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settembre 2013

Articoli

Federico Barbieri: Come fotografo il fashion

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Sono un ragazzo di Ferrara, appassionato da un anno alla fotografia di moda, o forse meglio conosciuta come fashion photography. Non so spiegare bene come sia nata questa passione, è successo e basta: a piccoli passi, ho capito come muovermi e piano piano ho portato a casa scatti sempre più soddisfacenti. Sin dall’inizio era come se mi trovassi nel posto giusto al momento giusto, cioè ho capito fin da subito che non era “una cosa tanto per provare”, ma la mia strada. Da lì mi sono buttato a capofitto su libri e riviste, sia tecniche che puramente visive, per farmi l’occhio e capire quale era il mio stile, che da lì a poco sarebbe uscito fuori. La padronanza tecnica nella fotografia è fondamentale, soprattutto quando si ha a che fare con altre persone riprese, perché si deve interagire con loro e soprattutto farsi capire. Quindi la gestione della modella è importante quanto la tecnica; il fotografo è il regista di un copione scritto da lui stesso e deve farlo interpretare alla modella al fine di trasmettere emozioni e sentimenti, che devono essere attinenti alla location e all’outfit. Preferisco scattare in esterna, per avere più varietà di location e di illuminazione, ma soprattutto per creare e mostrare

Ph. Federico Barbieri  ”Venice in fashion” Modella: Nicole Bulgaru Make Up: Silvia Busso

Ph. Federico Barbieri
”Venice in fashion”
Modella: Nicole Bulgaru
Make Up: Silvia Busso

un’ambientazione che faccia da contorno e da cornice alla modella. Mi piace scattare utilizzando anche flash in abbinamento alla luce naturale, per creare un atmosfera più ricercata e teatrale alla foto. Prima di ogni shooting è fondamentale previsualizzare ciò che

Ph. Federico Barbieri  ”Venice in fashion” Modella: Nicole Bulgaru Make Up: Silvia Busso

Ph. Federico Barbieri
”Venice in fashion”
Modella: Nicole Bulgaru
Make Up: Silvia Busso

si va a fotografare, quindi è bene scegliere la modella giusta, la location corretta e l’abbigliamento adatto al contesto. In pratica si applica la ricerca dell’armonia, del buon senso e del buon gusto, a mio avviso, valori spesso travisati e trascurati da molti. Durante lo shooting si cerca sempre di enfatizzare i lati positivi della modella, che possono essere lo sguardo, il sorriso, il volto ecc. Questo per dire che è bene capire fin da subito quale modella fa a caso del fotografo e del contesto. Modelle adatte a scatti in stile fashion moderno possono non essere adatte a scatti in stile anni ’50 e viceversa.  Dunque ci sono tanti fattori e se vogliamo pezzi di un puzzle, che devono combaciare per creare uno shooting ad hoc. 

Ph. Federico Barbieri ”Venice in fashion”Modella: Nicole Bulgaru Make Up: Silvia Busso

Tutti i diritti riservati

 

Modelle

Intervista a Fabiola Viviano. Fotomodella che ama differenti stili e che concepisce la fotografia come arte.

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Fabiola Viviano è una giovane ragazza piemontese di 21 anni. Fabiola è dolce e allo stesso tempo, come si definisce lei, donna di carattere, intraprendente e determinata. Gli piacciono le sfide e non ha paura di mettersi in gioco. Ringraziamo Fabiola per avere concesso questa intervista a Nonsolomodanews.

Fabiola Viviano

Fabiola Viviano

Ciao Fabiola, ti vuoi presentare? Quando sei nata e dove? “Ciao, mi chiamo Fabiola Viviano ho 21 anni e sono nata a Torino nel 1992. Sono una ragazza dinamica, appassionata di moda e fotografia. Amo viaggiare e confrontarmi con culture diverse apprezzandone arte, storia e colori”.

Quali sono le tue misure? “75/62/84. Sono alta 170 cm e indosso scarpe numero 36/37. Il colore dei capelli è castano scuro e ho gli occhi marrone scuro”.

Fabiola Viviano

Fabiola Viviano

Come sei di carattere? “Sono una ragazza dolce e allo stesso tempo di carattere, intraprendente, determinata, che ama le sfide costruttive e non ha paura di mettersi in gioco. Sono perfezionista, amo i dettagli e l’unicità nelle cose”.

Che cosa ti piace in generale e che e cosa non ti piace? “Tutto ciò che mi coinvolge positivamente mi piace ed è per questo che amo fare shooting e partecipare alle sfilate. Amo potere indossare abiti diversi, interpretandone lo stile, amalgamandomi con l’ambiente e trasmettendo il messaggio che lo/a stilista vuole diffondere allo spettatore. Quando con il corpo, l’espressione e il pensiero riesco a congiungermi con l’ambiente sarò riuscita a comunicare nel mio piccolo delle emozioni. Non mi piacciono le cose non definite, non studiate e non valorizzate”.

Fabiola Viviano

Fabiola Viviano

Qual è il colore preferito? “Amo tutti i colori purché siano brillanti, pieni e vivi”.

Qual è il tuo rapporto con gli animali? “Amo gli animali, li rispetto e vorrei che tutti lo facessero”.

Cosa stai facendo in questo particolare della tua vita? “Attualmente non lavoro ma confido che prima o poi riuscirò ad addentrarmi come modella/  fotomodella nel mondo della moda”.

Che cosa vorresti fare da “grande”, ovvero dopo che avrai terminato di posare? “Posare di nuovo e viaggiare”.

Fabiola Viviano

Fabiola Viviano

Cosa cerchi da un fotografo e più in generale che cosa cerchi dalla fotografia? “Il fotografo a priori deve essere un artista e avere la passione per l’arte, saper vedere, osservare, catturare l’attimo il momento l’espressione di un pensiero, avere competenze tecniche e specifiche. Dalla fotografia cerco la comunicazione, deve trasmettere”.

Che cosa cercano i fotografi da te? “Bella domanda, proverò a chiedere. Di sicuro non solo la bellezza fisica”.

Chi è nella tua famiglia il tuo primo sostenitore/sostenitrice? “Mia madre”.

Fabiola Viviano

Fabiola Viviano

Quando hai iniziato a posare? “Da marzo 2013 ho cominciato a partecipare ai diversi concorsi di bellezza locali. Di tre sono stata invitata alle finali nazionali ma per ovvi motivi non ho potuto prenderne parte. E’ da questi eventi che ho conosciuto diversi fotografi e da giugno realizzato photoshootings. Da ognuno di loro ho potuto acquisire suggerimenti molto utili nella posa fotografica e ciò ha arricchito davvero tanto il mio “tirocinio”. Sono consapevole di avere ancora tantissime cose da imparare e la volontà di apprendere dai professionisti del settore non manca”.

Quali sono i generi fotografici che preferisci e perché? “Art, lingerie, capelli, cataloghi, fashion, commerciale, costume da bagno, cover, fitness, mani e piedi. Ho un fisico longilineo e penso di poter posare per diversi generi”.

Quale progetto fotografico ti piacerebbe realizzare e perché? “Mi piacerebbe tantissimo essere la testimonial di qualche firma famosa della moda.

Che cosa significa per te “essere una modella/fotomodella? “Innanzitutto fare parte di questo mondo professionale con i suoi pro e contro. Prefiggersi grande spirito di adattamento ai suoi ambienti, ritmi e impegni. Avere tanta determinazione, forza, costanza ed entusiasmo. Sacrifici ma anche molto divertimento e soddisfazioni”.

Fabiola Viviano

Fabiola Viviano

Hai frequentato corsi di modeling e portamento? “No, tutta esperienza sul campo e tanta pratica in casa davanti allo specchio osservando le foto delle modelle sulle riviste di moda per trarne ispirazione su suggerimento dei fotografi”.

Hai degli hobby? “Approfondire la conoscenza e lo studio della lingua inglese, svolgere attività fisica e fare shopping con le amiche”.

Tu sei piemontese, a livello di cucina, qual è il piatto che ti piace di più? “Amo la cucina di tutto il territorio italiano. Un piatto piemontese che adoro è il Fritto di pesce del Casale Monferrato”.

Qual è il tuo rapporto con il cibo? “Buono”.

Ti piace il vino e se si, quale? “Apprezzo il buon vino ma non lo bevo”.

Fabiola Viviano

Fabiola Viviano

Modella o fotomodella che conosci e alla quale ti ispiri? “Di professioniste ce ne sono tante e diverse vedi Coco Rocha, Bianca Balti, Gisele Bundchen, Martina Colombari, Monica Bellucci… ognuna con il proprio carattere e professionalità ma tengo a precisare che intendo essere me stessa e non una copia”.

 Hai da fare qualche ringraziamento? Certamente. Ringrazio tutte le persone che ho incontrato finora in questo splendido settore: le raffinate ed eleganti presentatrici Elia Tarantino, Mirella Rocca, Milena Campanas e Barbara Castellani. I divertentissimi e simpaticissimi presentatori Emilio Savastano e il suo Team, Filippo Locantore, Alex Napolen Wilson, Sebastiano Speziale, Bruno Don Prestia, Claudio Azzolina e Riccardo Pellegrini. Tutto il Team di Look Mania, gli hair stylist Pietro D’aria, Michele Lacarbonara, Sufaj Ervis, Virgò Parrucchieri e Roberto Volpe di Franco Curletto. Le MUA Vittoria Corona, Laura Balzano, Erika Pxa Make Up e Katia Dentis. Gli stilisti Fabio Cavallo, Ilian Rachov, Ivan Guerrera, le collezioni di Turin Jewels e Diecimetriquadrati, Matteo Vincenti, Vogue Spose, Monica Insalata, Jessica Gonella, Dana Design, Francesca Surace e Aline Sanches. I fotografi per i quali ho posato Andrea Prizzon, Raffaele Foto, Andrea Berardi, Fabio Benedetto, Elio Draghi, Fabio Torti e Renato Valterza. Un grazie alla mia mamma per le foto che mi ha scattato. Grazie anche ai fotografi che mi hanno ritratto durante gli eventi, tutti i ragazzi e le ragazze che ho conosciuto e con i/le quali mi sono divertita tantissimo. Un grazie particolare a Bruno Angelo Porcellana di Nonsolomodanews Bologna che mi ha gentilmente dato l’opportunità di farmi conoscere ancora di più tramite questa intervista. Grazie a tutti quelli che ho conosciuto nel mio percorso e non ho citato”.

 Qual è la frase che meglio ti rappresenta? “Le emozioni sono le manifestazioni tangibili della nostra anima. Stephen Littleword, Aforismi”

Grazie Fabiola e in bocca al lupo!

I credits delle fotografie appartengono ai relativi fotografi.  Le fotografie sono state fornite da Fabiola Viviano – Tutti i diritti riservati – Email: nonsolomodanews@gmail.com

Artisti Musica

Intervista a Silvio di Paolo, componente con Serena Celeste, della SerenAndSilvio Acoustic Band

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Nonsolomodanews incontra Silvio di Paolo. Romano, musicista, amico di Serena Celeste (Linardi) , con la quale ha costituito la “SerenAndSilvio Acoustic Band”, Silvio ha dato la disponibilità ad incontrarci ed ecco qui la sua intervista.

Chitarra di Silvio di Paolo

Chitarra di Silvio di Paolo

Ciao Silvio, iniziamo dalla fine ci vuoi parlare della SerenAndSilvio Acoustic Band?  “Ciao a tutti!!! La band è nata dopo che io e Serena siamo usciti, per motivi diversi, dal gruppo nel quale suonavamo sia cover pop/rock che pezzi inediti scritti per lei dal cantautore romano Claudio Zilli. Una sera mi dice: Silvioooooo ma noi abbiamo già un bel repertorio pronto!!! Facciamo un duetto voce e chitarra? …detto e fatto!!! …il 25 maggio 2012 debuttammo…”

Cosa significa essere la spalla della vocalist con la chitarra?  “Serena è un’interprete (ma anche autrice) che ha fatto parecchia gavetta, ha esperienza sul palco, è esigente con me e soprattutto con se stessa, sente molto i pezzi che facciamo. Questi sono proposti da entrambi e poi li vagliamo: se ci emozionano vengono messi in repertorio, altrimenti si scartano e si va avanti. Personalmente essere la spalla di Serena è un ruolo molto impegnativo, ma il divertimento e la goduria (passatemi il termine….) che provo quando la ascolto mentre suono con lei sono pura benzina”!

Chitarra di Silvio di Paolo Ovation 3712 Pinnacle Series

Ovation 3712 Pinnacle Series

Silvio di Paolo

Tu hai una Ovation 3712 Pinnacle Series (chitarra). Ce ne vuoi parlare e ci dici come sei venuto in possesso? ” È come una figlia (ma molto più grande di Ludovica che ha solo 7 anni…). Acquistata nel 1989, porta egregiamente i suoi 24anni!!! E’ una chitarra un po’ impegnativa, ha un manico un po’ duro da suonare: spesso dico che sarebbe ora di provarne altre, ma l’idea muore poco dopo….è una fedele compagna che non mi ha mai tradito sul palco!!! Oltretutto è stata musa ispiratrice del logo della band”!

Tu hai vissuto vari periodi della musica. Come consideri l’attuale?  “Avendo un fratello più grande di me, ho sempre ascoltato e apprezzato musicisti e autori inizio anni 70, sia italiani che stranieri, in particolare cantautori e gruppi rock/progressive. Gente che suonava, inventava, sudava nel fare musica, che per anni ha fatto la cosiddetta gavetta. Oggi questo non esiste quasi più: perfetti sconosciuti senza esperienza vengono proiettati dentro il “tubo catodico” (anche se questo modo di dire è oramai obsoleto….) e resi famosi in una manciata di giorni. Attualmente, i produttori musicali vanno dietro alle mode del momento, ripropongono lo stesso genere che tira per qualche anno, lo spremono ben bene, e poi via verso altri target. Non credo sia proprio musica con la emme maiuscola”!

Silvio di Paolo

Silvio di Paolo

Chi sono stati i tuoi maestri? “Ho sempre avuto a riferimento i cantautori/autori italiani anni 70 delle scuole romane e genovesi. Da li è nata la passione per la chitarra, sia classica che acustica. Chiaramente essendo appassionato di rock, adoro i chitarristi elettrici di quegli anni che hanno veramente cambiato il modo di fare musica”.

Hai qualche chitarrista attuale o del passato a cui ti ispiri? “Veramente non ce né uno in particolare che prenda a riferimento. Avendo parecchi brani in repertorio devi per forza di cosa sviluppare un tuo approccio pezzo per pezzo e quindi suonarlo in un modo piuttosto che in un altro”.

Silvio di Paolo

Silvio di Paolo e Serena Celeste

Qual è il rapporto con Serena? “Chiaramente oltre all’aspetto musicale, è nata anche una bella amicizia. La cosa bella del nostro rapporto, è che tendiamo a mettere sul tavolo del confronto, tutto quello che c’è da dire o contestare  su come suonare e cantare i pezzi. Fuori dalla musica capita spesso di vederci. Quando gioca partite di CalcioA5, porto i miei figli a fare il tifo per lei”.

Come decidete le vostre scalette? “La scaletta segue due linee decisionali. La prima è quella di capire il luogo e quindi le persone che verranno a sentirci in quel locale o in quella piazza, e cercare nel nostro repertorio i pezzi che più si addicono al contesto. La seconda è quella di mettere subito in scaletta i pezzi nuovi (sia inediti che cover) che abbiamo aggiunto per ultimi in repertorio: la voglia di provarli al più presto davanti al pubblico è incontrollabile”!

Citazioni particolari? “Ovviamente ringrazio amici e parenti che ci vengono ad ascoltare. Grazie a Claudio Zilli per i pezzi che scrive a Serena e per l’amicizia che è nata nel frattempo. Grazie a musicisti ed autori che frequentano con noi l’ormai mitica “Trattoria da Silvan” a San Lorenzo (Roma): spero diventi presto un nuovo Folk Studio!!! Infine grazie a Serena per tutto quello che stiamo facendo insieme!!! Concludo con un bacio ai miei cuccioli che tifano tanto per me!!! Papino vi adora”!

Silvio di Paolo

Silvio di Paolo

Programmi futuri? “Oltre ad estendere il repertorio con nuovi pezzi, stiamo cercando di rivisitare e riarrangiare alcuni pezzi introducendo anche il basso acustico oltre a chitarra acustica e classica. Con l’avvicinarsi della stagione fredda, stiamo ovviamente contattando numerosi locali per avere la possibilità di esibirci: abbiamo bisogno del contatto con il pubblico! Rimanete in contatto con noi attraverso la nostra pagina su Facebook “SerenAndSilvio Acoustic Band” per le date dei nostri concerti o partecipazioni. Chiaramente il “mi piace” è obbligatorio!!! ;-)”.

Grazie Silvio e a presto!

Biografia di Silvio Di Paolo – Silvio Di Paolo nasce a Roma il 31 gennaio 1968. In età adolescenziale matura la passione per la chitarra classica e inizia un percorso di studio fino alla maggiore età. Terminati gli studi scolastici entra a far parte di una band composta principalmente dai compagni di classe, nella quale inizia a suonare la chitarra acustica. In questo periodo acquista il suo attuale strumento gelosamente custodito: una Ovation 3712 Pinnacle Series. Nel corso degli anni continua a suonare a fasi alterne, fino ad approdare nel 2010 in una band rock anni ‘60-‘70, come seconda chitarra d’accompagnamento per circa un anno. Nell’ottobre 2011 viene invitato a suonare nei Pangio, una band pop-rock, sempre nel ruolo di seconda chitarra. Qui conosce la vocalist Serena Celeste Linardi con la quale, una volta fuoriusciti per motivi diversi dalla band, fondano a maggio 2012 la SerenAndSilvio Acoustic Band, debuttando il 25 maggio nell’ambito dell’evento “Che poesia la nostra musica!” svoltosi presso l’associazione culturale DEFRAG.

Vernissage

Wikiarte Bologna – Invito – Sabato 05 ottobre 2013 inaugurazione delle mostre personali di: FRANCESCO M. LODIGIANI FRANCESCA GUARISO JOSINE DUPONT ANTONIO LUNATI

La Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte

in Via San Felice 18 – Bologna

È lieta di invitarvi

Sabato 05 ottobre 2013

ore 18.00

All’ inaugurazione delle mostre personali di:

FRANCESCO M. LODIGIANI

FRANCESCA GUARISO

JOSINE DUPONT

ANTONIO LUNATI

Le quattro mostre personali che hanno inizio il 5 ottobre alla Galleria Wikiarte sono collegati dal tratto nello dell’esistenza e della sua creazione. Gli artisti raccontano con linguaggi diversi la stessa storia della vita e della riscoperta di essa che avviene nell’incontro con l’arte.

La figura di Francesco Manilo Lodigiani non si può definire quella dell’artista contemporaneo. Sarebbe riduttivo.  Per la sua attività di costruttore, progettista, dipintore, vetragista e ancora molte altre, Lodigiani è un ottimo esempio del artifex o τεχνίτης, concentrando, oltre le svariate tecniche, anche molteplici materiali e stili. Gli artes sono al servizio di una poetica personale, intenta a studiare soprattutto due argomenti, anch’essi di carattere assoluto: l’efigge il corpo dell’essere. La perfezione dell’uomo vitruviano si presta a un’operazione che lo trasforma da modulo matematico di proporzioni armoniose nel principale elemento di una costruzione estetica definita in opera d’arte. La donna, la natura, l’architettura, la religione, le costellazioni sono i “pretesti” poetici per un lavoro creativo che punta al senso universale. Ma l’artista cerca a verità oppure vuole essere influente? Questa perifrasi del celebre filosofo Karl Sigmund Popper aiuta a capire la differenza tra chi interpreta la verità e chi ne vuole annunciare una nuova, a suo avviso assoluta. I creativi, gli artifex artium, sono soggetti a queste due possibilità, e spetta alla singola personalità individuare la strada che gli si addice, in quanto entrambe sono giuste. In tal senso svolge la sua ricerca anche Lodigiani , che guarda alle stelle per riscoprire gli uomini.

Una delicata e sinuosa linea sottile ripercorre il  mondo visionario di Francesca Guariso. Una linea tracciata con matita, gessetto, pennello o tassello musivo, che si trasforma nel fil rouge di una creazione artistica che si concentra sull’essere femminile. Il ruolo passivo di quest’ultimo come oggetto rappresentazione  e di fonte di ispirazione  non è  sostituito da quello attivo di artista, ma mantiene la sua duplice natura di musa ispiratrice ed ispirata  che spiega al mondo la visione che ha di se. Il raffigurato diventa raffigurante. Dopo secoli di emancipazione richiedente il personaggio della donna forte creatrice di un’arte esplicita e disincantata, da Artemisia Gentileschi a   Louise Bourgeois, la donna-pittrice finalmente si abbandona alla propria anima poeticamente esuberante. Il lavoro di  Guariso e ricco di forme morbide e curve, di colori tenui e onirici, di trame delicate e trasparenti che fanno intravedere una realtà calma e silenziosa, piena di attimi delicati e ambigui tra rassegnazione e impotenza. Pare chiara la confessione d’intimità dell’artista, che non teme di “mettersi a nudo” davanti al proprio pubblico, esattamente come la modella non sente pudore davanti al pittore. La fiducia che Guariso dimostra nei nostri confronti evidenzia il desiderio della creativa di immaginare un mondo altro dove la donna potrà essere sempre se stessa.La storia dell’arte insegna che  il Barocco, l’ultimo stile unitario europeo, concepisce la forma come aperta e libera.  In una prospettiva di metamorfosi della realtà abbonante di simboli e metafore.

Il concetto della mimesi della natura, fino ad’ora inteso unicamente come imitazione veridica, è reinterpretato dal Barocco come “finzione” e, dunque, desiderio di altro, diverso dalla verità. Il Barocco Informale di   Josine Dupont porta tutte le caratteristiche dell’esuberante stile seicentesco, concependo la figura come un campo di espansione che si libera dalla dipendenza della linea e espande la propria materia. L’operazione di estensione del corpo, della sua liberazione dall’involucro e l’abbandono alla vera sostanza è la caratteristica più forte di un movimento contemporaneo che, negando la forma, e, dunque la razionalità, si dedica allo studio del contenuto, dell’concetto: l’Informale. Non sembra allora paradossale lo stile coniato di Dupont, capace di conciliare due elementi come l’abbondanza e la sostanza sotto l’unico denominatore di illimitata fisicità. La cosa, il corpo, l’oggetto non hanno più una esistenza indipendente , ma sono travolti dall’infinità della materia primordiale. In un certo senso la pittura di Josine Dupont si può considerare un ritorno agli arbori della vita che, prima di trasformarsi in mondo, non è altro che un caos originario.

Un sguardo  vicino e analitico di questo inizio dell’mondo ci offrono i lavori di Antonio Lunati. Elementi cellulari, particelle, molecule o semplici tasselli del creato, le opere di Lunati sono costruiti in un ordine disordinato di forte impatto visivo per un ricco cromatismo ed una efficacia dei contrasti. Gli elementi si emergono o forse riemergono da sostanze “sgorganti” dalla tela ottenendo un grande effetto tridimensionale senza il bisogno di nessun  geometrismo dell’impostazione. In tal senso il biomorfismo di Lunati si allontana dallo storico stile kandinkiano, fin troppo calcolato dalla precisione del disegno, e si dedica alla tripla dimensione della superficie pittorica. Le sue immagini vibrano di vita emessa da numerosi elementi, distinti in singoli corpi o indistinti in miscele di elementi, ma sempre portatori dell’energia esplosiva di ogni nuova nascita. Questo dinamismo inevitabilmente emette la tensione di un qualcosa pronto ad accadere, pronto a emergere dal fondo del quadro, un qualcosa che altro non è, che la vita stessa.

                                                                                                                                            Denitza Nedkova

Critica:

Presentazione a cura di Denitza Nedkova

Curatori mostra:

Deborah Petroni

Rubens Fogacci

Shooting fotografici

IL RITO CELTICO: appunti su un progetto fotografico con Erika Cardano e Stefano Pollastro

a cura di Fabrizio Capra

Il Rito Celtico Model: Erika Cardano Fotografo: Stefano Pollastro Creator project e art director: Fabrizio Capra

Il Rito Celtico
Model: Erika Cardano
Fotografo: Stefano Pollastro
Creator project e art director: Fabrizio Capra

Un progetto fotografico è tale quando all’intuizione si riesce ad abbinare creatività e fantasia.
Quando ho pensato al progetto “Il Rito Celtico” intuizione, creatività e fantasia non erano sufficienti se non supportati, anche, da un’approfondita analisi storica.
Così pensata l’idea di ricreare fotograficamente un rito celtico si è passati alla fase dello studio, ore passate a cercare su internet nozioni, informazioni e qualsiasi cosa che potesse rendere reale questo progetto.
Alla fine la scelta è caduta su un rito che s’ispirava alle feste “celtiche”: quello della fertilità (della terra e della persona) e della purificazione.

Il Rito Celtico Model: Erika Cardano Fotografo: Stefano Pollastro Creator project e art director: Fabrizio Capra

Il Rito Celtico
Model: Erika Cardano
Fotografo: Stefano Pollastro
Creator project e art director: Fabrizio Capra

Una volta completato il progetto, che risultava composto da dieci scatti in sequenza, si è partiti alla ricerca del fotografo e della modella.
Il fotografo l’ho individuato quasi subito.
Stefano Pollastro, di Galliate, in provincia di Novara, che mi garantiva professionalità e disponibilità al dialogo.
Stefano mi ha, anche, consigliato una location che conteneva gli elementi fondamentali per la realizzazione del rito celtico: alberi, massi, sassi e acqua.
Il percorso, del “Rito Celtico”, quindi, partiva da questi elementi che fanno parte della natura nel suo complesso.
Immediatamente la scelta è caduta sul fiume Ticino che scorre a non molta distanza da Galliate e che offriva interessanti spunti coreografici.
A questo punto diventava importante la scelta di una modella che fosse convinta del progetto, che s’immedesimasse, che ne diventasse componente attiva.
La scelta è caduta su Erika Cardano, anche lei di Galliate, che entusiasticamente ha risposto alle caratteristiche ricercate per questo lavoro.
In una calda domenica d’inizio settembre ci siamo avventurati alla realizzazione del progetto “Il Rito Celtico” sulle sponde del Ticino, dove abbiamo trovato tutto quello che era necessario per la realizzazione, in un’atmosfera adatta, dove gli elementi del rito erano ben amalgamati tra loro.

Il Rito Celtico Model: Erika Cardano Fotografo: Stefano Pollastro Creator project e art director: Fabrizio Capra

Il Rito Celtico
Model: Erika Cardano
Fotografo: Stefano Pollastro
Creator project e art director: Fabrizio Capra

Sul set Erika Cardano si è rivelata ciò che ci si aspettava, ovvero una grande capacità di interagire con il sottoscritto, creatore e art director del progetto, e con il fotografo.
Il resto l’ha fatto la forte espressività e immedesimazione frutto della consapevolezza di essere lei la protagonista del progetto
Stefano Pollastro ha sapientemente consigliato sul modo di cogliere la giusta luce attraverso giuste prospettive e con la semplicità che lo contraddistingue, in punta di piedi, è stato sempre attento a non perdere di mira la perfetta realizzazione degli scatti che sono andati a realizzare il progetto. In sintesi: bravo nello scattare, puntiglioso nel ricercare, preciso in tutte le fasi fotografiche.

Il Rito Celtico Model: Erika Cardano Fotografo: Stefano Pollastro Creator project e art director: Fabrizio Capra

Il Rito Celtico
Model: Erika Cardano
Fotografo: Stefano Pollastro
Creator project e art director: Fabrizio Capra

Erika Cardano ha commentato così il suo coinvolgimento: “Il progetto su ‘Il Rito Celtico’ mi ha colpita molto; sembrava fosse stato scritto apposta per me! L’immergermi completamente nella natura, è stato molto riflessivo anche per quanto riguarda il mio spirito; il contatto con le pietre, con l’albero, con l’acqua e con la natura in generale, mi ha fatto stare molto meglio! È stato rilassante cercare di creare una ghirlanda di fiori, che poi avrei indossato; in quel momento, non pensavo a nulla, solo a creare; un po’ come mentre dipingo! Eravamo io e la natura, tutto il resto non esisteva. Che dire di altro… complimenti a chi ha ideato il progetto, e al fotografo, che ha fatto sì che tutto fosse immortalato in scatti fotografici!”.
Interviene anche Stefano Pollastro: “Quando Fabrizio mi ha proposto un progetto intitolato <<Il Rito Celtico>> io ho letto qualcosa al volo come mia abitudine fare, senza capire o leggere i dettagli: comunque mi ė piaciuto subito a prima vista. Poi sapere che il progetto sarebbe stato realizzato con Erika come modella mi ha entusiasmato maggiormente e con l’avvicinarsi della data fissata per gli scatti ho letto attentamente il progetto, per studiare se durante il servizio sarebbe servito qualcosa di particolare. Ma la bellezza principale è stata poter variare un po’  il mio modo di lavorare perché ho potuto realizzare gli scatti con un lavoro di gruppo coordinato da Fabrizio che analizzava i minimi dettagli, Erika che studiava le pose e mi dava una mano insieme a Fabrizio a controllare gli scatti. Secondo me il lavoro di gruppo aiuta a crescere in esperienza e qualità del risultato finale”.

Le foto pubblicate sono quelli non ufficiali ma rendono bene l’idea del progetto:

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Il Rito Celtico
Model: Erika Cardano
Fotografo: Stefano Pollastro
Creator project e art director: Fabrizio Capra

Foto Modelle

Incontro con la fotografa Alessia Izzo. Quando la creatività si sposa con la pratica… i risultati si vedono, eccome!

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Alessia Izzo è una giovane studentessa universitaria, già laureata, che sta terminando gli studi frequentando l’ultimo anno della laurea magistrale in”Scienze della comunicazione pubblica e sociale” presso Università di Bologna. Abbiamo avuto la possibilità di conoscerla fotograficamente con dei bellissimi scatti a molte ragazze e in particolare quelli realizzati con Martina Sacchetti (grande amica di Nonsolomodanews – da leggere qui la sua intervista http://nonsolomodanews.com/2013/07/01/martina-sacchetti-attrice-e-fotomodella-con-una-passione-speciale-per-le-performance-dal-vivo/) e della romana Donatella Locoli. Recentemente l’abbiamo incontrata di persona e le abbiamo chiesto di parlarci di se in prima persona senza seguire un canovaccio da intervista e lei ha accettato di buon grado. In questi giorni Alessia ha effettuato la prima vendita di una sua fotografia (non vi dico quale ma vi dico di andarla a cercare in rete!) tramite getty images. Brava Alessia!

Ciao Alessia, allora ci parli di te?

Ph. Alessia Izzo

Ph. Alessia Izzo

Sono nata il 14 gennaio del 1990, ho vissuto per i primi 18 anni a Sant’Arcangelo (PZ) un piccolo paesino tra i colli e gli uliveti lucani. Mi sono diplomata al liceo scientifico del mio paese e a 18 anni sono finalmente andata via da quella piccola realtà e mi sono trasferita a Milano, ma ho capito subito che la città non faceva per me e ho iniziato a rimpiangere la tranquillità del mio paesino, poi per amore mi sono trasferita a Bologna per continuare gli studi e ho trovato finalmente un altro posto che meritasse di esser chiamato “casa” Mi sono laureata in scienze della comunicazione nell’estate del 2012 e ora sto continuando gli studi con la magistrale in “Scienze della comunicazione pubblica e sociale”.

Per quanto riguarda la fotografia, ho iniziato ad amare questa forma d’arte da quando ero bambina dato che sono cresciuta tra le foto e le macchine fotografiche di mio padre, che era un grande appassionato di fotografia. A 12 anni ho vinto il primo concorso fotografico che aveva come tema l’inquinamento in

Ph. Alessia Izzo

Ph. Alessia Izzo

Basilicata… poi ho cercato altre forme per esprimere la mia creatività ma non ho mai trovato la “pratica” giusta… nel frattempo riempivo il mio computer di foto che scaricavo dai siti di fotografia e passavo i pomeriggi ad ammirare quelle foto e a pensare a come sarebbe stato bello essere in grado di fare delle foto del genere Così nel 2007 ho preso in mano la reflex di mio padre e ho iniziato a fare foto a qualunque cosa. Ho iniziato con lo still life e con i paesaggi…ma poi ho capito che la mia vera passione erano i ritratti così ho iniziato a fare foto alle mie amiche e ad alcune ragazze del mio paese (Donatella Iocoli) poi qui a Bologna sono venuta a contatto con modelle professioniste o aspiranti tali e che adesso mi sto specializzando nella fotografia di moda, che è il mio grande sogno.

Grazie Alessia e complimenti per gli splendidi risultati che stai ottenendo.

http://www.flickr.com/photos/bettytox/

Modelle

Intervista ad Elena De Mare. Una Miss reggiana con la passione con l’Enduro!

Elena De Mare

Elena De Mare

Elena de Mare è una giovane modella/fotomodella della provincia di Reggio Emilia. Castana dagli occhi castano scuro, Elena è una bellezza mediterranea in terra reggiana. Studentessa universitaria, Elena ha la passione della fotografia e delle motociclette. Nonsolomodanews ha conosciuto personalmente Elena durante un miniworkshop organizzato con Foto Fashion Studio. presso il l’hotel-ristorante Monte del Re del patron Umberto Cavina. Una eccellente fotomodella, sempre disponibile a seguire le indicazioni dei fotografi e pronta a dare suggerimenti per migliorare i risultati. Una fotomodella su cui poter contare per futuri lavori. 

Ciao Elena, allora ti vuoi presentare ai nostri lettori?Sono nata a Scandiano (RE) 26 giugno del 1993. Sono alta 170 cm e indosso una taglia 38-40. Ho i capelli colore castano e ho gli occhi castano scuri. Seno 82, Vita 61, Fianchi 80, Scarpe 37.

Elena De Mare

Elena De Mare

Come sei di carattere? “Sono molto selettiva, prima di aprirmi con una persona devo conoscerla molto bene, ma non ho un carattere chiuso anzi, sono anche abbastanza autocritica, cerco di dare sempre il massimo in quello che faccio”.

Che cosa ti piace in generale e che  cosa non ti piace? Odio la falsità e quelle persone che “strisciano” a scapito degli altri per ottenere ciò che vogliono, credo che ultimamente si diano più occasioni a questi personaggi piuttosto che a chi se lo merita davvero. Mi piace conoscere persone nuove, metterle a proprio agio, in modo da lasciare un bel ricordo di me 🙂”-

Qual è il colore preferito?Verde”.

Qual è il  tuo rapporto con gli animali?Sin da piccola ho sempre avuto un grande legame con gli animali, in primis con i cani, ora ne ho ben tre! Ma non solo, ho avuto la fortuna di poter crescere in campagna con galline, conigli, tartarughe, cavie ecc. Penso sia importante per i bambini poter interagire con ogni tipo di animale domestico e non, ti permette di imparare il rispetto e a non averne paura”.

Elena De Mare ph. Bruno Angelo Porcellana

Elena De Mare

Mi parli delle tue esperienze da modella e fotomodella? “Ho fatto parecchi servizi fotografici in collaborazione con vari fotografi locali, per riviste come Style up, cover girl e ragazza del mese di settembre 2012 della rivista Agorà (distribuita in alcuni comuni della provincia di Reggio Emilia), anche sfilate di vario genere, la più emozionante è stata quella insieme a Carla Gozzi, presentatrice di vari programmi su Real Time, in abito da sposa. Quest’anno ho partecipato al concorso di miss Italia dove ho vinto due titoli: Miss special party 2013 e miss petali 2013”.

Che cosa cerchi da un fotografo, che cosa cercano i fotografi da te? “Credo che entrambi cerchino in primo luogo professionalità e serietà, oltre a questo mi piace creare un bel rapporto con i fotografi, in modo da passare una bella esperienza”!

Chi è nella tua famiglia il tuo primo sostenitore/sostenitrice? “I miei genitori non sono molto “entusiasti” perché giustamente si preoccupano di cosa mi possa capitare, ma visto che a me piace l’hanno accettata”

Quando hai iniziato a posare? “Posare due anni fa, sfilare dai 16 anni (4 anni fa)”.

Elena De Mare

Elena De Mare

Quali sono i generi fotografici che preferisci e perché? “Mi piacciono molto le foto all’aperto  con paesaggi naturali e abiti particolari, soprattutto in location di notevole effetto visivo come cascate o con i colori delle varie stagioni”.

Che cosa cerchi dalla fotografia? “Ecco una frase che rappresenta ciò che cerco: Una fotografia è un segreto intorno a un segreto: più rivela e meno lascia capire. Diane Arbus”.

Elena De Mare

Elena De Mare

Quale progetto fotografico ti piacerebbe realizzare e perché? “Mi piacerebbe realizzare foto con animali e outfit particolari e inusuali, non mi piacciono le foto classiche/comuni”

Hai frequentato corsi di modeling e portamento?No mai, tutto quello che ho imparato è stato grazie “all’esperienza”.

Cosa fai per mantenerti in forma, ovvero se sei sportiva e se fai qualche sport. Nessuno sport, non sono una ragazza sportiva anzi, anche se amo l’enduro”.

Sappiamo che ti piace andare in moto. Come è nata la tua passione? “Fin da quando ero piccola intorno ai 12 anni, è una passione nata spontaneamente (i miei genitori non hanno mai avuto questo tipo di interesse.)”.

Che motocicletta hai?Un enduro 125 Husqvarna”.

A livello di cucina, qual è il piatto che ti piace di più? “Tortelli verdi o cappelletti con la panna”.

Elena De Mare

Elena De Mare

Qual è il tuo rapporto con il cibo? “Non seguo e non ha mai seguito nessun tipo di dieta, la mia cucina tipica è quella “della nonna” (pasta fatta in casa, ecc). Non mi piace frequentare fastfood, l’unica cosa che proprio non mi piace è il pesce ;)”.

Se potessi scegliere di vivere in un altra città che non fosse la tua dove vorresti andare e perchè? “Mi piace viaggiare e visitare posti nuovi, soprattutto per conoscere nuove culture; viaggiare ti permette di ampliare le tue conoscenze e di non basarti solo sulla piccola realtà italiana. Mi piacerebbe molto andare a Londra o New York e visitare il Canada, ma non andrei mai a vivere stabilmente in un’altra città, tornerei sempre “al nido”: non cambierei casa mia con nessun altra al mondo”.

Quale consiglio daresti a una ragazza che volesse iniziare a fare la modella/fotomodella? “Non credo di essere nella posizione di dare grossi consigli, anche io come molte ragazze sono alle prime armi, ma dalle mie piccole esperienza credo che il non montarsi la testa e soprattutto di usare la propria sia il consiglio migliore, in questo ambito c’è molta gente che arriva a dirti qualsiasi cosa pur di farti fare ciò che vuole”

Modella o fotomodella che conosci e alla quale ti ispiri?Adoro Bianca Balti, è la modella italiana per eccellenza e rappresenta il nostro paese all’estero, inoltre ha anche una bellezza disarmante ma non classica”!

Grazie Elena a nome mio e di Nonsolomodanews

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I credits delle fotografie appartengono ai relativi fotografi.  Le fotografie sono state fornite da Elena De Mare – Tutti i diritti riservati – Email: nonsolomodanews@gmail.com