice del concorso che cosa le vorresti dire? “Le direi che è stato un primo posto super meritato, quando ci misero in gruppo per l’assegnazione dei numeri, maglie e costume fu quella che realmente mi colpì di più; bellezza, classe e portamento, lei le ha tutte”.

Sogno nel cassetto? “Sono due: diventare una modella per l’alta moda (per marche come D&G che esprimono tutta la tradizione italiana), ma anche psicologa perché penso che più si vada avanti più l’essere umano abbia bisogno di essere ascoltato e capito; sarei felice di aiutare nel mio piccolo”.

Ultima domanda, hai qualche persona in particolare da ringraziare per la tua partecipazione al concorso Venere d’Italia? “Ringrazio infinitamente mia madre che è stata la prima ad incoraggiarmi in questa cosa. Ringrazio Marco Fabbri, Cinzia Nassi Tinarelli e Marika Poldrugovac dell’agenzia Miss Fashion Victim che hanno gestito Venere d’Italia Emilia Romagna sempre disponibili verso le ragazze. Ringrazio anche le altre finaliste Nazionali della mia regione, sempre solari e mai invidiose e che mi hanno sempre sostenuta”.

Bruno Angelo Porcellana

Le fotografie sono state fornite da Giulia Minotti. I diritti appartangono ai relativi fotografi.
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